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Il caso

Venditore di fiori? No, truffatore

18 agosto 2016, 07:00

Venditore di fiori? No, truffatore

Occhio ai «compaesani», specie se piovuti dal nulla, occhio agli «insistenti», soprattutto se incontrati per strada. Occhio a chi ti entra in casa con la scusa di un saluto. E ancora più alla larga bisogna tenere chi ti infila le mani nella borsetta, per costringerti ad acquistare un mazzo di fiori. Fantasia fervida, oltre che assoluta mancanza di scrupoli (e di rispetto per chi ha varcato la soglia della terza età), i truffatori le studiano tutte per far bottino e per aumentare lo stato d'ansia in cui vivono molti anziani.

Alle truffe del finto avvocato (che telefona dalla «caserma dei carabinieri» o «dalla questura», per evitare il carcere al figlio o al nipote della vittima trovato senza assicurazione dopo un incidente mai avvenuto o di chi si spaccia per addetto alla lettura dei contatori o per tecnico che dà l'allarme per l'acqua inquinata dal mercurio (e intanto chiede di tirar fuori dai cassetti tutti i gioielli), si aggiungono altri grimaldelli per scardinare le difese dei cittadini più soli e sprovveduti.

Due gli episodi denunciati nelle ultime settimane alla Squadra volante, che ancora una volta lancia l'appello: «Mai aprire la porta a sconosciuti o a chi si dichiari appartenente alle forze dell'ordine senza indossare l'uniforme: nel dubbio contattare sempre il 113, per segnalare qualsiasi situazione di possibile pericolo».

Un paio di settimane fa, nel quartiere San Leonardo verso le 11,30 (una delle ore preferite dai truffatori, che spesso agiscono, non si sa bene perché, verso la tarda mattinata) un 91enne ha sentito suonare il campanello. Aperta la porta di casa, l'anziano si è trovato a tu per tu con uno sconosciuto che quasi non gli ha dato tempo di parlare. Il padrone di casa è stato avvolto da un lungo abbraccio ed è stato investito da una serie di domande. Il «come stai?» è stato subito seguito dal «ti ricordi di me?» e dal «come sta tua moglie?». E' facile che lo sconosciuto abbia tenuto d'occhio l'abitazione dell'anziano, dalla quale in effetti la moglie era uscita da poco, per andare a fare spesa.

Alle domande, il truffatore ha fatto seguire un'affermazione. «Siamo compaesani: pure io sono calabrese come te». L'anziano, in effetti di origini meridionali, è stato preso in contropiede. Intanto, l'altro, si è messo a frugare qua e là, come se tutto gli fosse concesso: ha aperto cassetti e armadi, prima di andarsene con un ultimo abbraccio al «compaesano».

Il 91enne, subito dopo, ha fatto una verifica un po' in tutti i vani visitati dallo sconosciuto, scoprendo alla fine che solo le chiavi di casa gli erano sparite dalla tasca dei pantaloni lasciati su una sedia in camera. A quel punto, ha dato l'allarme al 113. E intanto gli è venuto in mente che il giorno precedente qualcuno aveva suonato con insistenza al citofono. Molto probabilmente era lo stesso che il giorno dopo si è ripresentato direttamente sul pianerottolo.

Pochi giorni dopo, è andata in scena la truffa (ma forse sarebbe più corretto definirla furto) dei fiori. Un giovane di origini nordafricane è entrato nella sede del Wwf in borgo Santa Caterina. Nessuno aveva intenzione di acquistare nulla, ma una volontaria ha pensato di allungare una moneta da cinquanta centesimi all'ambulante. Non appena la donna ha riposto il portafogli, il nordafricano ha infilato un mazzo di fiori nella borsetta, quasi per obbligarla a comprare.

Ne è seguita una lunga discussione, con il venditore sempre più insistente. Alla fine, l'ha avuta vinta la volontaria, che ha restituito i fiori allo sconosciuto. O almeno così sembrava, perché non appena la signora assalita da un sospetto ha dato un'occhiata alla borsetta, ha scoperto che il portafogli era sparito. A quel punto, è scattato l'allarme al 113. Ma era troppo tardi: lo straniero (che non sarebbe nuovo a questo genere di imprese) era chissà dove, con le poche decine di euro del suo magro bottino. E per la donna cominciava la trafila necessaria per bloccare carte di credito e bancomat e per rifare i documenti.

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