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Cinema

Pizzarotti: «Fai bei sogni, un film che ho sentito mio»

13 novembre 2016, 06:00

Pizzarotti: «Fai bei sogni, un film che ho sentito mio»

Filiberto Molossi

La Pizzarotti? Fa bei sogni. Non solo grattacieli di 70 piani nel cuore di New York, aeroporti internazionali, il castello di EuroDisney, complessi immobiliari di lusso a Montecarlo, la metropolitana di Parigi o ospedali ultra moderni a Kuwait City. Ma anche vini pregiati che fanno brindare le stelle e, adesso, un nuovo, importante, impegno, vissuto con curiosità ed entusiasmo, nel mondo, folle e insieme affascinante, del cinema. L'azienda di costruzioni parmigiana, con oltre 100 anni di storia, fortemente legata al nostro territorio ma con una vocazione internazionale, approda infatti sul grande schermo, intraprendendo con passione un'avventura del tutto inedita. L'impresa di via Adorni ha infatti prodotto insieme a Ibc Movie e Kavac Film con Rai Cinema «Fai bei sogni», il film che Marco Bellocchio ha tratto dall'omonimo best seller di Massimo Gramellini, attualmente in 250 sale italiane e a Natale nei cinema francesi; e già presentato al cinema Astra con l’anteprima nazionale che si è svolta alla presenza del regista, del produttore Beppe Caschetto e dell'attrice Barbara Ronchi.

Ma perché un'azienda come la Pizzarotti ha scelto di dare vita a un progetto apparentemente lontano dai suoi interessi?

«In realtà - spiega Paolo Pizzarotti, presidente dell'azienda di famiglia che guida da quando aveva appena 19 anni - è nato tutto per caso: un nostro dirigente è fratello dell'amministratore delegato del Film investimenti Piemonte. Un giorno me l'ha fatto conoscere, abbiamo parlato prevalentemente del tax credit e poi, tra le varie cose, mi ha parlato anche di questo film di Bellocchio, tratto dal romanzo di Gramellini. Gli ho detto che ci avrei pensato, ma che prima avrei letto il libro. Così ho fatto: e devo dire che il romanzo mi ha colpito, anche perché ho avuto un trauma simile al protagonista. Anche mia madre è morta quando ero piccolo, avevo 12 anni: morì nel sonno, per un infarto. Ero diciannovenne quando toccò a mio padre, nel 1966. Mi sono trovato addosso l’azienda di costruzioni con 600 operai, fondata nel 1910. Il Tribunale di Parma mi proclamò maggiorenne con due anni di anticipo, senza quel decreto non avrei potuto firmare neppure un assegno. E in un qualche modo devo dire che il libro ha ripercorso le tracce della mia vita. Mi sono immedesimato in questa storia e, nello stesso tempo, appassionato all'idea di farne un film. Da lì abbiamo fatto tutte le valutazioni di carattere economico per capire quale poteva essere il ritorno, una specie di due diligence, e poi abbiamo cominciato a discuterne col produttore, Beppe Caschetto».

Quale può essere il ritorno per un'azienda come la vostra che si occupa principalmente d'altro?

«Il romanzo di Gramellini ha venduto più di un milione di copie, direi un grandissimo successo per un libro italiano, soprattutto oggi. Come Pizzarotti abbiamo investito poco meno di due milioni di euro nel film. Speriamo che il pubblico lo apprezzi (sorride, ndr). Se ci sarà un risultato positivo o meno dipenderà dall'andamento del film nelle sale. La nostra partecipazione nella produzione di “Fai bei sogni” non vuole essere un mero investimento economico ma siamo stati mossi dalla nostra ferma volontà di contribuire a “fare cultura”. Qualche anno fa abbiamo sponsorizzato e promosso la realizzazione dell’Ospedale dei bambini, oggi ci affacciamo al mondo della cinematografia d’autore. Sono modi diversi per metterci in gioco e valorizzare il nostro patrimonio culturale oltre che il nostro territorio».

C'è sicuramente anche un ritorno d'immagine in un'operazione del genere, non è vero?

«Certo, penso e spero sia così: il film d'altra parte, così come anche il libro, è sicuramente interessante, anche molto commovente. L'ho visto in anteprima a Cannes, dove è stato molto applaudito, ha avuto un gran successo. E' davvero un ottimo lavoro, a me è piaciuto molto. Non posso negarle che è stata sicuramente una bella soddisfazione portare a Parma l’anteprima nazionale. E spero che adesso piaccia anche ai parmigiani. Per quanto concerne i ritorni di immagine sono sicuramente difficili da valutare. Questa iniziativa rientra in un percorso di responsabilità sociale d’impresa, come detto prima, intrapreso già da alcuni anni, di impegno nei confronti di alcune tematiche fra le quali rientra certamente la cultura quindi anche il cinema di autore. Inoltre Monte delle Vigne ha fatto da sfondo ad alcune delle scene topiche del film con la formula del product placement, un formula pubblicitaria molto diffusa negli Stati Uniti ma ancora innovativa per il pubblico italiano. Il film verrà distribuito in quasi 40 Paesi, tante nazioni in cui siamo presenti in modo importante anche come Impresa Pizzarotti. Stiamo a vedere...».

Ma questa escursione nel cinema con «Fai bei sogni» è da considerarsi un'esperienza isolata e conclusa o in fondo ci avete preso un po' gusto?

«Un po' di gusto ce l'abbiamo preso, sì è così: poi, da qui a pensare di ripetere una operazione del genere a breve, direi di no. Però, mai dire mai. Nelle tre-quattro sere di riprese a Monte delle Vigne sono stato sul set a stretto contatto con Bellocchio: si è trattata di un'esperienza nuova per me, interessante. Anche a mia figlia che ha sempre mostrato interesse per questi temi è un'esperienza che è piaciuta molto. Ho anche conosciuto gli interpreti: a Monte delle Vigne ho cenato con Valerio Mastandrea e con Berenice Bejo. E' la prima volta che investiamo nel cinema, ma non è detto che sia l'ultima. Certo, prima vediamo come va l'investimento: i poeti purtroppo non li possiamo fare... Certamente vedere così tanta partecipazione all’anteprima parmigiana di un film co-prodotto dalla Pizzarotti fa molto piacere».

Una delle sequenze più belle e significative del film - quella del ballo - è girata a Monte delle Vigne: la volete lanciare come possibile location cinematografica?

«Il film è riuscitissimo, poetico e personale: ha un presagio di malinconia che si alterna con momenti gioiosi di festa.
Proprio la scena di festa più celebre di tutto il film, ripresa anche nel trailer, è stata girata nell’Antico Casale delle Vigne, a circa 100 metri dalla cantina nel cuore della tenuta. Una struttura dedicata all’accoglienza all’interno della tenuta di Monte delle Vigne. Il posto a nostro giudizio e a giudizio di tutti quelli che l’hanno visitato è davvero suggestivo e sicuramente si presta ad allestimenti anche cinematografici: se capitasse qualche altra occasione la valuteremmo molto volentieri. Ad oggi è una struttura molto richiesta per eventi aziendali e non solo. In più abbiamo 4 camere spaziose che utilizziamo come foresteria della Cantina con una bellissima vista sui vigneti e sulle colline circostanti. Mi piace definirlo il nostro resort del vino».

Tra l'altro il film di Bellocchio
ha portato anche alla nascita
di un nuovo vino «cinematografico» dopo «Novecento»
che avete dedicato a Bertolucci...

«Sì, l'ultimo vino nato a Monte delle Vigne si chiama “Sogni”, in onore del film. E' un vino bianco molto interessante e sull'etichetta riporta la dicitura “tratto dal film “Fai bei sogni””. È un cru, ne facciamo poche bottiglie perché è una vigna piccola, ma è un vino che ha già riscosso grande successo anche tra il pubblico. Credo sia un esempio di come a Parma si possano realizzare vini di eccellenza, con un respiro nazionale. È stato tra l’altro molto apprezzato dalle guide. Nella guida dell’Espresso raggiunge il vertice della classifica tra il centinaio di vini con denominazione. Ciò rende Monte delle Vigne una delle pochissime cantine, 12 o 15 se non ricordo male in Italia, con 2 etichette in classifica. In generale è bello creare delle interazioni tra ambiti diversi. A Monte delle Vigne, ad esempio, stiamo cercando di abbinare la piacevolezza di una degustazione di un ottimo bicchiere di vino con la visione di opere d’arte oppure con l’ascolto di un’opera di musica classica. Vuole essere un modo diverso per “fare cultura”».

Perfetto per le occasioni importanti: come quando c'è da brindare a una nuova avventura.