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Salso

La bellezza e l'eleganza di Villa dei Gigli tornano a incantare grazie a Pinko

30 agosto 2016, 07:00

La bellezza e l'eleganza di Villa dei Gigli tornano a incantare grazie a Pinko

Filiberto Molossi

E' uno degli edifici simbolo di Salso, una perla rara all'interno della città termale: una casa-monumento che, dimenticata per troppo tempo, ora si appresta a essere riscoperta, e a tornare a vivere, a risplendere. Recuperata, restaurata e addirittura valorizzata: questo il destino di Villa dei Gigli, magnifica dimora costruita a Salsomaggiore negli anni ’30 dall’architetto Mario Vacca (autorevole esponente dell’eclettismo storicistico dei primi decenni del secolo scorso), acquisita nel 2011 da Pietro Negra, patron di Pinko, che, oltre a riportarla all'antico splendore è deciso anche a farne la sede della fondazione del famoso marchio di moda che rappresenta, restituendo così alla città e alla comunità un patrimonio culturale e architettonico che rischiava di andare perduto.

«Ho comprato la villa un po' di impulso – racconta Negra -: c'era la possibilità concreta che venisse frazionata per ricavarne degli appartamenti. Sarebbe stato devastante».

L'approvazione del nuovo Rue di Salsomaggiore permette invece a Villa dei Gigli di guardare concretamente a un nuovo futuro: «Siamo pronti a fare partire i lavori – conferma il numero uno di Pinko -. Si svolgeranno in due fasi: la prima dedicata a un restauro conservativo, una ristrutturazione importante, a cui seguirà una successiva fase di implementazione, nella quale verrà creato un nuovo edificio nel parco». Cuore pulsante di una «fondazione senza fini di lucro: una Pinko academy dove imparare a gestire i nostri negozi, ma forse anche un laboratorio di moda, una specie di scuola finalizzata ai campi di cui ci occupiamo. Ora però il primo pensiero è alla villa: l'oggetto della fondazione verrà delineato con maggior precisione in un secondo momento».

Un'avventura che ha incassato il sostegno del sindaco Fritelli: «E' chiaro che c'è da parte nostra la volontà di favorire chi investe nella nostra città. E' un progetto molto interessante perché riguarda la riqualificazione di uno dei simboli di Salso che inoltre si coniuga a un discorso di sviluppo industriale e di rilancio del territorio».

Il restauro, ossia la prima parte dei lavori, vedrà protagonisti gli architetti di «Spaziolaboratorio», che si accosteranno con grande rispetto all'edificio progettato quasi 90 anni fa da Vacca: «La villa – spiegano dallo studio di Parma – è molto importante non soltanto perché realizzata da un grande architetto, ma anche perché ci è pervenuta integra: le finiture sono ancora quelle originali, è un elemento di pregio particolare, una testimonianza del tempo in cui è stata realizzata e dello stile dell'autore». Costruita con materiali pregiatissimi, impeccabili nella fattura, e con un bagno in marmo che di per sé stesso è un gioiello, la casa, inserita in un contesto ambientale importante, «dimostra la grande sapienza dell'architetto che l'ha progettata».

Un edificio che intimidisce, Villa dei Gigli, ma a cui adesso gli architetti di «Spaziolaboratorio» rifaranno il trucco: «I piani nobili subiranno solo un restauro conservativo, mentre il piano terra e il sottotetto forse meritano e consentono, anche perché più degradati, qualche intervento maggiore. Ecco lì, pur nel rispetto dell'edificio, ci permetteremo di introdurre un lessico contemporaneo».

Conclusi questi lavori, la palla passerà all'architetto Giovanni del Boca, che interverrà intorno alla villa («uno dei tre-quattro monumenti più importanti di Salso, un patrimonio comune che appartiene alla cultura dei salsesi») e dentro al parco, per rivalutare e rilanciare quello che ora era un oggetto abbandonato. «Abbiamo chiesto al Comune di rendere il vincolo più flessibile e di ampliare le destinazioni d'uso: in questo modo potremo realizzare qualcosa di nuovo nel parco della villa. Ci hanno infatti consentito di costruire – spiega del Boca – mille metri quadrati in più. Realizzeremo una struttura quasi invisibile, con un tetto verde, inserita molto attentamente nel contesto della villa, che non verrà nemmeno sfiorata dai nostri interventi». Il nuovo edificio - nell'idea di del Boca e di Negra – sarà il punto di contatto tra la villa e Salso, «uno spazio che si aprirà anche al pubblico. Me lo immagino non solo sede di corsi o master ma anche di eventi che possano interessare e coinvolgere la città, come magari un premio per il design. Salsomaggiore è una città che vuole ripartire: da un luogo come questo può farlo».

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