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Il caso

«Quello visto in Po potrebbe essere un varano»

02 novembre 2016, 06:02

«Quello visto in Po potrebbe essere un varano»

Chiara De Carli

Lungo le rive del Po è scoppiata la «coccodrillo-mania». Dopo la segnalazione del presunto avvistamento di due rettili lungo le rive del fiume da parte di un gruppo di turisti in navigazione sulla motonave Stradivari, è partita di nuovo la «caccia», iniziata quest’estate da Bogolese di Sorbolo e diventata poi tormentone dell’estate. Ma un coccodrillo, potrebbe davvero sopravvivere nelle nostre campagne?

A rispondere al quesito è il veterinario Igor Pelizzone, socio fondatore dell’allevamento di rettili Herptop di Noceto e direttore del corso di anestesiologia e rianimazione degli animali esotici della Società italiana veterinari per animali esotici. Appassionato di animali «non convenzionali», dopo la laurea a Parma, ha effetturato il tirocinio la clinica di fauna selvatica dell’«ècole nationale vetèrinaire» di Tolosa (Francia) prima di iniziare a lavorare, a Pavia, su animali esotici e rettili e trasferirsi poi a Reggio Emilia dove si occupa, assieme al dottor Oscar Grazioli, di animali non convenzionali.

Lui, un coccodrillo lo ha anche avuto «sotto i ferri», sia all’estero che in Italia, ma erano comunque animali di proprietà di circhi e zoo, non certo di privati né, tantomeno, vissuti in stato di libertà nei campi.

Tecnicamente, è possibile che un coccodrillo possa resistere alle basse temperature che si raggiungono in pianura padana?

No, in inverno direi di no. Ci sono possibilità di ibernazione e letargo, ma è molto improbabile. La natura ci ha poi insegnato che non ci sono mai certezze al 100% ma ritengo che sia quasi impossibile: in primavera, estate e autunno non ci sono grandi problemi ma in inverno qui si va sotto zero. E’ successo però che altri animali, come alcune specie di tartarughe, si siano adattate ai nostri climi. Non però coccodrilli o alligatori.

Gli avvistamenti sono iniziati quest’estate, se veramente ci fossero due coccodrilli a spasso per la Bassa, che cosa potrebbero avere mangiato in questi mesi?

Il cibo non manca: potrebbero essersi nutriti di pesci o di piccoli mammiferi.

Visto che gli avvistamenti sono già diversi, è possibile che qualcuno abbia liberato un coccodrillo in campagna, magari perchè troppo cresciuto?

In Italia è illegale detenere e vendere questo tipo di animali. Però basta andare in Germania, in Austria o in Olanda per procurarsene uno e portarlo a casa senza alcun controllo. E’ quindi possibile che un coccodrillo venga acquistato e poi liberato.

Gli avvistamenti sono avvenuti tutti da lontano o, comunque, l’animale sarebbe rimasto visibile per pochi secondi: nel caso di Bogolese chi lo ha visto era a bordo di un furgone in movimento, nel secondo il rettile è sparito tra l’erba. E’ quindi ipotizzabile anche che non si tratti di coccodrilli ma di altri animali: cosa potrebbero essere?

Sì, è possibile confondersi. Soprattutto da lontano alcuni tipi di tartarughe acquatiche sono molto simili: penso alla tartaruga azzannatrice o alla tartaruga alligatrice. Sulla terra ferma invece possono essere confusi con i varani.

E se fossero tartarughe o varani, potrebbero adattarsi e sopravvivere lungo le rive del Po?

Alcune specie o sottospecie di varani si adattano un po’ meglio. Sono decisamente più piccole di coccodrilli e alligatori, arrivano circa a un metro o un metro e mezzo, e possono resistere a temperature basse ma è comunque difficile.

A lei è capitato di vedere dalle nostre parti animali esotici delle specie che ha citato?

Anni fa mi portarono una tartaruga azzannatrice a cui una ruspa, impegnata in lavori di scavo di un lago artificiale, aveva rotto il guscio. L’animale era stato abbandonato anni prima ed era riuscita a sopravvivere. Effettivamente ricordava parecchio un coccodrillo: il suo guscio era di mezzo metro. E’ stata operata e affidata alla Forestale per essere poi liberata in un’area protetta.