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Medesano, il Comune dichiara guerra agli evasori

31 agosto 2016, 07:00

Medesano, il Comune dichiara guerra agli evasori

Giuseppe Labellarte

Pugno di ferro del Comune contro l’evasione delle tasse, che a Medesano, con uno dato storico intorno al 20%, rappresenta un fenomeno diffuso. Alla fine di ogni anno il Comune non incassava dai cittadini oltre 1.200.000 euro tra Imu, Tasi e Tari: soldi che servono per fornire e pagare diversi servizi, dalla manutenzione delle strade a quella degli edifici pubblici e delle scuole, dagli aiuti alle famiglie in difficoltà all’abbassamento delle rette scolastiche, e molto altro. L’Amministrazione comunale, fin dall'insediamento, ha iniziato a ragionare sulle possibilità di recupero dell’evasione stabilendo il percorso più incisivo per raggiungere l’obiettivo.

Le decisioni più importanti assunte sono state quelle di potenziare l’Ufficio Entrate e prendere in carico direttamente il servizio di recupero coattivo. I risultati, riguardanti il primo semestre 2016, hanno portato a un controllo massiccio delle posizioni debitorie con l’emissione di 668 avvisi di accertamento e 513 ingiunzioni di pagamento per un importo complessivo di 1.412.223 euro. Da quest’anno quando un cittadino non paga un’imposta il Comune verifica il mancato versamento ed inizialmente emette nei suoi confronti un avviso di accertamento che comprende la tassa non pagata, le sanzioni del 30% sul non pagato e gli interessi maturati dalla data del mancato pagamento alla data di pagamento dell’accertamento emesso dagli uffici comunali. Se il cittadino persevera viene emessa un’ingiunzione di pagamento, con ulteriori spese a carico del debitore. Questo è l’ultimo atto bonario, da pagarsi nel termine di 60 giorni dalla notifica della raccomandata.

Il Comune da quest’anno invia la busta verde (atti giudiziari) per tutti i provvedimenti che emette, così facendo ha certezza dell’avvenuta notifica. Per gli atti giudiziari, in caso di assenza dell’interessato, il servizio postale lascia nella cassetta della posta una cartolina di avviso per ritirare la raccomandata all’ufficio postale. Come spiegato dagli impiegati dell’ufficio Entrate: «Diversi cittadini, pur avvisati dal servizio postale, non si recano in posta a ritirare la raccomandata e le poste, trascorsi 10 giorni, ci rimanda la notifica della raccomandata al Comune con la dicitura “Compiuta giacenza oltre 10 giorni”. Questa notifica è valida come se il destinatario avesse ricevuto personalmente la raccomandata, solo che a questo punto non conosce nemmeno il contenuto. Passati i 60 giorni dalla notifica, per chi non ha pagato iniziano i primi guai».

A questo punto il Comune inizia le ricerche per recuperare i tributi non pagati. Si potrà effettuare il fermo dell’auto di proprietà, il pignoramento dello stipendio e così via, fino all’estinzione del debito. Commentando il problema e le mosse adottate per contrastarlo il sindaco Riccardo Ghidini ha sottolineato: «Non era assolutamente possibile continuare così. Erano i servizi ad essere in pericolo. Per la sopravvivenza dei servizi forniti dal Comune, occorreva mettere in campo tutte le forze e le attività necessarie per far sì che tutti i cittadini paghino il dovuto nei termini stabiliti. L’amministrazione per andare incontro alle persone in difficoltà, recentemente ha modificato il regolamento delle entrate consentendo la rateizzazione dei pagamenti. L’augurio che ci possiamo fare è che tutti i cittadini capiscano l’importanza del pagamento dei tributi per mantenere attivi e migliorare i servizi, perché a pagare non siano sempre i soliti».