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CALCIO DILETTANTI

Ierardi il trascinatore

06 settembre 2016, 07:00

Ierardi il trascinatore

FIDENZA

Marco Bernardini

Voleva lasciare subito il segno al debutto per ricambiare la fiducia della società ed ha scelto il metodo più semplice, quello che da anni lo ha consacrato indiscutibilmente tra i migliori centravanti della categoria in circolazione. Alla prima di campionato al “Ballotta”, Andrea Ierardi si presenta davanti ai tifosi della Fidentina con una tripletta d'autore alla Casalgrandese regalando ai suoi una partenza sprint in Eccellenza dopo la prematura eliminazione dalla Coppa Italia e si candida ad essere il valore aggiunto in grado di scombussolare i piani alle altre “big” Carpaneto, Nibbiano e Rolo.

Ai granata serviva, accanto al confermatissimo Pasaro, un bomber di peso atipico che amasse giocare anche in profondità, infallibile dagli undici metri (due su due nel tris di domenica ma già l'anno scorso dei 23 gol siglati tra le fila del Fiorano, valsi il titolo di vice capocannoniere dietro al solo Cozzolino, ben undici furono dal dischetto) e, non a caso, è stato l'acquisto di maggior grido di un mercato importante che, seppur a fronte di 3-4 addìi eccellenti, mirava a consolidare gli uomini di Mazza, reduci dal terzo posto record della passata stagione, nei piani altissimi della classifica. Missione tutt'altro che impossibile se l'ex attaccante, tra le altre, di Lentigione, Castelvetro, Axys, Crevalcore, Pavullese e Virtus Castelfranco manterrà questi ritmi da capogiro.

«Un esordio così è da sogno, il massimo a cui potevo ambire - dichiara Ierardi, classe ‘85, oltre 160 centri in carriera che agli albori militò anche ai Crociati nella fugace parentesi di Zibello - la dedica è per mia moglie Alina che mi segue sempre e sta aspettando il nostro primogenito. Sarà un maschietto e nascerà a gennaio, chissà che non diventi un “bomberino”».

Come mai ha scelto la Fidentina in estate?

«E' una squadra forte, tosta che mi ispira e può puntare a fare qualcosa di buono. Sarò anche più lontano da casa ma qui c'è tanta voglia di raggiungere grandi traguardi».

Quanto brucia l'uscita dalla Coppa?

«Logicamente abbiamo messo il massimo impegno anche in quella competizione però sapevamo che i carichi della preparazione non ci avrebbero consentito di entrare subito in forma. Non siamo ancora al top, ci vuole pazienza».

Dove volete arrivare?

«Credo che l'obiettivo minimo sia di chiudere nelle prime cinque, se dovessimo vincere il campionato o arrivare alla piazza d'onore sarebbe un risultato straordinario. Ma adesso è troppo presto e non abbiamo ancora fatto nulla, preferiamo restare coi piedi per terra».

A livello personale sogna di superare quota 20 per il terzo anno di fila?

«Non mi pongo mai obiettivi particolari, affronto partita dopo partita nell'intenzione di fornire sempre il mio contributo alla causa».

Come si trova assieme ai compagni di reparto?

«Penso ci siano altri attaccanti bravi in rosa come Pasaro, Provenzano e capitan Ferretti. Ognuno di noi può recitare un ruolo di primo piano nell'arco della stagione».

Cos'è cambiato rispetto alla prima esperienza nei Crociati?

«All'epoca (stagione 2005-2006 in Eccellenza) feci molto male per svariati motivi: al di là che fossi più giovane e meno maturo, ho avuto tanti infortuni muscolari e non riuscivo mai a farmi trovare pronto perché accusai più di una ricaduta nei momenti meno opportuni».

A quale squadra del suo passato assomiglia la Fidentina?

«Mi vengono in mente Lentigione e Castelvetro, anche in quegli anni si costruirono organici di spessore che dovevano lottare ai vertici».

In più ha un rapporto speciale con i calci di rigore.

«L'ultimo che ho sbagliato risale al 2014 ai tempi dell'Axys proprio contro la Fidentina. Non vorrei aggiungere altro per scaramanzia, diciamo che spero di proseguire nella serie positiva».

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