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Il caso

Colombi uccisi sotto la statua di padre Pio

30 agosto 2016, 07:03

Colombi uccisi sotto la statua di padre Pio

Colombi uccisi a colpi di manico di scopa. E' la denuncia di Giorgio Mezzatesta che ci ha inviato questa testimonianza: «Ogni giorno, per dirigermi in centro città in bicicletta, sono solito attraversare piazzale Salvo D'Acquisto anche per salutare un'anziana e gentile signora e il suo buonissimo cane di nome Leo. Questa signora, ormai da diversi anni, adorna la statua di padre Pio con bellissime piante e fiori senza mai dimenticare di infilare tra le mani del Santo alcune corone di rosario che, purtroppo, ahimè, vengono regolarmente rubate. Ma alla signora ciò è sempre importato poco pronta, dopo ogni furto, a rimettere altre corone, fiori e piante ai piedi e tra le mani della statua. Facendo una sommario calcolo saranno ormai alcune centinaia le corone rubate negli ultimi anni. Chi è solito, durante le ore pomeridiane, passare da questa piazza avrà avuto modo di vedere la signora seduta su una seggiola, il fedele cane sempre al suo fianco, circondata da un bel numero di colombi per nulla intimoriti dalla sua presenza. La signora, oltre ad occuparsi di tenere in ordine la statua di padre Pio, meta di numerosissimi devoti, non dimentica neppure di allungar loro qualche briciola di pane e di offrirgli da bere in una ciotola adagiata accanto a lei. Ciò li ha resi fiduciosi, per nulla intimoriti dagli esseri umani».

«Anche ieri - prosegue Mezzatesta - ho incontrato la signora che però, diversamente dal solito, era lontano dalla statua del santo. Ho subito capito che era successo qualcosa anche perché ho notato che era triste e molto amareggiata, incredula per quello che era accaduto. Alcuni delinquenti, che sarebbe bene fossero ospitati nelle patrie galere per il resto dei loro giorni, dopo aver rubato ancora una volta le corone tra le mani di santo Pio, se la sono presa coi colombi e, approfittando della loro totale fiducia nell'uomo, li hanno massacrati col manico di una scopa. Le testa da una parte, il corpo dall'altra, questo lo spettacolo a cui ha dovuto assistere, esterrefatta, la loro benefattrice. Un gesto che lascio giudicare ai lettori della Gazzetta. Ora, dato che su un muro che guarda la piazza c'è posizionata una telecamera, la signora ed io abbiamo la segreta speranza che le forze dell'Ordine, visionandone le immagini, riescano a risalire a chi ha commesso questo spregevole quanto grave reato». r.c.

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