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Epidemia

Legionella, l'acquedotto è sicuro

Allarme: se n'è discusso in Regione (Leggi)

11 ottobre 2016, 07:03

Chiara Pozzati

Vi abbiamo raccontato dov’è stata riscontrata la presenza della legionella, ma è bene ricordare anche dove non c’è. Ieri un altro tassello è stato aggiunto al mosaico generale: «I risultati delle analisi dei campioni prelevati dall’acquedotto del Bizzozero sono tutti negativi».

A confermarlo è la stessa Ireti, che - parallelamente ai test effettuati dall’Ausl - ha avviato un’indagine interna. Acqua «pulita» insomma all’Eurosia, nella fontana di piazza Maestri e al Cittadella: il rebus è stato sciolto dai laboratori della multiutility. Che conferma con una nota ufficiale: «I prelievi sono stati effettuati il 28 settembre scorso in diversi punti della rete: via Traversetolo, al centro Eurosia, alla fontana di via Brigate Julia, alla fontana Cittadella, alla fontana di barriera Farini, alla fontana di piazzale Maestri, ed alla fontana del parco Bizzozero. Altri due prelievi sono stati effettuati: uno alla testa di pozzo di via Bizzozero ed un altro a valle del sistema di disinfezione Uv del pozzo medesimo».

E viene ribadito che «tutti i suddetti prelievi sono stati effettuati prima della riattivazione del sistema di clorazione disposta dagli enti competenti». L’acquedotto distrettualizzato - l’unico a Parma parte del progetto pilota che risale al 2009 - era stato il primo a finire «sotto accusa». Si parla di 1.200.000 metri cubi che arrivano a 4500 utenze nel Cittadella grazie a 30 chilometri di tubature che si diramano verso le abitazioni.

E come confermato dalle stesse istituzioni durante l’assemblea pubblica alla scuola Don Milani, i primi campioni a tappeto avevano riguardato proprio la rete idrica in questione che eroga l’acqua nel quartiere.

Già dalle primissime analisi non era stata riscontrata la presenza del batterio ma, come ci aveva preannunciato Eugenio Bertolini, il numero uno di Ireti, «sono stati avviati questi ulteriori test interni che non si sovrappongono con quelli condotti dall’Ausl, ma sono un’ulteriore garanzia che l’azienda offre ai cittadini».

Così, puntuali come orologi, in dieci giorni sono arrivati i «risultati analitici, già a disposizione degli enti di controllo, delle autorità e del Comune» concludono da Ireti.

L’acquedotto dunque non fa più parte dei «sorvegliati speciali» su cui si sono indirizzate le attenzioni nelle prime fasi dopo il deflagrare dell'epidemia.

Proseguono però a tuttotondo le indagini ambientali coordinate degli esperti dell’Unità di crisi regionale, decisi a individuare le fonti di contagio.

Occhi puntati sulle torri di evaporazione e non solo del centro contabile di Intesa San Paolo.