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PERSONAGGIO

Davide, missione scuola in Malawi

07 settembre 2016, 07:00

Davide, missione scuola in Malawi

Umberto Spaggiari

E' rientrato nella sua Sant'Ilario d'Enza per trascorrere una breve vacanza con i familiari, il giovane Davide Ruscelli, impegnato da oltre un paio d'anni in un'importante esperienza di cooperazione internazionale con l'Unicef in Malawi, nell'Africa centro meridionale. Mamma parmigiana e papà santilariese, Davide è molto conosciuto a Parma dove ha conseguito la maturità all'Ulivi, prima di laurearsi in Storia e cultura delle civiltà orientali a Bologna. Selezionato a pieno punteggio in un concorso finanziato dal Ministero per gli affari esteri nell'ambito dello sviluppo e cooperazione internazionale, da oltre due anni opera in Malawi in attività di supporto allo sviluppo dell'insegnamento in aree sottosviluppate.

«Il mio impegno - spiega - è rivolto in particolare al miglioramento della qualità dell'insegnamento tramite lo sviluppo di riforme volte a decentralizzare il sistema educativo, affinché insegnanti e funzionari distrettuali, abbiano maggior potere decisionale nella distribuzione delle risorse e nella scelta dei programmi. Nella mia esperienza da volontario delle Nazioni unite con Unicef Malawi collaboro con il ministero dell'Educazione, Scienza e tecnologia per creare un sistema educativo che possa garantire a tutti i bambini malawiani di accedere e completare il ciclo di istruzione primaria (6-13 anni)». Il Malawi confina con Tanzania, Zambia e Mozambico. Quasi metà della superficie del paese è rappresentata dal lago Malawi, il settimo più grande del mondo. Il paese sta attraversando una terribile siccità causata dal Niño. L'impatto sulla popolazione dovuto alla scarsità di precipitazioni è terribile, in quanto l'alimentazione locale è basata principalmente sul mais e altri prodotti agricoli. Le stime dicono che metà della popolazione (circa 9 milioni) sarà a rischio insicurezza alimentare fino alla prossima stagione delle piogge (dicembre-marzo). Problematiche che purtroppo avranno una ripercussione devastante, commenta Davide, non solo sul sistema educativo, ma anche sulla capacità di migliorare la propria condizione per quei gruppi svantaggiati, specialmente nelle zone rurali e maggiormente conservatrici, dove tra l'altro le ragazze sono più a rischio. Per questo motivo l'Unicef, il Programma per l'alimentazione mondiale e il Fondo delle nazioni unite per la popolazione assieme al governo del Malawi e alla cooperazione norvegese, hanno lanciato un piano di lavoro che ha come obiettivo la creazione di un sistema scolastico per attirare ragazzi e ragazze, contrastando i principali fattori che inducono bambini e bambine ad abbandonare la scuola. Tra questi i più significativi sono la mancanza di cibo nelle scuole e quindi di un servizio mensa che spinge spesso le famiglie a preferire che i figli lavorino e cerchino di portare cibo a casa piuttosto che frequentare la scuola, e i matrimoni infantili che riguardano principalmente le ragazze tra i 12 e i 16 anni. Da due anni si è avviato il programma e si concentra in soli tre distretti del Paese che comprende 28 distretti amministrativi e 33 educativi. Attualmente si è registrato un notevole incremento nell'accesso a scuola sia da parte di ragazze che ragazzi, soprattutto nei cosiddetti gradi superiori della scuola elementare (dai 10 ai 13 anni). Un altro successo del programma è l'interesse del governo locale a espandere un tale approccio integrato all'educazione ad altre aree del Paese, e per questo motivo è estremamente importante lavorare con il governo distrettuale e con i funzionari del settore educativo per individuare sistematicamente quelle zone del paese più bisognose. «All'interno del progetto abbiamo esplorato un metodo innovativo, economico e funzionale per controllare se effettivamente gli studenti frequentano la scuola o no tramite l'invio di sms ai maestri, i quali a loro volta rispondono: l' informazione viene immagazzinata direttamente a livello centrale dai funzionari del ministero i quali possono poi utilizzare tutte le informazioni raccolte per migliorare la pianificazione del settore educativo a livello centrale e locale. In questo modo finora vengono raccolte diverse informazioni riguardo alla nutrizione, sicurezza e performance di studenti e maestri». Durante il ciclo universitario, spiega Ruscelli, spesso «ho approfondito temi legati alle politiche educative dei Paesi sottosviluppati o duramente segnati da conflitti bellici». L'opportunità di far parte di questa esperienza, si è concretizzata con il programma «Giovani volontari italiani delle Nazioni Unite» rivolto a laureati e finanziato dal Ministero per gli affari esteri, nell'ambito dello sviluppo e cooperazione internazionale. Un'ottima occasione per il 26enne fresco di studi e dal corposo curriculum.

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