Archivio bozze

Ex olimpionica

Molinari, Borgotaro è nel mio cuore

25 agosto 2016, 07:00

Molinari, Borgotaro è nel mio cuore

Beppe Facchini

«Perché torni di continuo? Cosa c'è a Borgotaro? Me lo chiedono tutti i miei amici di Rieti ogni volta che vengo qui. E la risposta è sempre la stessa: niente. Questo però è il mio paese, qui vivono mia madre novantenne e mia sorella. E a me basta trascorrere un po' di tempo a casa insieme a loro». Sono infatti 45 estati che Cecilia Molinari, dominatrice assoluta dell'atletica leggera italiana negli anni Settanta, fa tappa nel suo Appennino per trascorrere qualche settimana in famiglia, dopo averla salutata a 22 anni per trasferirsi nella cittadina laziale non solo per amore dello sport, ma anche per quello nei confronti di Andrea Milardi, allenatore e dirigente Fidal rietino scomparso sei mesi fa. «Mio padre era un notaio, una persona molto seria - racconta sorridendo l'ex atleta - e all'inizio era un po' perplesso quando ho deciso di intraprendere questa strada. Poi però sia lui che mia madre mi hanno seguito in tutte le gare, anche all'estero». Cresciuta sportivamente nella Libertas Piacenza, tra il 1968 e il 1974 Cecilia Molinari ha vinto di tutto, con una piccola pausa solo nel 1969 a causa degli esami di maturità: 10 titoli italiani (6 nei 100 metri piani, 4 nei 60 metri indoor) e due ori ai Giochi del Mediterraneo di Smirne nel 1971. Nel 1972 ha fatto anche parte della spedizione azzurra alle Olimpiadi di Monaco, quelle note purtroppo per il massacro di atleti israeliani al villaggio olimpico maschile, arrivando fino ai quarti di finale nella sua specialità, i 100 metri. «Noi donne eravamo da un'altra parte, però si avvertiva nell'aria che stava succedendo qualcosa» ricorda l'ex velocista classe 1949, cambiando poi argomento: «I miei tre figli sono tutti allenatori, l'atletica per noi è quasi una malattia». Alberto e Vittoria seguono i più giovani, mentre Maria Chiara è appena tornata da Rio da Janeiro dove è volata da allenatrice dei due quattrocentisti Matteo Galvan e Maria Benedicta Chigbolu. Quest'ultima, nella staffetta 4x400, è scesa in pista insieme alla fidentina Ayomide Folorunso, ma Cecilia Molinari ammette: «Non la conosco, però i miei figli garantiscono che si tratti di una ragazza molto determinata». Tra i suoi record, è impossibile non citare il primato italiano sui 100 metri ottenuto a Graz nel 1972 (11''4) e il primo titolo nazionale vinto a Trieste nel 1968 ad appena 18 anni. «Rispetto ai miei tempi l'atletica è cambiata tantissimo - prosegue la Molinari -: io mi divertivo sia in allenamento che durante le gare. E anche le Olimpiadi le ho vissute con questo spirito, senza l'ansia di una medaglia. Certo, davo tutto in ogni gara, però credo che vivere un'esperienza del genere in questo modo renda tutto più facile, c'è meno stress. È per questo che mi sono sempre definita un'atleta un po' fuori dagli schemi: prima di tutto volevo divertirmi». Avversaria in pista di campionesse memorabili come Giusy Leone, Laura Nappi e Rita Bottiglieri, Cecilia Molinari a fine carriera ha intrapreso la strada da docente di educazione fisica, a Rieti. E qui, alle medie, ha avuto tra i suoi studenti un altro nome celebre nel mondo dell'atletica italiana: Andrew Howe. «Quando ci incrociamo per strada mi chiama ancora prof» conclude divertita la storica freccia valtarese, prima di tornare dalla mamma Liliana, dalla sorella Giovanna, che vive ancora a Borgotaro, e dalle altre due sorelle, Donata e Chiara, che come lei tornano nel paese nativo durante le feste.

© RIPRODUZIONE RISERVATA