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Centro Argonne

Affitto troppo alto: tre associazioni protestano

21 agosto 2016, 07:02

Chiara Pozzati

La sfida del «Grandangolo»? «Il riconoscimento del valore artistico, culturale della nostra associazione. E, proprio alla luce di questo, riuscire a trovare un'intesa col Comune per un affitto della sede congruo. Che non abbia pesanti ripercussioni sul nostro sodalizio».

Parola di Massimiliano Marradi vicepresidente del circolo fotografico che, insieme alla sezione parmigiana dell'Associazione radioamatori italiani e al Gruppo micologico parmense (associazioni che hanno sede nel centro civico Argonne), ha promosso una raccolta firme. «Il nostro obiettivo è che la questione degli affitti per l'utilizzo della sede in via Argonne 4 approdi direttamente in Consiglio Comunale».

«Va bene pagare un canone, ma è grave la richiesta di un'extra di 42 euro ogni volta che utilizziamo la sala civica del circolo. Considerando che spesso e volentieri organizziamo mostre, incontri, convegni ed eventi aperti al pubblico, ogni anno, almeno una volta a settimana, ci raduniamo lì. E ci pare una cifra davvero onerosa». Il valzer delle contrattazioni ha preso il via da oltre un anno, ma il «ping-pong» tra Comune e Parma Infrastrutture da un lato, e le tre associazioni dall'altro, sembra senza fine. «Intanto però al Grandangolo sono arrivate le prime due fatture».

«Oltre un anno fa il Comune ci ha contattati per comunicarci una riorganizzazione dei canoni d'affitto – fa un passo indietro Marradi -. Ogni sodalizio ha compilato un questionario sulla propria attività. Proprio sulla base di questo documento il Comune avrebbe calcolato le agevolazioni». Tutto è passato sotto traccia fino a fine 2015: «Quando l'amministrazione ci ha preventivato un affitto annuale da circa 1500 euro per l'assicurazione e l'utilizzo della camera oscura, da 12 metri quadrati che naturalmente non può ospitare la città per gli eventi e i corsi aperti al pubblico. Mentre il pagamento delle utenze (particolarmente difficile da calcolare visto che c'è un contatore comune) è a parte. A questo si aggiunge l'extra per la sala civica».

E prosegue: «Dopo numerose richieste siamo riusciti a ottenere un incontro col vicesindaco Nicoletta Paci e con alcuni rappresentanti di Parma Infrastrutture. Incontri a cui hanno partecipato anche l'Associazione radioamatori e il Gruppo micologico. L'ente e la sua partecipata ci hanno chiesto di fare una valutazione e a fine luglio abbiamo proposto una cifra che ci sembrava congrua. Da allora non abbiamo ricevuto risposta». Intanto però i tre sodalizi hanno dato il via a una raccolta firme «per convincere l'amministrazione a portare la discussione in Consiglio Comunale, nella speranza che venga riconosciuto il nostro merito culturale e che la valutazione finale non sia strettamente economica».

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