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La storia

Dalla chemio agli studi tv

31 agosto 2016, 07:00

Dalla chemio agli studi tv

Patrizia Celi

La gioia può curare ogni male. Parola di Paola Comito, splendida cinquantenne nonostante la grave malattia che nel maggio 2014 l'ha costretta a percorrere una strada di sofferenze, tristezza e isolamento. Fino ad alcuni mesi fa, quando ha concluso le ultime cure e deciso che qualcosa doveva cambiare nella sua vita. «Cercare occasioni di gioia, di condivisione, di allegria è un dovere perché la vita è bella e non possiamo perderci nel dolore – dice Paola con grande convinzione – Ma sempre con dignità, senza mai superare il proprio limite».

Con questo spirito e un soffio di leggiadria, quella degli anni della giovinezza in cui faceva la modella, Paola si è presentata insieme ad una amica ai provini di «Ciao Darwin», la trasmissione di Canale 5 condotta da Paolo Bonolis. Del provino ricorda quel pizzico di pudore che attenuava il divertimento per le improbabili risposte alle domande di cultura generale.

Forse per quel fare scanzonato, il contagioso sorriso e l'entusiasmo, dopo qualche giorno è stata richiamata e invitata alla registrazione della puntata dei «brutti» contro i «belli». Naturalmente tra i belli, a rappresentare la femminilità over 50, talmente gioiosa e rigogliosa da essere «posizionata» alle spalle del capitano della squadra, Amaurys Pérez, già star di Ballando con le stelle.

«Proprio io nel gruppo dei “belli”? Io che avevo perso tutti i capelli, le sopracciglia e che mi spaventavo quando passavo davanti ad uno specchio?» dice ridendo, mentre racconta anche questa esperienza in quel mix continuo di gioia alternata a dolore che è la nostra conversazione.

«A volte dimentico il tumore e la chemio, altre ancora mi rinchiudo in casa, piango e sto male. Ma ne esco con dignità, spinta dal bisogno di dare felicità e coraggio ad altri che vivono la mia stessa esperienza», aggiunge.

Poi rivolge il pensiero agli amici; parla delle persone che non hanno capito e l'hanno criticata per quelle comparsate in tv e di chi invece le è stato sempre vicino, comprendendo le sue scelte, quelle più importanti legate alla malattia e quelle frivole, che condiscono una vita ancora segnata profondamente dalla paura di non farcela. «Quando ti dicono che hai un tumore ti cade il mondo addosso, non sai più cosa pensare e continui a chiederti “perché proprio a me”. Quel giorno muori un po' - racconta con un'emozione ancora molto intensa - Poi, quando scopri che il male è sconfitto, rimane la paura, che riaffiora ad ogni successivo controllo».

È un attimo, e la gioia di vivere torna a prendere il sopravvento nelle sue parole. Racconta dell'adorata figlia Pamela, a cui deve la vita, perché l'ha spinta ad accettare le cure. «Non volevo fare la chemioterapia, perché avevo visto mia madre soffrire tantissimo e poi morire comunque – spiega Paola – Ma Pamela mi ha detto “dobbiamo pensare al nostro futuro”. Quel plurale mi ha fatto cambiare idea subito». Ora sono appena tornate da una bellissima vacanza. «È una ragazza bravissima e splendida – dice con l'orgoglio di madre – Ha saputo capire anche il mio bisogno di vivere la malattia da sola, rispettando il mio desiderio di non fare assistere nessuno ai momenti più difficili».

Sì, perché dopo ogni seduta di chemioterapia c'erano giorni in cui il corpo si ribellava all'ondata di cure, la nausea prendeva il sopravvento e il malessere era tale che la notte si pensava tutto dovesse finire. «Ho voluto affrontare questi momenti da sola per non gravare altri della mia sofferenza, facendomi amica la solitudine» racconta. «Col senno di poi - aggiunge con gli occhi lucidi - ho capito che in certi giorni davvero bui una carezza, un abbraccio o una parola di conforto non ci sarebbero stati per nulla male!».

Oggi Paola è una donna bellissima, che si veste di fiori e sorride anche mentre racconta la sua malattia. Indossa un abito un po' scollato sulle spalle attraverso il quale mostra - quasi invisibili - i segni della cannula dalla quale iniettavano i farmaci e le piccole cicatrici. Non indossa vestiti che li possano nascondere, tanto per non dimenticare che la vita deve essere vissuta ogni giorno, non con sopportazione, ma circondandosi di persone vere e di gioia.

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