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Fidenza

Massari sulla Di Vittorio: «Ora chiarezza»

04 settembre 2016, 07:00

Annarita Cacciamani

Gli sviluppi giudiziari del fallimento della cooperativa Di Vittorio e della sua partecipata Polis sono la notizia del giorno a Fidenza. Le due società sono fallite agli inizi del 2015 con un debito complessivo di circa 70 milioni. Ieri, la Guardia di Finanza ha reso noto di aver eseguito, su mandato della procura di Parma, un sequestro di 875 mila euro nell’ambito di un’indagine penale relativa al crac. Cinque persone sono indagate per bancarotta fraudolenta.

Le persone coinvolte sarebbero l’ex presidente di Di Vittorio e Polis Franco Savi, due dipendenti dell’Ufficio tecnico del Comune di Parma e due imprenditori di Fidenza. Per il sindaco Andrea Massari, «l’azione della procura e della Guardia di Finanza sarà utile a fare chiarezza e a riportare, qualora i reati verranno confermati dai giudici, nella disponibilità dei creditori fondi illegittimamente utilizzati. L’operazione al centro dell’attenzione della magistratura, sin dall’inizio ricordava modi di operare tipici nel cosiddetto “sistema Parma”. Modi che caratterizzano purtroppo la gestione di Polis negli ultimi anni – continua Massari - . Esattamente quello che evidenziai in consiglio comunale il 27 gennaio del 2015, richiamando le operazioni condotte da Polis su San Pancrazio, a Parma, per le quali la sentenza di fallimento era già stata chiara e netta, se solo qualche frettoloso censore nostrano si fosse preso la briga di leggerla».

«Nel rispetto del lavoro degli inquirenti – si augura, infine, il sindaco - confidiamo che possano esserci nuove notizie positive per i fornitori e creditori Polis e Di Vittorio dopo la vendita di Agrinascente».

Di diverso tenore i commenti dell’opposizione. Il sequestro eseguito ieri per Francesca Gambarini (Forza Italia) è «un primo passo per fare luce sul crac della cooperativa Di Vittorio e individuare le responsabilità». A suo dire, tanti sono gli aspetti su cui far luce: «Va chiarito come si è arrivati ad accumulare un debito di 70 milioni di euro, perché alcuni soci sono riusciti a ritirare i loro risparmi e altri no, come sono stati usati i 19 milioni di euro di mutui che sarebbero stati contratti contro la legge e altro ancora».

«Si deve andare avanti con le azioni di responsabilità verso gli ex amministratori di Di Vittorio e Polis. Insomma, va spiegato come si è arrivati al fallimento del gruppo Di Vittorio, risalendo fino alle radici del dissesto che, stando a quanto scritto dal commissario giudiziale, risalgono a prima del 2008». Infine la Gambarini ringrazia i curatori fallimentari: «Mi auguro che proseguano il lavoro in maniera proficua, portando a buon fine la vendita degli alloggi della proprietà indivisa per recuperare risorse da restituire ai creditori e ai soci truffati e evitare che 19 milioni di mutui ricadano sui Comuni».

Il coordinamento di Rete Civica, invece, dichiara: «I contorni della vicenda grazie ai curatori fallimentari e alla magistratura iniziano a delinearsi: il quadro è desolante, soprattutto se si considera che ha causato perdite ingenti ai soci della coop che hanno investito i risparmi. Si faccia chiarezza su tutti gli aspetti che hanno portato al più grande fallimento economico targato Pd. Va chiarito perché alcuni soci sono riusciti a ritirare in tempo i propri denari e altri no. Speriamo che non cali il sipario sulle vicende più lontane nel tempo che hanno minato il gruppo cooperativo e le aspettative legittime dei soci».

Infine, anche Angela Amoruso (M5S) auspica «indagini approfondite per riuscire a chiarire come si è arrivati al fallimento e individuarne i responsabili».