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Basket

Gallinari svela i suoi segreti

31 agosto 2016, 07:00

Paolo Emilio Pacciani

Un palazzetto di provincia sembra piccolissimo per poter contenere una stella dell'Nba, ma ieri mattina per tutti i bambini della Sorbolo Basket School il sogno è diventato realtà quando Danilo Gallinari, accompagnato dal padre Vittorio (a sua volta ex stella dell'Olimpia Milano), ha fatto il suo ingresso nel palasport di via Gruppini. Merito di Antonello Cantoni, presidente del Sorbolo Basket e socio di Vittorio Gallinari nell'attività di procuratore, che ha strappato Danilo alle vacanze.

Ad accoglierlo, il sindaco Nicola Cesari e, ovviamente, tanti bambini rigorosamente in divisa ai quali ha regalato consigli, tanti autografi e qualche foto.

La prima domanda non può non riferirsi alle Olimpiadi, da poco concluse, alle quali la nazionale italiana non si è qualificata. «Sì, ero davanti alla tv anche io, ma - confessa - ho fatto un po' di fatica a vederle...».

Come mai, nonostante tanti giocatori forti, l'Italia non riesce a qualificarsi?

«Perché ci sono squadre più forti di noi. E' solo una questione di merito. Non siamo stati in grado di vincere nulla in undici anni, quindi vuol dire che gli altri sono più bravi».

Però ci sono individualità molto forti che giocano come lei nell'Nba...

«Non sono d'accordo. Ci sono individualità pi+ù forti che giocano in altre nazionali. Quindi vuol dire che non siamo così forti».

Cosa bisogna fare per rivedere l'italia alle Olimpiadi?

«Costruire una chimica di squadra e una organizzazione perfetta. Serve tanto lavoro perché non siamo forti come gli altri».

Una volta per gli italiani la Nba era un miraggio. Oggi ci sono giocatori e allenatori italiani: il sogno è diventato realtà?

«Sì. La Nba è diventata molto globale e giocatori da tutto il mondo possono arrivarci».

Quest'anno c'è stato l'addio di Kobe Bryant, cresciuto qui vicino, a Reggio Emilia...

«Lui ha un ottimo rapporto con l'Italia, parla perfettamente l'italiano e il fatto che sia così legato al nostro Paese è una belllissima storia».

Ai bambini che gli chiedono qual è il segreto per diventare un giocatore dell'Nba Danilo risponde così: «Allenarsi tanto. Dovete sudare tanto in palestra. Quando ho iniziato a giocare, a Livorno, ero un bambino come voi e se oggi sono in Nba è perché non ho mai smesso di sognare e di lavorare tanto. L'impegno è fondamentale per arrivare. Anche voi dovete credere nelle vostre possibilità e lavorare sodo. Sappiate che dovete sudare tanto, stare tante ore in palestra, perché nessuno vi regalerà mai niente. Ma non smettete mai di sognare».

Quante ore si allena ogni giorno e quanti tiri fa in allenamento?

«Mediamente tre o quattro ore e faccio dai 500 ai 700 tiri. Al giorno».

Cosa le piacerebbe fare alla fine della carriera?

«Tante cose. Magari allenare; non i grandi come me, che ascoltano molto poco, ma i piccoli come voi che ascoltano molto».

I più grandi giocatori del mondo sono immarcabili?

«No. Sono molto forti e nell'uno contro uno sarebbe difficilissimo, ma il basket è uno sport di squadra e giocando tutti assieme è possibile marcarli».

Come si diventa un grande atleta?

«Servono talento e predisposizione ma soprattutto tanto lavoro per coltivare i talenti che già hai».

Come si fa a fare le schiacciate?

«Bisogna essere alti e saltare... Io non sono molto bravo però».

Come faccio a saltare più in alto?

«Comincia a fare i gradini a due a due. E' un ottimo esercizio».