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Caos 5 Stelle

Pizzarotti: «Un cordone sanitario attorno a noi»

03 settembre 2016, 07:03

Pizzarotti: «Un cordone sanitario attorno a noi»

Pierluigi Dallapina

La raffica di dimissioni che hanno travolto il Comune di Roma, guidato dalla «grillina» Virginia Raggi, viene osservata con estrema attenzione dai 5 Stelle di Parma. L'addio dell'assessore al Bilancio Marcello Minenna, del capo di gabinetto Carla Rainieri, dell'amministratore unico della società partecipata Ama, Alessandro Solidoro, e dei vertici di Atac, un'altra partecipata, il direttore generale Marco Rettighieri e l'amministratore unico Armando Brandolese, non potevano non suscitare una presa di posizione da parte di chi è in rotta di collisione con i vertici nazionali del Movimento ormai da parecchi mesi. Una rottura aggravata dal silenzio sulla sospensione del sindaco Federico Pizzarotti e sull'autosospensione di 11 consiglieri di maggioranza.

«Fin da subito abbiamo offerto il nostro aiuto e la nostra esperienza amministrativa alla neosindaca, ma da Roma nessuno ci ha mai ricontattato», premette telefonicamente Pizzarotti, autore anche di un post sulla sua pagina Facebook in cui torna a chiedere la convocazione di un meetup nazionale «allo scopo di neutralizzare le correnti e per rendere pubblico il dibattito politico interno al Movimento». Un meetup che servirebbe anche a creare rete fra i vari sindaci dei 5 Stelle. «Purtroppo continua ad esistere un cordone sanitario attorno a noi, e continuano a passare sotto silenzio gli ottimi risultati amministrativi che siamo riusciti a conseguire», commenta a voce il primo cittadino. Rivolgendo un consiglio alla collega Virginia Raggi le suggerisce di «ragionare con la propria testa e di esplicitare le proprie intenzioni, lasciando perdere le persone che la circondano, in quanto fra parlamentari e attivisti è vittima di un affollamento eccessivo».

Il sindaco ricorda che «una delle differenze fra Parma e Roma è data dal fatto che loro, in consiglio comunale, non hanno un gruppo coeso», e che nella capitale «c'è chi vede gli assessori non appartenenti al Movimento come un problema».

«Noi, al contrario – conclude – abbiamo saputo dimostrare che gli assessori competenti, anche se non appartenenti ai 5 Stelle, rappresentano un valore aggiunto».

Nel post su Facebook il primo cittadino torna invece a scagliarsi contro i vertici nazionali, incapaci di dargli una risposta circa la sua sospensione dal Movimento.

Il capogruppo in consiglio comunale Marco Bosi, commentando la situazione romana, cerca di dimostrare le contraddizioni interne ai 5 Stelle nazionali. «Sono almeno due anni che chiediamo al Movimento di avere il coraggio di arrivare ad un confronto sulle diverse visioni, attraverso la convocazione di un congresso. Purtroppo la nostra richiesta è sempre stata rifiutata, ma tale strategia si sta dimostrando fallimentare. Dare ora un giudizio amministrativo sulla giunta Raggi, dopo pochi mesi dal suo insediamento, mi sembra precoce, ma è altrettanto preoccupante che non siano stati in grado di tenere la squadra unita a poco tempo di distanza dall'elezione del sindaco». Secondo Bosi, le dimissioni che hanno travolto la giunta romana e i vertici di alcune società partecipate sarebbero il risultato dell'esistenza di correnti nel Movimento. «Non basta dire che le correnti sono un fenomeno tipico dei partiti tradizionali per ritenersi immuni dalla loro esistenza».

Provando a fare un parallelo fra Roma e Parma – due città alle prese con pesantissimi problemi di bilancio – Bosi afferma: «La differenza fra noi è loro è che noi non ci siamo mai fatti imporre le scelte da nessuno. Abbiamo sempre ragionato mettendo il bene di Parma al primo posto. Il problema principale di Virginia Raggi è che sembra non avere dalla sua parte tutti i consiglieri comunali. Cosa che a Parma non è mai accaduta, nemmeno quando Pizzarotti ha rischiato l'espulsione».

Marco Vagnozzi, presidente del consiglio comunale, pensa che «la Raggi riceverà molte candidature per sostituire i dimissionari», ma allo stesso tempo invita la sindaca – e tutto il Movimento - a riconoscere i propri errori. «Se ciò accadrà, i problemi potranno essere risolti, altrimenti non potranno risolversi da soli. Ignorare le criticità è un atteggiamento da immaturi». Duro il commento di Alfonso Feci, uno dei consiglieri comunali autosospesi.

«A Roma hanno abusato della comunicazione, caricando tutti di grandi aspettative. Forse non avevano ben presenti la difficoltà che avrebbero incontrato nell'amministrare la capitale».

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