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Polemica

«Quel generatore ci toglie il sonno»

30 agosto 2016, 07:01

Ilaria Ferrari

Fumo, rumore, odore. Lamentano una condizione di assoluto disagio alcuni residenti di via Rondizzoni e via Pozzuolo del Friuli a causa del generatore istallato dalla palestra «Florida Fitness» che affaccia su viale Rustici.

«Stiamo vivendo segregati in casa – raccontano – ai piani bassi non possiamo fare altro che tenere le finestre sbarrate per non essere travolti dalle conseguenze del funzionamento di quel generatore. C'è molto caldo ma meglio questo dello schifo che ci toccherebbe respirare».

E' da circa dieci giorni che nella palestra è stato infatti istallato un generatore esterno («delle dimensioni di un'utilitaria» sottolineano i residenti) a causa di un problema relativo alla fornitura di energia. Il macchinario, però, «funziona a gasolio – dicono ancora dal quartiere – noi stessi abbiamo visto l'autobotte scaricare il serbatoio, ed è in funzione giorno e notte ininterrottamente. L'odore che emana è costante, così come il rumore continuo, e ci sono anche emissioni di fumo. In città stabiliscono i blocchi del traffico per non inquinare poi si lascia in funzione una cosa simile?».

Un paio di residenti hanno anche preso in mano la situazione chiedendo l'intervento di più forze: «Abbiamo fatto intervenire polizia municipale, Arpa e Ausl che sono arrivati nella palestra martedì scorso.

Subito dopo sembrava che il generatore fosse stato abbassato ma è durato poco ed è subito tornato a rombare e puzzare. Da alcune finestre dista solo dieci metri e qui abitano anche anziani e bambini. La situazione è ingestibile».

Ieri mattina, inoltre è stata anche fatta una segnalazione all'assessorato all'Ambiente e l'intenzione rimane quella di un esposto in Comune.

«La palazzina più vicina al generatore è composta da alloggi Acer quindi abbiamo pensato di rivolgerci a loro oltre che al sindacato degli inquilini. Lo scenario che ci hanno prospettato, purtroppo, non è chiarissimo: inizialmente sembrava che bastasse rivolgersi a questi enti e loro ci avrebbero aiutato, ora, dopo le telefonate, ci è stato sottolineato che prima occorre mettere in piedi una raccolta firme. Provvederemo a fare anche questo se necessario ma è assurdo che oltre al disagio veniamo anche abbandonati a noi stessi senza trovare risposte certe da nessuno».

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