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Condannato il jihadista parmigiano. Ma per immigrazione clandestina

24 ottobre 2016, 18:09

Condannato il jihadista parmigiano. Ma per immigrazione clandestina

Il gup del Tribunale di Bari Francesco Pellecchia ha condannato alla pena di 3 anni e sei mesi di reclusione il 45enne iracheno Majid Muhamad, arrestato il 7 dicembre 2015 dalla Polizia di Stato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e indagato a piede libero in un’altra inchiesta, ancora in corso, sul terrorismo internazionale di matrice islamica. La sentenza è stata emessa al termine di un processo celebrato con il rito abbreviato. Dalle intercettazioni eseguite durante le indagini, poi, sarebbero emersi anche sospetti contatti con vecchie conoscenze, soprattutto connazionali, di quando Muhamad viveva a Parma, prima che fosse processato e condannato per terrorismo (ha già scontato 10 anni di carcere).  L’imputato, difeso dagli avvocati Marco Vignola e Massimo Roberto Chiusolo, è attualmente detenuto nel penitenziario di massima sicurezza di Rossano Calabro. L’inchiesta della Dda, coordinata dal procuratore aggiunto Roberto Rossi, ha accertato che il 45enne forniva documenti falsi e alloggio a decine di cittadini provenienti da Pakistan, Egitto, Iran, Marocco e Turchia. Per Muhamad Majid la Procura aveva chiesto la condanna a 8 anni di reclusione. L’ipotesi della Dda barese, su cui sono ancora in corso accertamenti, è che quel gruppo si stesse riorganizzato dopo le scarcerazioni, per tornare a favorire l’ingresso in Europa di foreign fighters.