Archivio bozze

Via Gramsci

Presa a pugni alla fermata del bus

24 agosto 2016, 07:03

Presa a pugni alla fermata del bus

Quelli che hanno assistito all'aggressione non hanno avuto neppure il tempo di provare a intervenire. «E' successo tutto in un lampo - ha raccontato un testimone. - Addirittura quando lo abbiamo visto arrivare e avvicinarsi da dietro alla donna abbiamo pensato ad un amico che la stava salutando, al gesto di uno che stava facendo uno scherzo».

Ma non era un amico e quello era tutt'altro che il bonario buffetto di chi saluta un conoscente. No, quelle erano botte date per fare male, pugni scaricati in pieno volto. Per di più senza un motivo, senza un senso. Senza un perché.

E' stata una vera e propria aggressione quella avvenuta ieri mattina, intorno alle 10.30 a poca distanza dall'incrocio tra via Gramsci e via Marchesi, all'altezza della fermata del bus dove si trovata appunto una donna di Parma che stava aspettando di tornare a casa. Senza immaginare quello che sarebbe successo di li a poco.

«Sembrava una situazione assolutamente tranquilla e normale - prosegue un testimone - quando abbiamo visto arrivare verso la fermata un uomo di una cinquantina d'anni dall'aria dimessa». Capelli lunghi raccolti in una coda, sandali, pantaloni corti e una camicia bianca lo sconosciuto ha puntato diritto verso la donna che aspettava il bus e da dietro l'ha presa per il collo. Poi, senza aggiungere altro, ha iniziato a picchiare.

«Quando l'ha afferrata per il primo istante per davvero ho pensato che fosse uno scherzo, che i due si conoscessero e che lui volesse sorprenderla. Ma poco dopo ho capito che non era certo così».

Già, ma ormai era troppo tardi. L'uomo ha iniziato a martellare in pieno volto la donna che ha anche colpito con il capo il palo della fermata. Una raffica di colpi veloce e assurda finita subito dopo. Proprio come era iniziata.

«Poi lo abbiamo visto riprendere a camminare e andarsene, senza neppure troppa fretta», ha aggiunto uno dei presenti che per prima cosa ha pensato di soccorrere la vittima. Pesta e sconcertata.

Qualcuno dei negozi vicini ha intanto richiesto l'intervento delle volanti della questura mentre qualcun altro ha portato un bicchiere d'acqua alla donna che aveva segni evidenti al volto dei colpi subiti. «Si vedeva che il viso era segnato, la mandibola era molto arrossata e aveva dei tagli nell'interno della guancia. Ma soprattutto, al di là del dolore era choccata per l'aggressione da parte di quello sconosciuto».

Si, perché l'uomo che si è fermato poco lontano, convinto da un testimone, ad aspettare l'arrivo della polizia, per lei era un volto assolutamente mai visto. E quei pugni quindi un mistero. «Da quanto abbiamo capito il picchiatore accusava la donna di non avere pagato l'affitto di un appartamento, di essere amica di una altra persona di cui ha ripetuto più volte il nome. Ma l'impressione è che in realtà non fosse lucido, che si trattasse del gesto di un esagitato fuori di sè».

Le sue surreali spiegazioni il picchiatore le ha poi ripetute agli agenti delle volanti arrivati sul posto che si sono poi occupati di cercare di ricostruire il quadro di un episodio davvero inspiegabile. Molto probabilmente, è la prima ipotesi, l'aggressore ha confuso la sua vittima con qualcun altro anche se non si esclude che alla base di tutto ci sia un disagio psichico.

E' invece dovuta ricorrere alle cure dei sanitari del vicino pronto soccorso la donna che si è fatta medicare le contusioni riportate nell'agguato. Solo gli accertamenti da parte delle forze dell'ordine permetteranno di capire cosa abbia scatenato quella furia e scoprire quali potranno essere le conseguenze. Per la vittima il tempo certamente aiuterà a ridurre il dolore, a guarire quei traumi. Ma molto più difficile sarà invece tenere a bada l'amarezza per un gesto senza un senso, per un'aggressione che non si spiega. E che quindi fa ancora più male. r.c.

© RIPRODUZIONE RISERVATA