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Ieri a Parma

Renzi: «Il Pd sia protagonista delle elezioni»

09 settembre 2016, 07:00

Renzi: «Il Pd sia protagonista delle elezioni»

Pierluigi Dallapina

Matteo Renzi alle prese con Parma e Pizzarotti. Pochi giorni fa il segretario nazionale Pd e presidente del Consiglio se ne era uscito con una frase a favore del sindaco di Parma. Parlando del futuro del Movimento 5 Stelle, il premier invitava a diffidare di coloro che lo davano per finito – a causa delle faide romane – e aggiungeva: «A Parma hanno fatto buone cose, in altre città hanno clamorosamente fallito».

Sbarcando ieri all'aeroporto Verdi per andare alla festa dell'Unità di Reggio Emilia, il premier-segretario ha corretto il tiro. Incontrando i parlamentari Pd di Parma, ha chiesto di «essere aggiornato sulla situazione politica locale, nella prospettiva della prossima scadenza del 2017, manifestando la convinzione che Parma meriti un’amministrazione nuova e migliore», come spiegano loro stessi in un comunicato diffuso subito dopo l'incontro. E aggiungono: «Ha auspicato con decisione che il Pd debba essere protagonista con una credibile proposta alternativa rispetto a quella rappresentata dall’attuale sindaco e dalla sua amministrazione, sia che si presenti con il simbolo M5s, sia che si presenti con un’immagine civica». Una correzione di rotta invocata da molti dentro un partito, alle prese da tempo con il dilemma «primarie sì, primarie no, primarie forse».

Al di là delle dichiarazioni di circostanza, l’uscita del segretario non era piaciuta ai vertici locali del Pd, né tantomeno a tutti quegli eletti e a quegli iscritti che hanno trascorso gli ultimi quattro anni a fare opposizione a Pizzarotti e alla sua amministrazione. La gestione dei nidi e delle scuole dell’infanzia, l’approccio alle politiche sociali e la rigida politica finanziaria impostata dall’ente sono stati alcuni dei terreni su cui il Pd ha dato battaglia, per non parlare dell’esposto presentato dal senatore Giorgio Pagliari, che è costato al primo cittadino un avviso di garanzia per la vicenda delle nomine al Teatro Regio, oltre che la sospensione dai 5 Stelle. Nel Pd locale esiste però più di un sospetto che a livello nazionale e regionale qualcuno, all’interno del partito, stia corteggiando Pizzarotti e gli riconosca dei meriti. Magari solo per fare un dispetto a Beppe Grillo, anche se tale atteggiamento sta mettendo in imbarazzo chi ogni giorno fa opposizione al sindaco.

Un modo per uscire dall’ambiguità lo aveva indicato a giugno il segretario cittadino, Lorenzo Lavagetto, invocando le primarie per individuare il prossimo candidato sindaco del centrosinistra. In una nota stampa dal titolo «Primarie: benvoluta l’apertura e lo schema nuovo. Sciogliere il nodo date al più presto possibile», Lavagetto affermava: «Le primarie vanno fatte il prima possibile e indipendentemente del referendum costituzionale, per non trovarci in mezzo al guado, per evitare di rimandare, per evitare i giochetti della politica di cui i cittadini, a ragione, sono stufi». Meno perentoria la presa di posizione del segretario provinciale, Gianpaolo Serpagli. In un comunicato diramato a giugno, parlando delle primarie affermava: «Hanno un significato importante se sono un momento di unione e non di divisione, se sono un confronto di idee, di programmi e di persone su cosa vogliamo per Parma».

In attesa di sapere se verranno indette o meno, le primarie incassano già l’autocandidatura dell’avvocato Massimo Rutigliano, l’unico che in tempi non sospetti aveva dato la propria disponibilità a mettersi in gioco. In via ufficiosa, fra i possibili candidati rispuntano, per l’ennesima volta, i nomi del senatore Giorgio Pagliari e del capogruppo in consiglio comunale Nicola Dall’Olio, anche se in tanti, nel partito, sono convinti che Pagliari non gradisca le primarie. A questi due si affianca un terzo possibile candidato, l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli, la quale però avrebbe un «difetto»: vantare un lungo trascorso professionale a Reggio Emilia alla guida di Legacoop e del Consorzio finanziario nazionale di Legacoop.

Chissà se il Pd locale riuscirà a prendere una decisione sulle primarie oppure se la partita delle elezioni amministrative verrà prima o poi presa in mano da qualcuno a Bologna o addirittura a Roma.