Archivio bozze

Furti

Doppio raid in via Farini

07 settembre 2016, 07:02

Laura Frugoni

«Sono senza parole. Hanno preso solo le cose che piacevano a loro, le hanno scelte con calma proprio come quando si fa shopping...», Lucia Cerabone attraversa il suo negozio mezzo vuoto, ondeggia la coda di cavallo corvina.

Un gran brutto battesimo del furto per lei, che ha aperto la boutique «Lc Donna» in via Farini lo scorso maggio, e chi andava a pensare che la visita più sgradita arrivasse appena tre mesi dopo.

L'altra notte i ladri hanno fatto un viaggio e due servizi: una capatina pure all'autoscuola La 2000 - sempre dalla parte di Barriera Farini, un po' più «in punta» rispetto alla boutique - ma ormai dovevano avere una certa fretta: il tempo di mettersi in tasca trecento euro prelavati da un cassetto e sono spariti.

Nella boutique di Lucia la sosta dev'essere stata più lunga: oltre ai capi d'abbigliamento si sono portati via anche il computer che stava sul bancone e il fondo cassa. «Ma lì tengo sempre pochi soldi, ci saranno stati cento euro non di più».

Un doppio raid di cui nessuno sa nulla, nessuno ha visto o sentito una mosca volare. Non è un caso che i pendolari del saccheggio si siano spinti nel cuore della città, tra i portici e le facciate eleganti dei palazzi. Questa è gente che lavora in silenzio, non lancia mattoni contro le vetrine, non le sfonda a mazzate. Entrambi i negozianti si sono ritrovati ieri mattina la porta semiaperta, il cilindro della serratura segato in due parti uguali. Un «lavoretto» che richiede una buona esperienza.

Ladri esigenti, nella boutique la cernita è stata capillare: mille euro di capi spariti, hanno scelto i colori e perfino le taglie, «solo quelle piccole hanno ignorato, chissà, forse le loro donne sono robuste...», prova a scherzare Lucia. Unica consolazione: non aveva ancora portato in negozio il campionario della nuova stagione, i predatori si sono dovuti «accontentare» della roba in saldo, ma hanno comunque scelto bene. L'ultimo borsone di pelle prelevato da una scansia e riempito di vestiti, staccati uno a uno dalle grucce. Si sono presi anche una manciata di paia di jeans, le giacche per la mezza stagione. Le buste per portare via la roba le hanno prelevate in loco, nella stanza di sotto adibita a magazzino.

Se ne sono andati via indisturbati, senza nemmeno lo sgradevole accompagnamento dell'allarme. «Non avevo messo nulla - si angustia la titolare - quando ho affittato il negozio il proprietario mi aveva detto “vai tranquilla, questa è una zona sicura”. Altroché: mi hanno già fregato due biciclette qui fuori e ora mi hanno svuotato il negozio. Ho chiamato la polizia, certo: mi hanno detto venga a fare denuncia. Lo farò, ma io qui sono nuova, ho aperto a maggio non ho nemmeno l'assicurazione. Come si suol dire: mi attacco al tram».

Un veterano di via Farini è invece Cesare Salvarani, titolare dell'autoscuola La 2000: «Sono qui da 34 anni e non era mai successo niente». L'unica diversità rispetto al raid nella boutique: qui hanno preferito non rischiare troppo e sono entrati dalla porta laterale dell'autoscuola che dà su via Rondani. Il tempo di dare un'occhiata in giro, aprire qualche armadio e cassetto, scovare i trecento euro e arrivederci. «In effetti, hanno lasciato abbastanza in ordine, i computer non li hanno toccati. E nemmeno le moto con cui facciamo scuola guida: ci sono le chiavi sopra...». Salvarani si rigira tra le mani il cilindretto tranciato in due: «Devo ancora capire come hanno fatto».

© RIPRODUZIONE RISERVATA