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Lega Pro

L'Arciere ha fatto centro

04 settembre 2016, 07:00

L'Arciere ha fatto centro

Paolo Grossi

La prima agognata vittoria del Parma l'ha regalata, a otto minuti dalla fine, una strepitosa giocata individuale di Calaiò, ma non si può dire che il Parma non se li sia meritati in pieno, questi tre punti. Sarebbe anzi stata una disdetta se non fossero arrivati. La prova è stata ancora caratterizzata da ombre e luci, com'è naturale che sia in questo periodo, ma rispetto alle ultime gare le ombre si sono molto diradate, e la squadra ha dimostrato, nell'atteggiamento, nelle idee, e anche in diversi elementi nella brillantezza fisica, di essere sulla strada giusta. Certo, per dominare il campionato serve ben altro, ma è anche vero che il miglior ricostituente sono le vittorie e dunque in settimana si lavorerà con più autostima per crescere ancora.

La partita

Il Parma si fa vivo già al 2' quando Scavone riprende al limite una torre di Calaiò, entra in area e calcia ma la palla viene rallentata da un difensore e il portiere Pasotti para senza difficoltà. Poco dopo Calaiò va a terra in area su cross di Garufo (che doveva andare in panchina e invece gioca perché Mazzocchi s'è infortunato nel riscaldamento) ma l'arbitro non ravvisa fallo nell'intervento di Tagliani. Il Parma però è vivo e all'8' Nunzella crossa bene, Calaiò svetta di testa e Pasotti devia in tuffo. Al 14' si fa vivo anche il Lumezzane: Coly sbaglia un controllo e sul rimpallo Calamai fa partire un bolide che non centra la porta. Risponde subito Nocciolini che chiama Pasotti a una deviazione in tuffo con un bel rasoterra. Al 25' Canini si addormenta e lascia via libera a Barbuti che per fortuna non è Massimo, e si fa respingere dalla tempestiva uscita di Coric la battuta a colpo sicuro. Tocca poi a Pasotti respingere coi pugni una bordata di Corapi. Il Parma domina e schiaccia progressivamente gli ospiti nella loro area, dove si creano alcuni mischioni in cui però non arriva la zampata decisiva. Fuori al 33' anche un tiro di Baraye in precario equilibrio dopo l'ennesimo cross da sinistra di Nunzella. Ci riprova di testa anche Calaiò al 38' ma in modo debole. La stessa cosa, sul fronte opposto, fa Sorbo che incorna un tiro dalla bandierina ma Coric raccoglie la palla senza patemi. Corapi capisce che il tiro da fuori è un'arma importante contro un'avversaria rinserrata e chiama Pasotti a un'altra non semplice respinta. Si va così al riposo sullo 0-0 ma il Parma è ben diverso da quello visto all'opera finora. Gli attacchi avvengono, è vero, solo per vie esterne con un gran numero di cross, ma almeno è un'idea. La squadra ha corso, lottato, e se dietro ha sofferto qualcosa è stato più che altro per gli scompensi creati da un Canini a dir poco spaesato al centro della difesa mentre anche Coly ha accusato qualche battuta a vuoto. La regia di Corapi non è geometrica come quella di Miglietta ma almeno con lui c'è dinamismo e continuità negli inserimenti.

Si riparte e proprio Corapi ci prova subito dalla distanza su sponda di Nocciolini ma Pasotti fa buona guardia. Poco dopo il portiere fa un miracolo per togliere dalla porta un pallone uscito da una serie di carambole dopo un traversone basso di Baraye. Risponde Calamai, dopo una bella azione di Bacio Terracino, con una botta dal limite alta. E alto va anche il colpo di testa di Nocciolini su cross morbido di Corapi. Insomma, la mole di gioco c'è, mancano occasioni pulite. Apolloni fa due mosse in rapida successione: Messina per Garufo e Evacuo per Lucarelli, con passaggio al 4-3-3. E appena entrato Evacuo, su bel cross da destra di Messina, Scavone ha a due passi dalla linea una palla che chiede solo di essere spinta in porta e lui invece, chissà, fors'anche ostacolato dalla maschera protettiva che indossa a protezione del setto nasale fratturato, la spedisce fuori. Al 26' Corapi calcia un corner e Canini di testa centra la traversa anche se Pasotti pareva essere sulla traiettoria. I ritmi si sono abbassati e il Parma se ne giova. Entra anche Guazzo per un esausto Nocciolini ma la fortuna si volta dall'altra parte quando proprio Guazzo calcia dal limite, la deviazione di Arrigoni manda la palla a scavalcare il portiere ma anche a sbattere sul palo. Insomma, la porta sembra stregata e invece al 37' il Parma raccoglie la giusta ricompensa alla sua partita: punizione da metà campo di Nunzella, palla rimessa in mezzo da Coly di testa, rimpallo e la sfera si impenna: Calaiò si coordina e con una splendida rovesciata insacca il sospirato gol dell'1-0. E il Tardini può esplodere, sentendo a portata di mano la vittoria. C'è tempo per un altro gran gol, di Guazzo, arrivato però a gioco fermo e costato un giallo all'attaccante crociato, che aveva saettato dal limite sotto il sette. Allo scadere Padulano non arriva su una palla tesa dentro l'area piccola e lì si spengono le velleità dei lombardi.

La vittoria è arrivata quando in campo c'erano tre centravanti e la difesa a quattro, ma essendo come detto all'inizio il frutto di una giocata estemporanea non si possono trarre conclusioni affrettate. Tre centravanti tutti assieme non abbiamo fretta di rivederli, perché non è un bel segnale. La terza linea a quattro invece può essere una prospettiva più logica e efficace. Intanto Calaiò con questo gol decisivo ha cominciato a dar ragione a chi ha voluto in attacco un «nome».

LE PAGELLE

PARMA

CORIC 6,5

Parata decisiva su Barbuti nel primo tempo: prendere gol lì avrebbe zavorrato la squadra. Poi qualche disimpegno di piede con il brivido.

COLY 5,5

Spostato a destra ha reso meno che al centro, con alcuni svarioni e amnesie, specie nel primo tempo, che hanno creato scompiglio. Graziato dall'arbitro quando gli è sfuggito un suo fallo al limite.

CANINI 5

Un primo tempo da incubo, altro che regista difensivo, pareva giocasse per
gli altri. Poi si è via via ripreso e stava per cancellare tutto con quel colpo di
testa che ha scheggiato la traversa. Lo aspettiamo a ben altri livelli, ma ci arriverà.

LUCARELLI 6,5

Nel primo tempo ha cantato e portato la croce, nel senso che i suoi compagni di reparto aprivano falle e lui le chiudeva, poi cercava di aiutare la fase di impostazione. Nella ripresa ha pagato lo sforzo e lasciato il campo.

EVACUO 6

Ci fosse stato nel primo tempo, quando piovevano cross a grappoli, si sarebbe divertito. Entra lui, si passa al 4-3-3, e fine dei cross. Ma ci prova lo stesso.

GARUFO 6

Destinato alla panchina, si è ritrovato in campo per il ko di Mazzocchi in riscaldamento. Nel primo tempo ha alimentato con cross continui la fase offensiva, anche perché gli avversari non lo impensierivano.

MESSINA 6

Spinge con gamba e ottimi cross.

BARAYE 5,5

Gli avversari tenevano le linee strette e lui non ha trovato molti spazi. A volte si è incaponito a far tutto da solo, in altre è stato frenato con le maniere forti.

CORAPI 6,5

Il migliore tra i crociati: non sempre lucido in regia però il suo dinamismo, il mordere le caviglie ai portatori avversari, le conclusioni dal limite, gli inserimenti, hanno innervato di energia il gioco della squadra, esangue a Piacenza e Modena con lui in panchina.

SCAVONE 6

Se Calaiò non avesse pescato il jolly peserebbe come un macigno il suo errore sotto misura. E' però cresciuto sul piano fisico e tattico, riuscendo a proporsi nelle due fasi con discreta continuità nonostante l'handicap della maschera protettiva.

NUNZELLA 6,5

Meglio nel primo tempo, quando ha avuto più gamba e sfornato cross a ripetizione, ma comunque ha riscattato la prova incolore di sabato scorso, assomigliando a quello che tutti si aspettavano.

NOCCIOLINI 5,5

La solita buona volontà, la lodevole propensione a concludere, cosa che un attaccante deve fare senza troppe remore, ma anche scarsa lucidità. Nel finale, per stanchezza o acciacchi, ha le gomme sgonfie.

GUAZZO 6

Volitivo e sfortunato

CALAIO' 6,5

Nel primo tempo non era stato ficcante sui tanti cross piovuti in area. Aveva cercato due volte l'«esca» ma Nocciolini non l'aveva seguito. Ci togliamo però il cappello di fronte al suo gol in rovesciata, segnato in un momento di tensione e non a punteggio ormai acquisito. La classe non è acqua.

ALL. APOLLONI 6,5

Al di là del risultato acciuffato per i capelli ha ottenuto dalla squadra quello che voleva: grinta, vivacità, qualche idea in più. Insomma, il Parma è tornato squadra e su questa base si può costruire un complesso vincente. Ora rifletterà sul sistema di gioco e i suoi sviluppi.

L'ARBITRO

CAPONE 5,5

Gli sfuggono alcuni dettagli importanti, e fors'anche un rigore su Calaiò nel primo tempo, ma ci vorrebbe più collaborazione dagli assistenti in alcuni casi.

LUMEZZANE

Pasotti 6,5

Rapisarda 5,5

Tagliani 6

Sorbo 6

Bonomo 6

Arrigoni 5,5

(Leonetti) sv

Genevier 6

Calamai 6,5

BacioTerracino 5,5

Barbuti 6

(Speziale) sv

Varas 5,5

(Padulano) sv

All.Filippini 6

VITTORIA PIÙ NETTA DEL RISULTATO FINALE

Paolo Emilio Pacciani

E' stato un parto lungo e travagliato, ma alla fine la prima vittoria del campionato 2016-17 è finalmente arrivata. Ci sono voluti 82' minuti di sofferenza, una traversa, un palo e non si sa bene quanti tiri, ma alla fine il tanto sospirato gol (e soprattutto gli ancor più sospirati tre punti) si è visto. E che gol!

Una splendida rovesciata firma Calaiò che ricorda quella di Guazzo contro il Piacenza in Coppa Italia. Con la differenza che quella, col senno del poi, è stata del tutto inutile, mentre questa permette al Parma di salire al secondo posto della classifica dietro al solo Santarcangelo (ma a punteggio pieno c'è anche la Sambenedettese che deve recuperare una partita). E guarda caso sabato prossimo il calendario propone proprio Santarcangelo-Parma...

Anche il Venezia, l'avversario più temuto nella corsa alla B, si ritrova oggi a quota 4 avendo pareggiato a Mantova mentre la Reggiana insegue a un punto grazie al roboante 4-0 con il quale si è sbarazzata dell'Ancona.

La vittoria del Parma è stata ampiamente meritata e decisamente più netta di quanto non dica il risultato. A differenza di Modena, i crociati hanno giocato da subito con un piglio guerriero, attaccando senza sosta e tenendo alto il ritmo. I cross, assolutamente assenti nel derby emiliano, ieri sera piovevano incessantemente in mezzo all'area di rigore lombarda, dove però non c'era Evacuo ma il meno prestante Calaiò che di testa non è riuscito a farsi valere.

Le occasioni, come detto, non sono mancate ma un po' per la bravura del portiere, un po' per imprecisione al tiro e un po' per i legni, il gol è arrivato quando qualcuno ormai aveva smesso di crederci.

A dire la verità tre difensori centrali sono apparsi eccessivi in questa gara (così come a Modena) e lo stesso Apolloni se n'è convinto, al punto che al 19' della ripresa ha tolto Lucarelli e inserito Evacuo passando al 4-3-3. Di cross non ne sono più arrivati, ma in compenso è arrivato il gol. E questo è quello che voleva.