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Collecchio

Degrado alle case Acer di via Togliatti

26 agosto 2016, 07:00

Gian Carlo Zanacca

Il degrado viaggia nella «nave», il nome con cui è conosciuto a Collecchio il grande edificio di edilizia popolare che si trova in fondo a via Togliatti e che, per la sua struttura, simile ad una grande imbarcazione, ha preso questo soprannome.

Vetri sfondati, selciato del cortile con buche, garage forzati, area pedonale invasa impropriamente da auto parcheggiate, cavi che sporgono, lampade che penzolano, corrimano divelti, cordoli pericolosi, tetto in materiale pericoloso sono alcuni dei problemi segnalati dalle famiglie che ci vivono.

Il palazzo ospita 26 appartamenti; è stato realizzato nella metà degli anni Settanta, è gestito da Azienda Casa Emilia Romagna per conto del Comune.

Ormai solo poche famiglie ci vivono da quando è stato inaugurato, cioè da 40 anni. Ma la situazione sembra essere peggiorata negli ultimi tempi come testimoniano due donne che vivono all'interno del complesso. Una di loro è una pensionata. «Pago 220 euro al mese di affitto comprese le spese condominiali – spiega – ma qui di lavori condominiali ne vengono svolti pochi. Per questo saremmo dell'idea di andare verso una forma di auto gestione che ci permetta di migliorare la situazione». Nel palazzo vivono circa 30 giovani. Negli anni Settanta al suo interno si trovavano principalmente famiglie di Collecchio, poi, con il mutamento dei tempi è cambiata anche la composizione delle famiglie che ci vivono e sono arrivate anche famiglie di origini straniere. «La convivenza – spiega una giovane madre – qui non è un problema, lo è, invece, il fatto che vi sono delle problematiche aperte ormai da tempo: ci sono i topi nel palazzo e non si riescono a debellare, per esempio. Anche il tetto ci risulta sia in amianto».

Insomma c'è malcontento a iniziare dal fatto che il selciato del grande cortile che si trova su via Togliatti è pieno di buche e avvallamenti. La pensionata indica, poi, una lampada staccata che penzola dalla parte: «è così da molto tempo – precisa». Sempre nel cortile esterno si notano i vetri rotti della sala riunioni, in basso, proprio verso la parte retrostante del palazzo che dà verso il Parco Nevicati.

Inoltre il cortile retrostante il palazzo, che dovrebbe essere solo pedonale, viene usato per il parcheggi di auto: «hanno spostato il dissuasore in cemento che impediva l'accesso all'area – spiega la pensionata – e così entrano anche qui, dove dovrebbero giocare i bambini indisturbati».

Ma i problemi riguardano anche la sicurezza dei garage che sono stati quasi tutti forzati. «Abbiamo chiesto che venga installato un cancello all'ingresso del tunnel sotterraneo che porta ai garage stessi – spiega la giovane madre – per evitare che facciano danni ulteriori, anche un sistema di videosorveglianza potrebbe essere utile per scoraggiare ladri e vandali a fare scorribande nei nostri garage». Un gruppo di volonterosi del palazzo ha anche sistemato il vano lavanderia tinteggiandolo e pulendolo. Una signora lamenta il fatto che ci sono persone che si introducono debitamente in questo spazio utilizzano l'acqua di altri appartamenti: «per questo ci vorrebbe un porta che possa essere chiusa dai condomini». Anche i citofoni sono rotti, proseguono i residenti.

Di cose da fare ce ne sarebbero davvero tante e le famiglie chiedono di poter passare al più presto ad un sistema di autogestione del palazzo per poterle migliorare.

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