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Sei progetti in cerca di finanziamento

07 settembre 2016, 07:01

Sei progetti in cerca di finanziamento

Gian Luca Zurlini

Sei progetti di «rigenerazione urbana» per i quali il comune di Parma ha richiesto un finanziamento di poco meno di 18 milioni di euro al Governo. E' questa la richiesta fatta pervenire nei giorni scorsi a Roma e che riguarda, come spieghiamo più analiticamente negli articoli a fianco, il complesso dell'ex Manzini per il Workout Pasubio in via Palermo, l'ex Cral Bormioli Rocco di via Naviglio Alto, la riqualificazione della Grande crociera nel complesso dell'Ospedale Vecchio in Oltretorrente, la riqualificazione di Piazzale Pablo, la ristrutturazione di Villa Ghidini nel Montanara e i rustici del podere Cinghio nel quartiere Cinghio Sud. I progetti sono sei, e si saprà a fine anno se e in che misura le richieste di finanziamento saranno accolte, ma dietro di loro, come ci spiega l'assessore ai Lavori pubblici e Urbanistica Michele Alinovi, c'è una ben più ampia strategia di «rigenerazione urbana» dei punti critici della città.

Il policentrismo rigenerativo

«La richiesta di finanziamenti al Governo nasce da un concetto che abbiamo messo alla base del modo di pensare la città - spiega Alinovi - che è quello del policentrismo rigenerativo. Detto in parole più semplici, l'obiettivo è di riqualificare la città creando nuovi poli di attrazione per i cittadini in modo diffuso su tutto il territorio. In questo modo gli interventi pubblici diventano uno strumento per un processo virtuoso che punta a riqualificare le zone oggi più critiche della città con la creazione di luoghi vissuti dai cittadini e come tali automaticamente rigenerati».

L'obiettivo e le strategie

I sei progetti per cui è stata presentata la richiesta di fondi nascono «da un grande e intenso lavoro - dice l'assessore - dei tecnici e delle strutture dei miei assessorati che ringrazio per l'impegno, ma vanno anche sottolineate le sinergie con gli altri assessorati, come Cultura, Welfare e Sport, che hanno consentito di arrivare all'obiettivo di presentare richieste che riteniamo ragionevoli e motivate». La strategia alla base è quella della città «attrattiva, equilibrata, sostenibile e inclusiva» già indicato dal sindaco nel discorso di Sant'Ilario attraverso vari ambiti di intervento trasversali alle realtà cittadina, come sociale, cultura, lavoro, sport e ricerca e innovazione.

Le richieste e i costi previsti

Il costo complessivo previsto per i sei progetti è di 28 milioni e 347 mila euro, mentre la richiesta al Governo è per 17 milioni e 995 mila. Questo perché, come spiega Alinovi «il bando del ministero prevede finanziamenti massimi di 18 milioni di euro per ciascun capoluogo di provincia, visto che sono solo le città a essere interessate dal bando». Il progetto più costoso è quello per la crociera dell'Ospedale Vecchio: 7 milioni e mezzo di euro, di cui uno sarebbe a carico del Comune e il resto dello Stato. Per il Workout Pasubio, invece, su 6 milioni e 800 mila euro, 2 milioni arriverebbero dalla Regione, 2 e mezzo da privati e allo Stato vengono i 2 milioni e 400 mila euro rimanenti. Un finanziamento integrale viene richiesto invece per piazzale Pablo (un milione e 100 mila euro) e per la ristrutturazione di Villa Ghidini che costerà 2 milioni di euro, mentre per l'ex Cral Bormioli Rocco sono previsti 4 milioni dallo Stato e 3 dai privati a vario titolo. Infine, per i 3 rustici del podere Cinghio, 2 milioni è la richiesta, mentre un altro milione e 700 mila arriverà a vario titolo, aree e oneri di urbanizzazione, dai privati. Il responso si avrà a fine anno e, se sarà positivo, a inizio 2017 partirà l'iter per la realizzazione.

L'idea dei «parchi di cintura»

Nella strategia del Comune, che prevede ben 37 luoghi e progetti d'ambito per la rigenerazione urbana, una novità importante riguarda i cosiddetti «parchi urbani di cintura». E' lo stesso Alinovi a spiegare che «si sta lavorando su «un'idea che porti a una maggior vivibilità di aree come il parco Nord a San Leonardo, e alla prossima apertura del Parco Ducale verso viale Piacenza con l'abbattimento dell'attuale muro di cinta, ma anche a una sinergia fra aree vicine tra loro come ad esempio lo stadio Tardini, il parco Ferrari e l'area ex militare di via Zarotto. Qui l'ambizione è di arrivare ad avere uno stadio che sia anche sede di attività commerciali e con un più ampio spazio a disposizione che potrebbe arrivare anche da una delocalizzazione della scuola “Pezzani-Puccini” nell'ambito della superficie della cosiddetta area dell'ex Castelletto con la realizzazione di un nuovo edificio scolastico di moderna concezione in grado di andare incontro anche alle eventuali emergenze dovute a interventi di ristrutturazione di altre scuole». Un progetto ambizioso e ancora soltanto «in nuce», per il quale però sono contenute già le basi nella strategia individuata dal Comune. Che per ora si è focalizzata sui sei progetti candidati per ricevere i finanziamenti statali che possono, nell'idea dell'Amministrazione, rappresentare il primo “motore” per l'avvio del nuovo sviluppo di Parma.

No consumo di suolo

L'ultima questione su cui Alinovi pone l'accento è sul fatto che «tutti i progetti non prevedono nuovo consumo di suolo, ma si inseriscono all'interno di tessuti urbani preesistenti che con questi progetti intendiamo far ritornare nuovamente vitali. E ci auguriamo che questo importante concetto venga compreso e accolto dalla commissione che li esaminerà».

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