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la protesta di coltaro

«Immigrati ospitati qui? Fateci vedere i documenti»

02 novembre 2016, 06:01

Cristian Calestani

«Attendiamo risposte dal sindaco e dal prefetto. Vogliamo vedere i documenti per fare chiarezza in merito a questa incresciosa vicenda». I cittadini coltaresi non abbassano la guardia sul caso dell’annunciato arrivo, poi sospeso, di una ventina di immigrati che potrebbero essere ospitati in una porzione di un casolare, attualmente priva di agibilità, al civico 49 di Strada Nuova Prati.

Come emerso nei giorni scorsi l’edificio è diviso internamente in due parti: nella porzione di destra vivono dallo scorso febbraio il 35enne Daniele Martani con la compagna 39enne Fabia Tuis, due figli e un terzo in arrivo, mentre la porzione di sinistra è stata acquistata da un altro cittadino e sarebbe pronta ad essere concessa in affitto alla società Blu Srls, avente oggetto sociale compatibile con la gestione di un centro di accoglienza per immigrati che potrebbe essere avviato una volta completati gli interventi di adeguamento dei locali. Quest’eventuale collocazione ha però provocato la dura reazione dei cittadini di Coltaro che ritengono non adeguata la realizzazione di un centro di accoglienza in un casolare, con parti comuni non facilmente divisibili, in cui vive già una famiglia con bambini.

«Vogliamo vedere i documenti – insiste il gruppo di lavoro di cittadini coltaresi che sta seguendo la vicenda – e in particolare vogliamo vedere la manifestazione di interesse e la convenzione presentate dalla Blu srls, società che ad oggi secondo visura al registro imprese ci risulta inattiva. Sino ad ora, a nostro avviso, sono emerse superficialità ed inadeguatezza nel gestire una situazione delicata sia da parte della Prefettura che da parte dell’amministrazione comunale alle quali il 28 di ottobre abbiamo inviato una diffida a procedere. Siamo in attesa di risposte e della relativa documentazione. Oggi (2 novembre) sappiamo essere programmato un incontro tra il sindaco di Sissa Trecasali Nicola Bernardi e il prefetto e siamo in attesa di una convocazione da parte del primo cittadino per un confronto diretto. Ad oggi non abbiamo ancora ricevuto risposte alle nostre richieste e ci stiamo muovendo autonomamente nel reperire informazioni sulle società e sui soggetti coinvolti in questa vicenda».