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Paura

Terremoto: gente in strada a Bedonia

03 settembre 2016, 07:00

Terremoto: gente in strada a Bedonia

Valentino Straser

L'Alta Val Taro è tornata a scuotersi la seconda volta in una decina di giorni. Il terremoto, di magnitudo M3.1 della scala Richter è stato percepito distintamente dalla popolazione dei comuni di Tornolo, Bedonia e Compiano.

Attimi di apprensione fra la gente che ha sentito vibrare i pavimenti, scuotersi le mura delle case e visto oscillare oggetti sospesi.In molti sono usciti in strada. Il sisma è stato registrato alle 19:01 circa ora locale, e fortunatamente non ha provocato danni a cose o a persone. La scossa, durata una trentina di secondi in tutto, si è originata a una profondità di circa sette chilometri con la zona epicentrale, calcolata dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, fra i centri di Tornolo (2 km), Bedonia (3 km), Compiano (5 Km) e Albareto (10 km).

La scossa tellurica ha riportato alla memoria le due sequenze sismiche che si erano manifestate due anni fa, nel 2014, tra il mese di giugno e quello di luglio. La zona epicentrale del terremoto di ieri pomeriggio è distante una manciata di chilometri da quelli delle sequenze del 2014, provocati da sforzi crostali che si manifestano fra le profondità comprese fra 6 e 11 chilometri. Le magnitudo della sequenza sismica non avevano superato i valori M2.6 della Scala Richter. Probabilmente, vista la vicinanza degli epicentri, si potrebbe trattare della stessa struttura geologica, ancora in fase di evoluzione e soggetta da millenni, a sollevamenti dell'Alta Valtaro, sintomo dell'edificazione della Catena appenninica. Si tratta del «Sistema del Taro», costituito da una fascia di fratturazione delle formazioni geologiche che separa la zona della Valle del Taro a quella più sollevata della Valle del Parma.

La zona epicentrale dei terremoti che incornicia Bedonia Compiano e Tornolo, si colloca in un'area soggetta a sismicità, nota ai geofisici e ai geologi ormai da decenni. Nello stesso contesto geologico del bedoniese e Alta Valtaro, il 14 febbraio 1834 si era originato un terremoto dell'ottavo grado di intensità della Scala Mercalli, confrontabile con un sisma di magnitudo M5.8 della Scala Richter che, scala storica, rappresenta l'evento sismico più forte del Parmense e tristemente associabile, in termini energetici, ai sismi dell'Emilia e a quello recente dell'Italia Centrale. Anche se il 2016 è stato «avaro» di terremoti nella Valtaro, negli ultimi dieci giorni sono stati almeno due i terremoti che hanno fatto oscillare i pennini dei sismografi. Cronologicamente parlando, il sisma di ieri pomeriggio è stato preceduto il 23 agosto scorso da una scossa tellurica di magnitudo M2.3 della Scala Richter, originata nella montagna bercetese. Le onde telluriche del sisma di ieri hanno «abbracciato», nel raggio di 20 chilometri, anche i centri di Santo Stefano d'Aveto, Borgotaro, Varese Ligure, Rezzoaglio, Bardi, Ferriere, Moissana e Borzonasca.

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