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Palanzano

Non piace la posta «a singhiozzo»

26 agosto 2016, 07:00

Non piace la posta «a singhiozzo»

Beatrice Minozzi

C'è chi si lamenta di un servizio a singhiozzo che penalizza le zone più disagiate, chi invece fa spallucce e ammette di non essersi nemmeno accorto del cambiamento: sono contrastanti i pareri dei palanzanesi sul nuovo sistema di consegna della corrispondenza messa in atto da Poste Italiane.

La posta da oltre un mese e mezzo, in alcuni comuni - tra cui anche Palanzano - viene consegnata a giorni alterni: provvedimento che segue di alcuni anni il taglio drastico degli uffici postali, rimasti solo due: quello del capoluogo, aperto dal lunedì al sabato - tranne d'estate, quando è chiuso anche il venerdì - e quello di Ranzano, aperto solo al venerdì. E così, tra sconcerto e rassegnazione, i palanzanesi dicono la loro sulla questione.

«Qua purtroppo i servizi invece che migliorare peggiorano - lamenta Giorgio Araldi, pensionato di Palanzano capoluogo -. A farne le spese sono soprattutto i vecchi, ma anche, nel caso della consegna della posta a giorni alterni, gli abbonati ai quotidiani, che ricevono le notizie con un clamoroso ritardo. È l'ennesimo servizio ridotto e purtroppo il disagio non è limitato alle Poste. Se andiamo avanti così il paese è destinato a morire. Prima l'ufficio postale di Ranzano era aperto tutti i giorni, ora invece solo un giorno alla settimana, con conseguente disagio per gli anziani che devono ritirare la pensione».

Conferma di aver raccolto le lamentele di molti abbonati o ex abbonati ai quotidiani Stefano Bruno, che da un anno e mezzo gestisce l'edicola del capoluogo. «In molti hanno disdetto gli abbonamenti postali alla Gazzetta o ad altri quotidiani ed ora vengono in edicola a comprarli o a ritirarli con la Gazzetta Card - spiega Bruno -. Le conseguenze più pesanti di questo cambiamento le stanno scontando gli anziani».

Anche Benedetta Cadossi, che lavora insieme a papà Giuseppe nel negozio di alimentari di famiglia, non è contenta della posta «a singhiozzo». «Anche per chi ha un'attività è un bel disagio - spiega -: è capitato addirittura che arrivassero bollette già scadute, con conseguente ritardo nel pagamento».

«Prima ero abbonato alla Gazzetta - aggiunge Giuseppe Cadossi - ma circa un anno fa sono passato alla Gazzetta Card perché il giornale con le Poste arrivava nel pomeriggio, e già la cosa non mi piaceva. Figuriamoci riceverla un giorno sì e un giorno no».

C'è poi chi, come Pietro Ferrari, parla di un «processo irreversibile. Le Poste devono guadagnare di più e riducono i servizi. Danni alla popolazione? E perché? La posta si riceve il giorno successivo, cosa cambia? Diverso è solo il discorso per gli abbonati ai quotidiani».

Non protesta neppure Maicol Costi, che gestisce il bar Il Faggeto. «Il servizio funziona bene - dice - La posta arriva un giorno sì e uno no, ma cosa cambia? Certo, alcune lettere o bollette arrivano in ritardo, ma accadeva già prima, quando la consegna era quotidiana. Noi oltretutto lavoriamo molto con la posta elettronica, quindi il disagio è ridotto al minimo. Diverso, certo, è per gli anziani».

Costi, infine, punta l'attenzione su un altro aspetto, quello del taglio dei posti di lavoro che questo cambiamento comporta: «È un problema per l'occupazione in montagna, che si basa sui piccoli numeri e dove anche un posto di lavoro in più può fare la differenza».

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