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Estate indimenticabile

Il Festivalbar di Gianni Bella

24 agosto 2016, 07:00

Il Festivalbar di Gianni Bella

GLORIA BELLICCHI

«Il viaggio in Corsica con Giampaolo (Morelli, suo compagno ndr) in Harley Davidson». La salsese Gloria Bellicchi non ha dubbi sull'estate indimenticabile. Poi aggiunge: «Un viaggio, tra la fine di luglio e agosto nel 2010, con altri amici. Un giro fantastico, da Bastia a Porto Vecchio. Rigorosamente in senso anti-orario. Su quelle strade a picco sul mare, con panorami mozzafiato. Abbiamo visitato piccoli borghi, che mi sono rimasti impressi nella memoria, anche a distanza di anni. E, poi, il grande divertimento anche di sera, rimanendo a ballare fino a tardi. Un viaggio unico, indimenticabile. In estrema libertà». Gloria Bellicchi, che al Maggiore il 13 agosto scorso ha dato alla luce il suo secondo figlio Pier Maria, ha lasciato le sue attività per dedicarsi al «lavoro» di mamma: il 14 agosto Gianmarco, il primogenito, ha compiuto tre anni. Il compagno Giampaolo Morelli, invece, è impegnatissimo in diversi set: sta girando, con i Manetti Bros, a Napoli un film-musical, poi andrà a Brindisi per «Smetto quando voglio 2» e «Smetto quando voglio 3». E chissà se, anche lui, ripenserà con un filo di nostalgia a quel viaggio in Corsica.

GIANNI BELLA

«La vittoria al Festivalbar nel 1976 con “Non si può morire dentro” è sempre nel mio cuore». Parole di Gianni Bella, il cantautore catanese ma ormai parmigiano di adozione - risiede a Montechiaruolo -, che ricorda, grazie alla figlia Chiara, come fosse ieri, quell'estate di quarant'anni fa. Il disco era uscito nel maggio dello stesso anno, proprio in occasione del Gran Premio di Monaco di Formula 1. E lo stesso Bella sottolinea: «Rimase, nell'estate del 1976, per dieci settimane in testa alla hit parade e fu il secondo singolo più venduto dell'anno dietro solo a “Ancora tu” di Lucio Battisti». Negli anni Settanta, e anche successivamente, il Festivalbar era una vetrina importante per gli artisti e Gianni Bella, che due anni prima con «Più ci penso» aveva ottenuto grandi consensi al Disco per l'estate, decise di giocare tutte le sue carte proprio con «Non si può morire dentro», con parole di Giancarlo Bigazzi e musica dello stesso Bella, e la scelta si rivelò vincente. In quell'edizione a sfidare Gianni Bella c'erano artisti del calibro di Renato Zero, Mia Martini, Julio Iglesias, Domenico Modugno, I Cugini di campagna, Le Orme e la sorella Marcella. Ma «Non si può morire dentro» entusiasmò gli italiani e nelle radio libere la canzone passava più volte nei programmi dei dj. «Il 4 settembre, all'Arena di Verona - conclude Gianni dal suo buen retiro di Montechiarugolo - fu una serata magica e il ricordo della consegna del premio quale vincitore della 13ª edizione mi emoziona ancora». Da quell'estate sono passati quarant'anni e la carriera di Gianni Bella è stata ricca di tante soddisfazioni: un autore vero che, nonostante gli anni, è sempre nel cuore degli italiani, come dimostrano anche i recenti successi in televisione.

PAOLA PITAGORA

«Estate per me - racconta l'attrice Paola Pitagora - ha sempre significato, tournée teatrali, mare e montagna, tutto, magari per pochi giorni, tanta gioia di vivere nella libertà del corpo. Ogni estate è indimenticabile, a cominciare da quella che sto vivendo, qua nel basso Salento. Vengo qui da dieci anni, e ho visto il crescendo dell'interesse verso questa bellissima e ospitale terra. Nell'agosto del 1998, dopo una malattia, morì mia madre. E ricordo che dopo la sepoltura, a Roma, corsi a prendere un aereo per la Sardegna, avevo bisogno di immergermi nel mare. Salutati gli amici, mi tuffai e mi lasciai avvolgere dal respiro della grande madre. Mi sentivo rigenerata. Dopo due giorni - continua - dovevo tornare a Roma per un impegno. All'aeroporto di Cagliari, mi sono seduta a leggere, a pensare. Dopo un po', sono andata al banco a chiedere perché non chiamavano il mio volo, e mi hanno risposto che l'aereo per Roma era partito da tre ore, e non ero stata convocata semplicemente perché non avevo fatto il check in. Il prossimo aereo sarebbe partito l'indomani mattina. Allora ho capito, ho toccato la dimensione fisica del dolore, che si manifesta con una sorta di ottundimento. Sono andata in un piccolo albergo, presso l'aeroporto. Entravo in quella dimensione naturale, lunga, che chiamano elaborazione del lutto, la percezione dell'assenza di una persona amata, che non ci abbandona mai del tutto, in sogno o nello stato di veglia. Il mare qui, ad Andrano, è spesso mosso, un mare di scoglio trasparente. Oggi era perfetto, l'acqua non fredda, tranne in alcuni punti dove è attraversata da piccoli fiumi di acqua dolce. Dolce, come il ricordo di quella persona allegra che era Angela Re, mia madre».

MAURO CORUZZI

Mauro Coruzzi è rimasto in Sardegna, a Golfo Aranci, al lavoro per Radio Rtl fino a pochi giorni fa: «Per Ferragosto - puntualizza - c'è stato anche un mega party, in questo club con 1.200 persone, dal mattino a notte fonda». Ma qual è stata l'estate indimenticabile di Mauro? «Era il 1981: il mio primo viaggio in America - racconta Mauro -. E senza sapere una parola d'inglese. Avevo conosciuto un ragazzo al Festival del corto di Salsomaggiore, che mi aveva invitato a casa sua a New York. Così sono partito con un amico: la casa era molto piccola e io per 15 giorni ho dormito per terra, accanto al divano. Quanti dischi ho comprato. Da lì, abbiamo raggiunto San Francisco per incontrare altri amici, abbiamo alloggiato in un albergo di cloni: alla reception c'era uno uguale a Elton John e le camere le faceva Aretha Franklin». E quella di Platinette? «L'estate dell'anno scorso - continua Plati -. Dopo Sanremo, abbiamo organizzato la mia prima vera tournée canterina: una tournée molto colorata. Non posso dimenticare quella serata meravigliosa al castello del porto di Livorno e un'altra vicino a Pescara: un'estate molto intensa».

NICOLE MONICA

Miss Parma 2016 Nicole Monica non ha dubbi: «La mia estate indimenticabile? Tre anni fa in Sardegna con mamma Romina, papà Mirko e mio fratello Federico. Siamo andati a Orosei e ogni giorno eravamo in una spiaggia diversa - confessa -. Abbiamo anche noleggiato un gommone e ci siamo fermati in tante calette. Mi piace il mare, anche se ho paura dei pesci: ho il timore, fin da piccola, che mi mordano i piedi. Però lì mangio e il fritto misto è il mio piatto preferito». In realtà, la bella 20enne che è iscritta a Farmacia, adora nuotare: «Sì, c'è stato un tempo che potevo farlo anche da professionista, ma poi l'impegno con la ginnastica acrobatica non me lo ha permesso». E quest'anno? «A parte l'impegno con le selezioni regionali di Miss Italia, a luglio sono andata a Lido Adriano con il mio fidanzato - conclude -. Si chiama Gonzalo Martinez, è argentino e gioca in Lega Pro nella squadra di calcio del Pro Piacenza. E' stata una bella vacanza, tranquilla: spiaggia, aperitivo, cena e le serate a Milano Marittima».

GENE GNOCCHI

Alternativo come sempre Gene Gnocchi, che abbiamo raggiunto mentre si trova in giro per l'Italia per una delle tante serate estive. Il comico e scrittore fidentino fa un salto indietro nel tempo di parecchi anni. «Per me - racconta, con un filo di ironia -, la mia estate indimenticabile è quella del 1959. Avevo quattro anni e mi trovavo in vacanza, sulla riviera romagnola, a San Giuliano Mare. Fu un'estate epica perché riuscii a costruire un grande castello di sabbia, addirittura con il ponte levatoio. Fu veramente una grande impresa che ricordo ancora, anche un po' di nostalgia. Il castello fu ammirato da tutti i bagnanti, che rimasero stupiti da tanta bellezza. Due anni dopo sono riuscito anche ad avere il condono edilizio grazie alla legge Bucalossi e adesso, in questo castello, trascorro gran parte dei miei weekend». Gene Gnocchi ritorna al presente e anticipa i programmi futuri in televisione: «Il 12 settembre ritonerò, in prima serata, su Rete4 con “Quinta colonna” accanto a Paolo Del Debbio. Mi occuperò di sondaggi e interpreterò anche un personaggio che fonda un nuovo movimento alternativo ai politici italiani. Sarà una sorpresa per il pubblico televisivo».

LUCA MAGRI

Il regista parmigiano Luca Magri, 38 anni, non ha ancora dimenticato quella vacanza del 1993: «E' stata la mia prima vacanza da solo, da ometto - racconta -. Avevo 15 anni e mi hanno mandato in Inghilterra in un college. E' stato una vacanza itinerante con i miei compagni di scuola: una vacanza studio. E chiaramente mi sono innamorato per la prima volta: si chiamava Alessandra».

E quest'anno? «Niente vacanze, ho fatto il trasloco per convivere con Marcella - continua il regista -. E poi, il primo settembre esce il mio film “Il vincente” al cinema Astra: quel giorno ci sarà l'anteprima, ma poi il film verrà proiettato per una settimana».

Ma al di là degli impegni professionali, qual è per Luca Magri la vacanza ideale? «Sono un uomo molto omerico e quindi non sopporto la montagna - conclude -. La mia vacanza ideale è al mare: lo dico anche nel film».

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