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Cani e polemiche

«Con i dogo facciamo pet therapy»

21 agosto 2016, 07:00

«Con i dogo facciamo pet therapy»

Patrizia Celi

Non è solo questione di razza, ma di educazione. Ci sono i due cani «dogo argentino» che in provincia di Catania hanno sbranato il loro piccolo padroncino di appena un anno e mezzo; e poi c'è Wilma, la giovane «dogo» che a Parma si relaziona con le persone disabili e le aiuta ad esprimere al massimo le funzionalità possibili.

Ma soprattutto dona loro tanto affetto ed attenzioni, regalando una volta a settimana una straordinaria occasione di gioia e condivisione. Se i caratteri somatici, il mantello bianco e le dimensioni accomunano questi esemplari di razza, differente è l'educazione che hanno ricevuto dalle loro guide «umane» e le condizioni nelle quali sono stati fatti vivere. I cani assassini sono vissuti perlopiù in gabbia, costretti a comprimere l'energia vitale in spazi angusti e probabilmente avendo pochissimi scambi con l'uomo.

Wilma invece è stata amata e rispettata, addirittura addestrata dagli specialisti dell'associazione «Impronte nell'anima» per svolgere interventi assistiti con animali, meglio noti come pet therapy, in alcune scuole materne, strutture di ricovero e centri diurni parmensi. «Spesso dietro a questi fatti tragici, che perlopiù colpiscono i bambini, c'è l'incuria o l'incapacità del padrone di gestire quel tipo di cane - spiega Marta Viappiani, presidente dell'associazione – E a volte si è portati a presumere che la colpa sia dell'animale».

Il dogo argentino Wilma dell'associazione, maestoso e insieme dolcissimo, effettua terapia relazionale. Ad esempio Francesco, disabile psichico che mangia tutto ciò che trova, nella relazione con Wilma ha imparato l'autocontrollo, conservando il biscottino come premio per il cane al termine della passeggiata. Poi c'è Angela, che fatica ad articolare le mani, ma quando l'operatore le mette nel palmo richiuso alcune crocchette, riesce ad espandere delicatamente la mano ritorta per porgerle a Wilma.

Queste relazioni e abilità del cane non sono improvvisate, ma frutto di un rigoroso lavoro di preparazione che prevede l'intervento di un'equipe multidisciplinare di specialisti, formati secondo le linee guida nazionali sulla pet therapy: veterinario specialista nel comportamento animale, psicoterapeuta e coadiutore dell'animale. «Non c'è differenza di razza per l'addestramento alla pet therapy, ma la scelta ricade su cani che vivono in famiglia, socializzati ed equilibrati, che dovranno seguire un percorso di addestramento con metodo gentile» spiega Ivana Gerbella, coadiutore degli animali negli interventi. Per maggiori informazioni sull'attività dell'associazione contattare il numero 339.4033298 o scrivere a improntenellanima@yahoo.it.

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