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Legionella

L'epidemia in altri quartieri

07 ottobre 2016, 07:03

L'epidemia in altri quartieri

Chiara Pozzati

Legionella, si allargano i contorni dell’epidemia: sono già una decina i casi di contagio esterni alla zona di via Montebello. E' questo il fatto nuovo più preoccupante dell'emergenza sanitaria che ha colpito la nostra città. Intanto continuano i controlli per individuare il focolaio che ha generato il contagio e che a tutt'oggi è ancora oscuro.

I pazienti che non abitano nella zona rossa rappresentano oltre un quarto del totale, considerando che le persone che finora hanno contratto la legionellosi sono 37. Si tratta di dieci persone che non abitano e nemmeno lavorano nel quartiere Cittadella «ma tutte accomunate da almeno un contatto con l’area del Montebello», precisa l’Ausl.

Ieri si è tenuto un altro tavolo istituzionale per fare il punto sulla situazione e decidere le misure da adottare. Alla fine, è arrivata una risposta ufficiale ai timori dell'allargarsi dell'epidemia: «Al momento non è possibile escludere nulla, nemmeno che il contagio possa avvenire in altri quartieri. Anche se le attenzioni si concentrano sul Montebello proprio perché la maggior parte dei casi si è verificata in quell’area».

Ma quali sono gli altri quartieri coinvolti? «Tutti». Ci sono pazienti che hanno contratto l’insidioso batterio e abitano in centro, altri al Molinetto, in via Paradigna, altri ancora al San Lazzaro Lubiana.

Impossibile capire in che modo gli ammalati che abitano altrove abbiano avuto contatti col Montebello. Di certo l'infezione viene trasmessa da flussi di aerosol e di acqua contaminata dal batterio. Nel mirino sono i luoghi pubblici. Proseguono intanto le contromosse delle autorità sanitarie: «Ricordiamo che i campionamenti sono stati effettuati nelle abitazioni di tutti i pazienti affetti da legionellosi, compresi coloro che non risultano domiciliati nella zona del Montebello», assicurano dagli uffici di strada del Quartiere.

Intanto i campionamenti a tappeto hanno interessato anche le attività produttive: al setaccio i cantieri e le aziende del quartiere Cittadella. E il responso è stato negativo per tutti. Ecco perché «l’attenzione viene concentrata su altre fonti di emissione, quali in particolare le torri di evaporazione centralizzate presenti in edifici di grandi dimensioni legati a diverse attività che ne comportano l’installazione ad una distanza compatibile con quella in cui presumibilmente si è manifestato il contagio», come ha chiarito ieri la nota ufficiale diramata subito dopo il tavolo interistituzionale. Non solo: gli esperti hanno acceso i riflettori anche sui centri commerciali e sugli impianti sportivi «su cui vengono effettuati controlli».