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Torrile

Truffa dello specchietto: non ci casca

07 settembre 2016, 07:00

Truffa dello specchietto: non ci casca

Chiara De Carli

«Signora, perchè non si è fermata? Non ha sentito il rumore?». Così una coppia di giovani ha apostrofato una pensionata torrilese pensando di riuscire a mettere a segno l'ormai nota «truffa dello specchietto», ma questa volta hanno trovato davanti a loro un osso duro e hanno preferito desistere dal loro proposito. Il fatto è accaduto ieri attorno alle 12,30 su strada Matteotti, la via che congiunge San Polo alla provinciale per Golese, e l'auto su cui viaggiavano i truffatori era una Opel bianca.

«Dalla frazione di Sant'Andrea stavo andando a San Polo e la strada era libera – ricorda la donna -. Arrivata a casa di mia figlia, mi accorgo di quest'auto che mi segue fin dentro il cortile ma ho pensato che fossero in visita a qualcuno che vive lì. Appena scesa, mi si avvicinano un uomo e una donna con un bambino di circa quattro o cinque anni e iniziano a dirmi che con la mia auto avevo urtato lo specchietto della loro danneggiandolo».

L'uomo mostra quindi il coprispecchietto in plastica effettivamente rotto, ma sull'altra auto non c'è nessun danno. La scena è di quelle già viste decine di volte: invece di far aumentare l'assicurazione, perchè non mettersi d'accordo per una cifra da pagare subito? Ma la donna non ci sta, certa di non aver danneggiato l'auto della coppia. I due incalzano e minacciano di chiamare la polizia municipale per denunciare la fuga dopo il sinistro, forse credendo di intimorirla e indurla a dare loro i contanti. E invece no. «Ho risposto che mi sembrava una buona idea, e che lo avrei fatto io stessa se non fosse che mi ero dimenticata il telefonino a casa. Mio marito in quel momento era in municipio per delle pratiche: se ne avessi avuto la possibilità lo avrei chiamato subito». Esaurite le cartucce, i due decidono quindi di risalire in macchina e andarsene, probabilmente, però, per prendere di mira qualcuno di meno caparbio.

La truffa dello specchietto è ancora particolarmente frequente e vengono prese di mira principalmente le donne e i soggetti anziani. «Non abbiate paura a chiamare il 112 – ribadiscono i Carabinieri -. I presunti guai civili e penali che spesso vengono paventati dai truffatori non sono reali ma servono per mettere sotto pressione le vittime. Anche solo la telefonata spesso è suficiente per farli desistere».

Importante è però anche cercare di ricordare quanti più dettagli possibile: dalla targa e modello dell'auto utilizzata dai truffatori ad accenti o caratterisitiche fisionomiche particolari, in modo da poter fornire alle forze dell'ordine informazioni utili ad individuarli. Più frequentemente rispetto all'arresto in flagranza, infatti, sono state proprio le indagini a permettere di assicurare alla giustizia alcuni di questi imbroglioni.

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