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Politica

Pizzarotti: «Pronto a guidare il M5S»

08 settembre 2016, 07:02

Pizzarotti: «Pronto a guidare il M5S»

Pierluigi Dallapina

La giornata del sindaco Federico Pizzarotti è iniziata col botto, salvo poi scorrere fra i normali impegni amministrativi. Le dichiarazioni rilasciate in mattinata, durante la trasmissione «Omnibus», in onda su La7, sono bastate a fargli occupare buona parte della scena mediatica riservata ai 5 Stelle.

Il motivo è semplice: il primo cittadino si è dichiarato disponibile a candidarsi alla leadership nazionale del Movimento. Quello stesso Movimento da cui è stato sospeso a metà maggio per volere di Beppe Grillo, in quanto non ha rivelato ai vertici dei 5 Stelle di aver ricevuto (a febbraio) un avviso di garanzia riguardante le nomine del Teatro Regio.

La domanda «lei si candiderebbe alla leadership del Movimento?», in prima battuta ha spiazzato Pizzarotti. «Questa è una domanda interessante che mi coglie impreparato, nel senso che non mi hanno mai fatto», ha esordito il sindaco, che si è subito ripreso dallo smarrimento iniziale. «Per l’affetto che ho per il Movimento 5 Stelle, per i valori che io, la mia maggioranza e i miei assessori crediamo di incarnare e di aver portato avanti anche in mezzo a insulti e critiche, mi sentirei di buttare il cuore oltre l’ostacolo per togliere il Movimento da queste secche. Penso che abbiamo dei problemi, ma oggettivamente il Movimento è ancora l’unica speranza dell’Italia e questo non cambierà, che mi buttino fuori o non mi buttino fuori. Se potesse servire il mio aiuto per risolvere dei problemi, lo farei volentieri».

Insomma, se da Roma o da Milano lo dovessero cercare, Pizzarotti sarebbe disposto a dire «presente». Purtroppo per lui, però, la realtà di questi ultimi mesi sembra andare nella direzione contraria, in quanto nessuno, dai vertici nazionali, si è ancora deciso a risolvere la questione della sospensione decretata a metà maggio, così come nessuno ha speso una parola sull’autosospensione di undici consiglieri di maggioranza proclamata a inizio agosto.

Come se non bastasse, la richiesta di dimissioni del Direttorio, una richiesta choc avanzata dallo stesso Pizzarotti martedì mattina, sembra essere caduta nel vuoto. Infatti, come confermano dal suo staff, nella giornata di ieri non ci sarebbe stato alcun contatto fra il primo cittadino e qualche membro di rilevanza nazionale del Movimento 5 Stelle.

LE CRITICHE DEI PARTITI

Gianpaolo Serpagli

Segretario provinciale del Pd

«Di fatto è stato cacciato dai 5 Stelle e per questo, pur di mantenere il potere, Federico Pizzarotti si deve inventare una veste civica. Per quanto riguarda le dichiarazioni di Matteo Renzi, secondo cui il sindaco di Parma avrebbe ben amministrato la città, bisogna distinguere l’amministrazione ordinaria dalla visione complessiva di città. A Pizzarotti è sempre mancata una visione dal punto di vista della sicurezza, del commercio, delle politiche sociali e delle politiche per l’infanzia. Le battaglie importanti per il territorio le ha portate avanti il Pd, e penso al Festival Verdi e alla Ti-Bre. Per questo motivo noi resteremo alternativi a Pizzarotti e ai 5 Stelle».

Roberto Ghiretti

Consigliere comunale di Parma unita

Per quanto mi riguarda la svolta civica di Pizzarotti non è civica per nulla. Civismo vuol dire credere in una progettualità che sia trasversale agli schieramenti e che abbia come unico obiettivo il bene della propria città. Mi chiedo con quale credibilità ci si possa proporre come civici per il solo motivo di essere stati sospesi dal proprio partito e aver solo bisogno di un nuovo simbolo con il quale presentarsi. Personalmente questa pretesa novità non cambierà certo le ragioni del mio essere all'opposizione di un Sindaco che potrà compiere tutte le trasformazioni che vuole ma rimane colui che ha ridotto questa città a livelli di degrado mai visti prima.

Giuseppe Bizzi

Consigliere comunale di Possibile (ex Pd)

«Da una parte il sindaco lascia aperta l’ipotesi della lista civica e dall’altra si dichiara disponibile a candidarsi alla leadership nazionale del Movimento. Le due strade non possono stare insieme. Serve chiarezza. Deve assumersi le proprie responsabilità e uscire dal grillismo come altri prima di lui sono usciti dal renzismo, in quanto i due fenomeni rappresentano le facce della stessa medaglia, che è la medaglia della finta innovazione. Per quando riguarda un eventuale dialogo con noi, in vista delle elezioni amministrative del 2017, tutto dipenderà dalla volontà del sindaco di allargare le alleanze e dalla sua voglia di discontinuità rispetto agli errori commessi in questi anni».

Paolo Buzzi

Consigliere comunale di Forza Italia

«Sono due anni che dico che Pizzarotti si sta preparando per ricandidarsi alla guida di una sua lista civica. Non credo che abbia possibilità di successo fra i 5 Stelle nazionali, in quanto è in aperto contrasto con i potentati che governano il Movimento, quindi non gli resta altro che costruire qualcosa di autonomo, di civico. Per quanto riguarda poi la tendenza degli appartenenti al Movimento a considerarsi migliori degli altri, ricordo che i loro valori assoluti si sono sbriciolati di fronte alla realtà del governare, come dimostra il caso del Comune di Roma».

Fabio Rainieri

Consigliere regionale della Lega Nord e vice presidente Assemblea legislativa regionale

«Pizzarotti fa finta di niente, ma sa benissimo che i vertici nazionali del Movimento non gli concederanno più l’uso del simbolo alle elezioni, e quindi sarà costretto a creare una propria lista civica se vorrà ricandidarsi alla carica di sindaco. Questa però sarà la sua fine politica, in quanto senza il marchio dei 5 Stelle farà ben poca strada. Comunque deve chiarire cosa intende fare, perché non può restare nel Movimento continuando a criticarne i vertici. Fossi in lui me ne sarei già andato. Se si ricandiderà, voglio capire cosa farà il Pd, che da una parte lo critica e dall’altra lo elogia, vedi le dichiarazioni di Renzi».

Giuseppe Pellacini

Consigliere comunale e segretario provinciale Udc

«Siccome il Movimento lo ha brutalmente scaricato, nonostante lui si batta per riuscire a ottenere una risposta sulla sua sospensione, Federico Pizzarotti, se vorrà ricandidarsi, non ha altra scelta che fare una propria lista civica. Peccato che avrà poco successo fra i parmigiani, dato che per quattro anni si è interessato più della ribalta nazionale che non dei problemi della sua città. Noi non collaboreremo mai con lui, perché con lui non è mai stato possibile intavolare nessun rapporto».

Fabrizio Savani

Consigliere comunale Movimento 5 Stelle Parma

«Pizzarotti ha provato a inserirsi nella galassia variegata del Pd, ma una parte del partito lo ha defenestrato, quindi prova ad accasarsi in una lista civica tutta sua. Non so in quanti lo seguiranno, anche se ci sono molte persone in ombra alla ricerca di un posto al sole. A me però adesso preoccupa sapere da chi siamo governati, dato che il sindaco è stato sospeso dal Movimento e alcuni consiglieri di maggioranza si sono autosospesi dai 5 Stelle in segno di solidarietà. Anche loro, per coerenza, dovrebbero uscire dal Movimento».

Mauro Nuzzo

Consigliere comunale Movimento 5 Stelle Parma

«Negli ultimi due o tre anni, moltissime azioni politiche intraprese da Pizzarotti sono andate nella direzione di costruire qualcosa di alternativo al Movimento di cui faceva parte. Penso al listone unico con il centrodestra e il centrosinistra che voleva creare in occasione delle ultime elezioni provinciali. Come se non bastasse, il sindaco, che non ha perso occasione per criticare i 5 Stelle, ora si dichiara disponibile a candidarsi alla guida nazionale del Movimento. Questo dimostra che siamo di fronte a un uomo capace di dire tutto e il contrario di tutto».