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Bedonia

Seminario: è polemica con Piacenza

27 agosto 2016, 07:00

BEDONIA

Monica Rossi

A Bedonia serpeggia il malcontento. Il motivo è da ricercare nella questione «Colle San Marco». Il binomio Santuario-Seminario, l'istituzione religiosa e culturale da centosettant'anni punto di riferimento delle Valli del Taro e del Ceno, sta attraversando da tempo un periodo di disagio, situazione aggravata da uno scorporo di cui si è parlato poco ma che di fatto è stato messo in atto dal Vescovo di Piacenza, Giovanni Ambrosio.

Ma andiamo con ordine. Nella primavera di quest'anno, la Curia piacentina, da cui l'Istituzione dipende, ne ha stabilito la divisione in due enti distinti: da una parte il Santuario, affidato alla guida di don Domenico Accorsini in qualità di Rettore e coadiuvato da don Bruno Cardinali; dall'altra il Seminario, la cui gestione è stata affidata a don Pietro Bulla, parroco di San Lazzaro a Piacenza ed Economo della Diocesi. Le popolazioni delle due valli, bedoniesi in testa, non hanno gradito la scelta. «Dobbiamo difendere quanto è nostro - affermano i più - L'istituzione esiste perché l'abbiamo fortemente voluta noi, fornendo costantemente un contribuito essenziale per la realizzazione delle opere: offerte in denaro, materiali, giornate di lavoro gratuito e soprattutto lasciti importanti».

«A differenza degli altri seminari diocesani - spiegano gli storici dell'Istituzione, entrando nello specifico - quello di Bedonia non è stato fondato per volontà vescovile, bensì grazie ai due sacerdoti locali della metà del XIX secolo, don Stefano Raffi e don Giovanni Agazzi, e a tutte le comunità della zona che hanno partecipato attivamente ed economicamente alla sua realizzazione».

In molti stanno facendo squadra pur di «non mollare la presa» e «subire» lo scorporo. In particolare, prese di posizione sono state espresse pubblicamente l'11 luglio dagli ex seminaristi in occasione del Convegno della Giornata dell'Ex Alunno, dai sacerdoti legati al Seminario, da una parte importante della popolazione e ultimo ma non meno importante dall'amministrazione comunale di Bedonia.

Deciso l'intervento di don Lino Ferrari - cui si deve la ristrutturazione del Seminario dal 1981 in poi - che ha dichiarato: «In questo momento è importante unire le forze. Se qualcuno è causa di divisione è bene che lasci il posto». Don Angelo Busi, vicario episcopale della Valtaro-Valceno, ha sottolineato che Seminario e Santuario sono «da sempre un unico corpo con due polmoni». Dunque inscindibili come avrebbero voluto gli storici fondatori. Dello stesso avviso Carlo Berni, sindaco di Bedonia, secondo cui «i due enti non possono assolutamente essere considerati come unità divise. Una governance quasi totalmente piacentina è estremamente pericolosa, perché rischia di non conoscere il territorio legato al Seminario. Se c'è da fare squadra, gli enti locali sono pronti, perché anche gli enti locali hanno investito molto sull'Istituzione. È doveroso da parte di Piacenza tenere presenti questi aspetti».

INAUGURATO NEL 1846

L'imponente Seminario di Bedonia sorge a fianco del Santuario della «Madonna di San Marco», dal 1978 Basilica Minore per volere di Papa Giovanni Paolo I.

L'edificio, nato come istituzione culturale e «Casa della Gioventù» per i ragazzi delle vallate, fu solennemente inaugurato il 25 luglio 1846. Al progetto, voluto dai sacerdoti locali, partecipò la popolazione con benefici condivisi. Secondo gli annali, dal 1846 al 1981 vi sono si sono formati 2473 studenti, di cui 673 sacerdoti. Fra questi, sei sono diventati Vescovi e due Cardinali: Agostino Casaroli, segretario di Stato Vaticano dal 1979 al 1990, ed Ersilio Tonini, apostolo dei mezzi di comunicazione di massa.

Nel 1981, quando se ne andarono gli ultimi sei seminaristi, l'ente è stato oggetto di una profonda ristrutturazione. Oltre a struttura di accoglienza, è diventato un importante polo culturale e museale: ospita un Museo di Storia Naturale e uno Archeologico, una Pinacoteca di pregio (fra le decine di opere, vi si conserva nientemeno che un Carracci oltre a un ignoto caravaggesco), biblioteche (notevole la collezione di quella antica, con volumi che abbracciano un arco temporale che va dal 1601 al 1850), l'Opera Omnia di Romeo Musa (pittore, xilografo e scrittore), un Planetario di riconosciuto valore nazionale (inaugurato nel 1995 alla presenza dell'astrofisica Margherita Hack, fu apprezzato anche da Alberto Angela, il noto divulgatore scientifico in forza alla Rai), nonché importanti fondi documentari. M.R.

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