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Oltretorrente

Ecco la Casa della misericordia

04 settembre 2016, 07:00

Ecco la Casa della misericordia

Beppe Facchini

Ci sono due italiani, un marocchino e altri 24 ragazzi provenienti da ogni angolo dell’Africa. Vivranno suddivisi in tre grandi appartamenti e cinque monolocali e a coordinare tutti nelle mansioni quotidiane, dalla raccolta differenziata alla spesa fino ai turni di pulizia, sarà Sylla Mahamadou, 25enne scappato due anni fa dal Mali a causa della guerra.

«Avevo un piccolo negozio che vendeva di tutto, dal cibo ai vestiti – racconta Sylla –. Adesso, dopo aver frequentato corsi di italiano e uno per il confezionamento degli alimenti, non sempre riesco a lavorare, però qui mi trovo bene e vorrei restarci. E sono contentissimo dell’opportunità che nel frattempo ci sta dando don Umberto».

Già, don Umberto Cocconi, cappellano universitario e responsabile della comunità di San Cristoforo, è riuscito a dare a Sylla e altre persone in difficoltà una seconda chance. Ieri mattina, alle 12 in punto, c’è stata infatti prima la benedizione e poi l’inaugurazione della Casa della misericordia «Madre Teresa di Calcutta», un nuovo tetto per le persone momentaneamente in difficoltà. Segnalati dai servizi sociali o già inseriti in progetti solidali nel territorio, i primi 27 inquilini dell’edificio in borgo Cocconi 35 avranno la possibilità di restare qui gratuitamente per un periodo compreso fra i sei e i dodici mesi. Ognuno di loro darà un piccolo contributo per il pagamento delle utenze, con la speranza che nel frattempo possano ricominciare ad andare avanti con le proprie gambe.

«Non a caso la parola misericordia – spiega don Umberto – vuol dire generare, dare vita». La palazzina, nel cuore di un quartiere tradizionalmente multietnico come l’Oltretorrente, ha una dispensa e si estende su tre piani ed è entrata nelle disponibilità della onlus San Cristoforo grazie al dono di una signora, Albina Costa, desiderosa di dare una mano a chi ne ha bisogno. «Era già in buone condizioni, con i nostri volontari l’abbiamo solo sistemata leggermente e resa più accogliente», prosegue il sacerdote, intenzionato ad accompagnare con tante iniziative i primi 27 inquilini di borgo Cocconi, tra richiedenti asilo e italiani sommersi dalla crisi. Un’idea potrebbe essere quella di trovare un accordo con la vicina Università di Parma per progetti di integrazione.

E di iniziative del genere si è parlato in mattinata, contestualmente al taglio del nastro della casa di accoglienza, durante un seminario organizzato sempre da don Umberto Cocconi al convento della Santissima Annunziata. All’incontro, intitolato «La città che sogniamo», sono intervenuti anche il senatore Giorgio Pagliari, l’assessore ai servizi sociali del Comune Laura Rossi, il vicario episcopale don Luigi Valentini e don Corrado Vitali.