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Campetto di via Botticelli: primo round ai residenti

02 settembre 2016, 07:02

Campetto di via Botticelli: primo round ai residenti

Pierluigi Dallapina

Il campetto da calcio di via Botticelli, una laterale di strada Langhirano, per il momento è salvo.

Una sentenza del Tar, pubblicata il 26 agosto, accoglie infatti il ricorso presentato da due residenti della zona contrari al cambio di destinazione d'uso da parco urbano a zona di completamento residenziale di una porzione dell'area verde deciso dal consiglio comunale nel 2010. La riclassificazione, chiesta dai proprietari del terreno, aveva scatenato anche le proteste dei residenti, che a luglio avevano dato vita ad una manifestazione a difesa del prato utilizzato da decenni come campo da calcio. La storia di questa area verde inizia nel 1957, quando il consiglio comunale di Vigatto approvò la lottizzazione del podere «Rii o Carmelitani», mentre nel 1964 il Comune di Parma – che nel frattempo aveva assorbito quello di Vigatto – riapprovava il disciplinare di lottizzazione e siglava una convenzione che prevedeva il trasferimento a favore dell'ente della proprietà delle aree ad uso pubblico. Quindi anche del campetto di via Botticelli, anche se tale passaggio non è mai avvenuto. Nella sentenza viene però ricordato che sebbene il terreno non sia mai stato acquisito come patrimonio pubblico da parte del Comune, «l'area ha sempre avuto nei piani regolatori succedutisi destinazione pubblica, come verde pubblico urbano e comprensoriale o come verde pubblico di quartiere». Peccato che, trascorsi circa 45 anni da quella convenzione del ‘64, i proprietari del terreno mai formalmente ceduto al Comune presentarono un'osservazione alla variante al Regolamento urbanistico ed edilizio (Rue) in cui chiedevano appunto il cambio di destinazione d'uso dell'area. Il 20 luglio 2010 il consiglio comunale accolse la richiesta, ma il 29 novembre dello stesso anno due abitanti dell'area attorno al campetto presentarono ricorso contro tale modifica. Nella camera di consiglio del 13 luglio scorso, i magistrati del Tar, come dimostra la sentenza pubblicata a fine agosto, hanno accolto il ricorso dei due residenti e hanno condannato il Comune e i proprietari del terreno al pagamento delle spese di giudizio, quantificate in 3 mila euro. Nella sentenza viene affermato che i proprietari «hanno taciuto al Comune che l'area era rimasta in loro proprietà nonostante la convenzione di lottizzazione del 1964 ne prevedesse espressamente la cessione al Comune». Inoltre, c'è anche una critica nei confronti dei tecnici comunali, nel passaggio in cui viene fatto notare che «la mancata acquisizione (dell'area verde, ndr) connota di negligenza e inefficienza l'agere complessivo dell'Amministrazione comunale negli anni decorsi».

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