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Concerto

Gazzè, energia e emozioni

04 settembre 2016, 07:00

Claudia Cattani

Magnetico, calamitante ed energico come sa essere nel luogo che più gli appartiene, ovvero il palcoscenico, e con in braccio la chitarra, prima amante e indimenticato amore mai abbandonato: Max Gazzè, con la sua band e la sua straordinaria dose di carisma ha domato senza indugio la folla che lo attendeva al Festival del Prosciutto per una serata a luci stroboscopiche che è cresciuta canzone dopo canzone.

Una notte d'inizio settembre colorata, stralunata, carica di suggestioni che prendono le sfumature del rock, del ritmo balcanico, del pop, dell'elettronica sperimentale e persino delle ballate latine attraverso una scaletta ricca e trascinante, rivisitata un momento dopo l'altro in un crescendo di battiti. Musica senza soluzione di continuità, energia ed emozioni che fluiscono sopra e sotto il palco, in un dialogo con il pubblico che nota dopo nota lo sostiene e lo accompagna.

Max Gazzè, dopo essere stato “L'uomo sinfonico” con la Fondazione Toscanini (2013), il “Padrone della festa” (2014) con i compagni d'avventura Silvestri e Fabi, “Maximilian” nell'ultimo album uscito ad ottobre 2015, quando è sul palco torna a fondere insieme le sue tante anime, e si presenta come un artista maturo e carismatico per un live impeccabile.

Ricchissima la scaletta del concerto, che ha toccato molti dei suoi successi vecchi e nuovi, da “Mille volte ancora”, a “Un uomo diverso”, per correre a “Il solito sesso”, la delicatissima poesia di “Nulla” e al non sense tragicomico de “Il ciliegio esterno”. La scaletta prosegue con tanti altri dei suoi intramontabili successi ripercorrendo i sogni, le paure e gli entusiasmi di un animo gentile.

Nello show, validi e indispensabili sono stati anche i anche i musicisti hanno accompagnato Gazzè sul palco: Giorgio Baldi alle chitarre, Clemente Ferrari alle tastiere, Cristiano Micalizzi alla batteria e Max De Domenico ai fiati hanno suonato con la sintonia dei vecchi amici sul palco, mentre la scenografia di video e luci ha accompagnato il concerto in un crescendo di suggestioni e applausi.

Poche ma dirette le parole rivolte al pubblico, perché basta la musica a raccontare le mille storie di un narratore sui generis, che sa giocare con le parole con la leggerezza di un bambino che costruisce con i mattoncini di plastici.

Visto dalla parte del pubblico, il concerto, evento clou del Festival del Prosciutto 2016, non può che essere definito un vero e proprio successo che ha trascinato tutti in una serata di grande musica. Se certamente l'artista non delude nella performance, a ragione si può dire che la tappa parmense al Festival del Prosciutto non ha affatto sfigurato dopo i numerosi sold out del suo “Maximilian Tour” che ha attraversato la penisola. Un Festival ricco e partecipato, nelle strade e nelle piazze di Langhirano “piccola capitale” della gastronomia e del bel vivere da ormai diciannove anni.

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