Archivio bozze

Ospedale

Boom di nascite a luglio: 30 in più dello scorso anno

19 agosto 2016, 07:01

Boom di nascite a luglio: 30 in più dello scorso anno

Patrizia Celi

È boom di nascite a Parma nel mese di luglio: 240 neonati hanno visto la luce nella maternità dell'ospedale Maggiore, mentre nel 2015 erano stati 210. Un bimbo in più al giorno è un dato straordinario, vista la generalizzata tendenza al calo delle nascite in Italia e nell'Emilia Romagna, dove negli ultimi cinque anni sono diminuite di oltre il 10%. Ma non basta per parlare di un'inversione di tendenza, visto che lo scorso anno le statistiche sulla popolazione residente hanno segnato un meno 2% circa.

D'altronde i mesi caldi sembrano davvero caratterizzati da un lieve aumento delle nascite, conseguente al concepimento durante l'inverno, quando le coppie passano più tempo insieme nell'intimità della propria casa.

Nascere in estate è un toccasana per il neonato che può godere subito dei benefici della permanenza all'aria aperta. Ma per la gestante alle prese con le ultime settimane di gravidanza, la stagione calda può comportare qualche rischio, che è bene ridurre al minimo con alcuni semplici accorgimenti.

«Soggiornare in luoghi troppo caldi può generare l'innalzamento della temperatura corporea e l'abbassamento della pressione, con rischi di svenimento – spiega la direttrice dell'Ostetricia e ginecologia dell'Azienda ospedaliero universitaria, Tiziana Frusca – Per quanto riguarda la disidratazione, il consiglio è di bere acqua e succhi di frutta, evitando bevande eccitanti, come il tè e il caffè, poco indicate in gravidanza, che possono generare aumento della frequenza cardiaca nella mamma e nel feto».

«Utilizzare creme solari protettive, soprattutto nelle zone più esposte come il viso, è consigliato, perché in gravidanza la produzione di melanina è già stimolata e si potrebbero formare macchie sulla pelle difficili da eliminare», sottolinea Frusca.

Con queste attenzioni anche le vacanze possono scorrere serene e ogni destinazione può andare bene, sia mare che montagna, ma senza superare i 1.800 metri, perché a quella altitudine iniziano le difficoltà di captazione dell'ossigeno. «Per chi viaggia all'estero o sceglie mete isolate, è bene accertarsi di avere vicino un'assistenza sanitaria adeguata in caso di bisogno. E portare con se la cartella sanitaria e i farmaci eventualmente assunti. Naturalmente bisogna evitare le mete a rischio per infezioni», aggiunge la direttrice.

Si può viaggiare in aereo liberamente fino alla trentaseiesima settimana di gravidanza (trentaduesima se è gemellare), ma alcune compagnie si tutelano richiedendo una certificazione nella quale il medico esclude controindicazioni al viaggio. «Le donne con predisposizione alla trombosi dovrebbero evitare i voli molto lunghi, superiori alle sei ore – spiega la direttrice – Ma per tutte valgono alcuni accorgimenti, come bere molto, non rimanere a lungo sedute ma muoversi anche ogni mezzora, utilizzare calze elastiche».

Per chi sceglie il treno valgono le stesse precauzioni, mentre in macchina è più facile fare piccole frequenti pause per sgranchirsi. «L'importante è indossare sempre la cintura di sicurezza, posizionata abbracciando con la parte superiore il torace e con quella inferiore l'area pubica, scavalcando l'addome» conclude Frusca.

Insomma in vacanza anche per le gravide tutto si può fare, lasciandosi guidare dal buon senso. «La gravidanza è una condizione fisiologica ma va rispettata – sottolinea Tiziana Frusca – D'altronde capita poche volte nella vita. Quindi perché non prestare attenzione a ciò che si porta in pancia?».

© RIPRODUZIONE RISERVATA