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Via Zarotto

Liti e denunce, il Castelletto è chiuso

03 settembre 2016, 07:02

Liti e denunce, il Castelletto è chiuso

Luca Pelagatti

E meno male che l'insegna parla di circolo ricreativo. Perché a vedere quello che accade da qualche tempo tra le mura del Castelletto di via Zarotto parrebbe più che altro di trovarsi davanti ad un ring. Dove tutti sono gli uni contro gli altri armati. E invece che a tombola e a briscola si gioca alla guerra. Un conflitto non solo virtuale visto che sono arrivate anche le denunce per percosse e minacce. E adesso a gestire il tutto è un piccolo esercito di avvocati.

A fronteggiarsi, già da qualche mese, sono, da una parte, il consiglio direttivo del Castelletto e dall'altra la coppia che aveva avuto l'incarico di gestire il bar e il servizio ristoro dello storico circolo fondato nel lontano 1947. Ma dopo un breve idillio i rapporti si sono incrinati: e nello scorso mese di marzo alla coppia - in realtà è la donna la legale rappresentante della società che ha avuto l'incarico - è arrivata una raccomandata con cui i responsabili della associazione dichiaravano la ferma volontà di di troncare ogni rapporto. Intimando ai due di lasciare il bar e tutti gli annessi entro il 31 agosto.

Quella data è però arrivata e anche passata. Ma i gestori sono ancora li. E che ci sia aria di baruffa lo si capisce anche solo passando davanti alla sede dove campeggiano surreali cartelli: «Il circolo resterà chiuso per tutti i soci», hanno scritto i membri del direttivo. «Non è vero, io sono qui e il bar resta aperto», tuona sventolando un altro cartello il gestore Luigi Visone. Che accoglie i pochi, smarriti associati dichiarando a voce spiegata di essere stato danneggiato. E di volere giustizia.

Già, ma cosa è successo di cosi grave in quelle stanze dove da decenni generazioni di parmigiani si sono dati appuntamento per ballare il tango e sfidarsi alle bocce? A sentire il presidente del circolo sarebbe stato il gestore a creare il dissidio insanabile gestendo in maniera poco corretta il rapporto con i fornitori e tenendo un atteggiamento aggressivo anche nei confronti degli avventori.

«Ma non vogliamo entrare nel merito di quanto è accaduto. Nei prossimi giorni ci sarà un incontro alla presenza degli avvocati per cercare di risolvere la situazione», si limita a mormorare il presidente Giampiero Minari a cui fa eco l'avvocato Simonetta Del Picchia che segue il contenzioso. «E' una situazione complessa. E chi lancia accuse dovrà risponderne».

Tutto questo senza insistere sul fatto che la polizia è dovuta intervenire più di una volta quando i toni si sono fatti accesi. E quando il gestore fuori di sè, nello scorso mese di aprile, dopo un ennesimo litigio, ha finito per colpire il presidente minacciandolo anche con un coltello.

«Non è vero, sono stato io che sono stato buttato a terra», replica il gestore sostenendo di avere subito dispetti e ogni tipo di angheria e di avere per questo coinvolto in diverse occasioni le forze dell'ordine.

Insomma, estremamente grande è la confusione in via Zarotto. E la situazione è tutt'altro che eccellente visto che, appunto, non si capisce cosa potrà succedere come conferma lo sguardo sconcertato di una donna incrociata davanti al circolo chiuso, ma non troppo, nella mattina di ieri. «Io vorrei solamente venire a giocare domenica. Ma non sanno dirmi se si giocherà e neppure se saranno aperti».

Peccato perché il Castelletto, che si fa vanto dei propri cinquecento soci e di un calendario di attività senza soste, è un punto di riferimento per tanti abitanti della zona che non si perdono una delle serate e degli appuntamenti messi in piedi dai responsabili dell'associazione ricreativa. «Per due settimane il circolo è stato chiuso e adesso che la stagione riprende sono stati approntati dei lavori di imbiancatura. Ma è solo un modo per danneggiarci», continua con il suo tono battagliero Luigi Visone guardandosi intorno nella sala del bar mestamente disadorna e sguarnita.

«Il contratto è scaduto e quella persona non dovrebbe più essere negli spazi del Castelletto. Speriamo che l'incontro dei prossimi giorni ci permetta di risolvere e di potere far riprendere l'attività al più presto», replicano invece al circolo.

Intanto per questo fine settimana davanti alla porta restano quei cartelli: «Il circolo è chiuso». «Il bar è aperto». Le scaramucce continuano. E di ricreativo in tutto questo c'è davvero molto poco.

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