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Concerti nella natura

I «parchi» della musica

19 agosto 2016, 07:00

I «parchi» della musica

Lucia Brighenti

Pianoforti trasportati da trattori, contrabbassi che risalgono le cime in funivia, concerti tra i libri o dove la gente, di solito, attende in fila il suo turno per pagare un bollettino postale. Sempre più la musica esce dai luoghi consueti per scoprire che effetto fa ascoltarla immersi nella natura, o dove la gente meno se l'aspetta.

I motivi sono tanti: lo stesso brano non suona ugualmente se ascoltato tra le mura di una sala da concerto o sullo sfondo di una vallata, si conquista un pubblico nuovo, si riscoprono e valorizzano luoghi poco frequentati. Anche a Parma e provincia la mappa dei luoghi deputati alla musica si sta arricchendo da alcuni anni, grazie a organizzatori e musicisti disposti a esplorare il territorio, a costo di sfidare qualche difficoltà in più. Il titolo della rassegna ideata quest'anno dalla Fondazione Toscanini, «Fuori posto», parla da sé: sinora ha portato alcuni concerti alla libreria Feltrinelli, «ma stiamo programmando nuovi cicli per l'autunno e per la primavera, in località diverse, anche fuori Parma», assicura il sovrintendente Luigi Ferrari. «Si tratta di concerti brevi e agili, - prosegue Ferrari - una sorta di street food per lo spirito: la gente trova a propria disposizione, in un luogo inatteso, una proposta musicale che la ristora. Questo è senza dubbio un modo per raggiungere giovani che hanno desiderio di ascoltare musica classica ma che ne sono tenuti lontani da un senso di riverenza, da una ritualità che non condividono. Devo ringraziare i musicisti che hanno preso parte con entusiasmo a questa iniziativa, perché non sempre è facile suonare in questi ambienti». Di recente, la Filarmonica Toscanini ha anche suonato nel parco della piscina di San Secondo, nelle Poste Centrali di Parma, e alcuni appuntamenti si sono tenuti al Labirinto della Masone.

«Nell'organizzare questi eventi c'è indubbiamente la volontà di valorizzare i luoghi», osserva Mauro Del Rio, della BDC-Bonanni Del Rio Catalogo, associazione che ha rilevato l'ex chiesa di Borgo delle Colonne, dove ha realizzato i suoi primi concerti, per poi portarne altri al Labirinto della Masone. «Il primo evento al Labirinto si è tenuto l'anno scorso: - racconta Del Rio – era una videoproiezione, con musica della band Optogram. Sono venute più di mille persone che vedevano il Labirinto per la prima volta. Con il concerto degli Air, tenutosi lo scorso maggio, abbiamo avuto anche tantissima gente proveniente da altre città, specie da Milano. Gli artisti sono sensibili a questi eventi: preferiscono luoghi insoliti, belli e coerenti con il loro tipo di spettacolo. Certo qualche difficoltà c'è, ma chi fa i service audio la prende come una sfida stimolante».

Il Trio Amadei porta avanti l'idea di fare musica in luoghi naturali da molto tempo. Come musicisti, i fratelli Liliana, Antonio e Marco Amadei hanno suonato in una baita sulle Dolomiti e nella miniera di Montevecchio, in Sardegna; come direttori artistici del Festival ValcenoArte, giunto già alla sua tredicesima edizione, hanno portato (solo per fare qualche esempio) un concerto di Danilo Rea nell'Anfiteatro Naturale di Vianino, nel mezzo della Valle del Ceno; hanno suonato al buio sotto la volta stellata, con l'astronomo Amedeo Balbi che guidava il pubblico alla scoperta delle stelle; si sono arrampicati con i loro strumenti su un albero del bosco secolare di Città di Umbrìa; hanno organizzato un concerto di “musica intuitiva” con Markus Stockhausen nel tragitto per raggiungere le Cascate del Pessola, in cui sono stati usati anche strumenti presi dal bosco, come legni e sassi. «Unire il paesaggio naturale con la musica aumenta la suggestione del concerto. - spiegano i tre fratelli - Certo, a volte ci sono difficoltà: una volta abbiamo dovuto trasportare il pianoforte con un trattore, e l'acustica non sempre aiuta. Però è anche vero che se un concerto è fatto senza amplificazione l'orecchio si adegua, il pubblico sta più in silenzio e la musica si unisce ai suoni naturali».

È invece nata da tre anni «I parchi della musica», rassegna che nel 2016 si è ampliata a molti parchi e riserve naturali dei Parchi del Ducato, nelle province di Parma e Piacenza, portando concerti nei prati della Riserva dei Ghirardi, nei boschi di Schia, nei centri visita, come quello della Riserva del Monte Prinzera. «La risposta del pubblico è sempre stata buona, anche nei luoghi più sperduti e inaspettati. - spiega Barbara Vernizzi dei Parchi del Ducato - Si tratta di un pubblico molto vario: il nostro messaggio è che la musica di alto livello non deve necessariamente stare nei luoghi canonici, e non si rivolge a un pubblico elitario». «I programmi vengono scelti in base alla location - spiega la direttrice artistica Francesca Rossi Del Monte - Per esempio, per l'Oasi dei Ghirardi ho scelto un duo d'arpe celtiche e un programma a tema naturalistico, mentre per il castello medioevale di Gropparello abbiamo confezionato un programma più classico». Anche il fiume Po è diventato in più occasioni uno scenario ideale per concerti: «Organizzo il Boretto Festival al Lido Po da sei anni, in collaborazione con il Comune di Boretto. - racconta Marco Bianchi di Kolosseo - Il luogo fa tanto, perché vedere il tramonto sul Po è un po' come essere al mare. La gente della zona viene anche per mangiare e per la bellezza dello scenario, ma quello che porta gente da tutta Italia sono le proposte artistiche. In passato abbiamo fatto concerti con i Jethro Tull, gli America, Popa Chubby...».

Il desiderio di riproporre la ricetta di «I suoni delle Dolomiti», rassegna di successo nata in Trentino nel 1995, ha mosso l'agenzia di comunicazione «Gatti and Friends», che quest'estate ha organizzato con il Rifugio Mariotti e il CAI di Parma, la prima edizione di «Faggio Musicale». Tre i concerti proposti, di cui uno itinerante (con percorso dal Lagdei al Lago Santo) e due nei pressi del Rifugio Mariotti. «Per il momento ci siamo limitati a fare comunicazione soprattutto tramite i social, eppure ha partecipato tantissima gente - racconta Gatti - C'erano amanti della montagna e appassionati di musica classica. Visto il successo, ci piacerebbe ripetere questa iniziativa l'anno prossimo, coinvolgendo altri luoghi. Le difficoltà qualche volta riguardano il trasporto degli strumenti: il contrabbasso, per esempio, è salito con la seggiovia».

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