Archivio bozze

Il caso

Veli e foulard per entrare in Duomo

19 agosto 2016, 07:02

Veli e foulard per entrare in Duomo

Luca Molinari

«Questo è un luogo sacro. Si richiede silenzio, rispetto e un abbigliamento adeguato».

Queste parole campeggiano su un cartello all'ingresso della Cattedrale (tradotto in diverse lingue), posizionato sopra a un tavolino in cui si trovano veli e foulard per coprire le spalle.

In Duomo infatti, soprattutto in questo periodo vacanziero, entrano numerosi turisti attratti dai gioielli artistici custoditi al suo interno, ma a volte incuranti della sacralità del luogo. Il cartello (e tanti foulard) dovrebbe aiutare i visitatori a comprendere che la Cattedrale non è soltanto uno scrigno d'arte o tantomeno un museo, ma la Chiesa madre della diocesi, dove quotidianamente si tengono celebrazioni e dove la gente si ferma a pregare. «Posizioniamo il cartello e il cesto con i foulard solo in estate – precisa monsignor Alfredo Chierici, parroco della Cattedrale – perché in questo periodo c'è un maggiore afflusso di turisti e i visitatori spesso vestono abiti succinti, poco adatti a una chiesa».

I sagristi della Cattedrale solitamente invitano chi veste in maniera poco adeguata a posare un velo sulle spalle. «Non sono veli per il capo – sottolinea il sacerdote – si tratta di foulard pensati soprattutto per mantenere il giusto decoro verso la Cattedrale e sottolineare che si tratta di un luogo sacro». Solitamente non viene respinto nessuno. «Sappiamo che vengono a visitare il Duomo persone provenienti da ogni dove, spesso appartenenti a culture e abitudini diverse dalla nostra – prosegue monsignor Chierici – per questo cerchiamo di essere il più ragionevoli possibile e di non respingere nessuno».

A «sgarrare» sono soprattutto i più giovani. «In questo periodo capitano ragazze in abiti succinti o giovani in bermuda – spiega il parroco del Duomo – Sappiamo però che non lo fanno volutamente o per mancanza di rispetto. Per questo cerchiamo di far mantenere un rispetto verso questo luogo sacro evitando battibecchi spiacevoli».

Parole ribadite da monsignor Domenico Magri, presidente del Capitolo della Basilica Cattedrale. «E' una questione di rispetto verso il luogo in cui ci si trova – afferma - Non dimentichiamoci che la chiesa è la casa del Signore». «I sagristi si avvicinano a chi non è vestito in maniera opportuna con grande tatto – prosegue monsignor Magri – Se si tratta di stranieri li conducono davanti al cartello all'ingresso della Cattedrale, scritto in varie lingue, e di solito capiscono subito che devono indossare i foulard».

In tante altre chiese, sia in Italia che nel mondo, non è possibile entrare se si indossano vestiti troppo succinti. «Quando sono andato in San Pietro, a Roma – racconta monsignor Chierici - un giovane indossava le bermuda e l'hanno mandato fuori. Alle donne invece vengono consegnati degli scialli». Durante le celebrazioni infine sono proibite le visite turistiche di gruppo. «Se entra un singolo non viene fermato – precisa il parroco – perché è difficile stabilire se sia un turista o un fedele. Inoltre, durante le celebrazioni possono scattare foto solo alcuni professionisti selezionati, per non disturbare la funzione in corso».

© RIPRODUZIONE RISERVATA