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Tragedia

Sub disperso, ore d'angoscia

20 agosto 2016, 07:03

Sub disperso, ore d'angoscia

Una immersione, come le altre, come le tante che Silvio Anzola, 58enne ingegnere parmigiano, faceva. Del resto il mare è la sua grande passione. Non solo, per i suoi due compagni di immersione, Mauro Cammardella e Mauro Tancredi è anche il loro lavoro visto che sono rispettivamente titolare-istruttore e aiuto istruttore di un centro diving tra i più noti di Palinuro. I tre risultano dispersi, da quando si sono immersi, alle 10 di ieri mattina in una grotta molto profonda, al largo di Palinuro. I corpi sono stati individuati, sono a 50 metri di profondità. Ma c'è chi qualche speranza di ritrovarli in vita ancora ce l'ha.

E' il sindaco di Palinuro-Centola, Carmelo Stanziola: «All'interno della grotta c'è una bolla d'aria nella quale potrebbero essersi rifugiati i tre sub, quindi potrebbero essere ancora vivi». Le ricerche sono proseguite tutta la notte.

Quel che, dunque, ora è certo è l'incredulità di come tutto questo possa essere successo a due sub molto esperti. Mauro Cammardella si immerge ogni giorno, anche nei periodi freddi. C'era poi Silvio Anzola, originario di Parma ma che da tempo vive a Milano. L'ingegnere di 58 anni ha una grande passione per le immersioni.

«Può essere successo di tutto», dice sulla banchina del porto di Palinuro chi quei fondali li conosce benissimo. E' Fabio Barbieri, 61 anni, genovese, dal 1983 a Palinuro, sub esperto al punto da aver mappato per primo il cunicolo della «Scaletta» nel quale sarebbero rimasti intrappolati i tre sub.

Il cunicolo, lungo 16 metri e alto appena un metro e venti, non è per principianti. Ieri, quando è arrivato l'sos, la Capitaneria di Porto gli ha chiesto di immergersi ma, racconta, «l'acqua era torbida, non sono riuscito a vedere nulla». «Quel cunicolo non è affatto semplice da attraversare - spiega - sia per la strettezza che per il fondo limaccioso. Ai tre sub può essere accaduto di tutto: un inconveniente tecnico, un malore o una fase di affanno».

Fondali e grotte, quelle a largo di Palinuro, che di morti durante le immersioni in questi anni ne hanno contati parecchi. Nel 1984, il 16 agosto, proprio in quello stesso luogo, le acque della «Cala fetente», morirono due giovani speleologi subacquei friulani. Era il 30 giugno 2012 quando, invece, in una immersione, sempre nelle acque di Palinuro, persero la vita quattro sub. Quell'incidente, l'ultimo in ordine di tempo, avvenne nella zona della Grotta del Sangue; in quattro, quel giorno, riuscirono a salvarsi. r.c.

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