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Bardi

Addio a Pantrini , l'«ambasciatore»

26 novembre 2016, 06:00

Addio a Pantrini , l'«ambasciatore»

Erika Martorana

Se ne è andato Tranquillo Pantrini, il celebre bardigiano che fu storico autista dello Scià di Persia. E' morto giovedì scorso, all’età di 82 anni, nella sua amatissima Noveglia, dove era conosciuto da tutti come «l’ambasciatore».

Quel soprannome, Pantrini, se lo vide affidare dopo aver lavorato per ben trent'anni in consolati e ambasciate italiane in vari Paesi, fra cui l’Europa e l’Australia, e dopo aver quindi assunto ruoli di grande rilievo in numerose nazioni del mondo. Ma nella storia di Tranquillo, come già anticipato, c’è un altro impiego che gli valse stima e celebrità: fu, infatti, l’autista dello scià di Persia, Reza Palhavi, negli anni '60. «Quando Reza Palhavi o i suoi famigliari raggiungevano Ginevra. - raccontò circa due anni fa il giornalista della Gazzetta di Parma, Andrea Violi, in un articolo dedicato proprio a Pantrini - Tranquillo era a loro disposizione. E se lo scià voleva mettersi al volante personalmente, autista e scorta non potevano far altro che seguirlo».

«Non mi ha mai parlato, né salutato – affermò, in quell’occasione, a proposito dello Scià - La moglie Farah Diba invece parlava e scherzava in francese, era splendida». Nella «sua» lussuosa auto, Pantrini portò in giro, per decenni, politici e vip, come, ad esempio, la bella moglie del presidente indonesiano Sukarno. Nonostante gli importanti impegni professionali, Tranquillo fu una persona sempre umile, disponibile, volenterosa e pronta all’ascolto.

Era nato a Comune Stradella, una piccolissima località bardigiana, nel dicembre 1933, da una famiglia di contadini poverissimi. Nel corso della sua gioventù, emigrò più volte: a Roma e, poi, in Svizzera. Nel 1956, sposò la sua adorata Anna; dalla loro unione, un anno dopo, nacqua Graziella, la loro unica figlia.

Nel 1960, Pantrini trovò lavoro all’ambasciata dell’Iran a Ginevra: proprio qui, divenne autista dello scià, della famiglia e, all’occorrenza, dei loro ospiti. Nel 1965, Tranquillo vinse il concorso del ministero degli Esteri e iniziò dunque la sua lunga carriera nei consolati: 10 anni a Ginevra, 6 anni a Perth (Australia Occidentale), 8 anni a Francoforte, due anni a Roma al ministero poi altri 5 anni in Australia, ad Adelaide. Chiuse in bellezza la carriera a Lille, in Francia, nel 1995-97.

Svestiti i panni eleganti che i suoi ruoli gli imponevano, «l’ambasciatore» amava dedicarsi alla sua grande passione, quella per le bocce. Decine furono i trofei conquistati dall’abile sportivo in molteplici Paesi del mondo. Tra i suoi ricordi più belli, Pantrini amava raccontare un successo del gioco a bocce: quando la sua squadra arrivò seconda nel campionato di petanque ed ebbe accesso, così, ai Mondiali.

L’emozione più forte fu per lui la conseguente sfilata ai campionati del mondo, dinnanzi al principe del Belgio. Ma Tranquillo non fu solo amante delle bocce: era legatissimo anche al Val Noveglia, dove fece ritorno una volta raggiunta la pensione, un filo indistruttibile mai reciso neppure nelle lunghe trasferte all'estero.

I funerali di Tranquillo Pantrini si terranno oggi alle 10,30 a Comune, frazione di Bardi, a un paio di chilometri da Noveglia.