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Langhirano

Stesso bar, stessi ladri

01 dicembre 2016, 06:00

Stesso bar, stessi ladri

LANGHIRANO

Enrico Gotti

Un’altra razzia al Match Bar di Langhirano in via Cascinapiano 19. E' la seconda visita notturna in due mesi, la terza in poco più di un anno.

Martedì notte due ladri si sono intrufolati nel bar, con un colpo studiato nei minimi particolari. Questa volta non hanno rotto vetri e vetrate. Stavolta hanno usato uno stratagemma: prima sono entrati nel capannone attaccato al locale, forzandone la serratura della porta, poi hanno tagliato il muro che li divideva dal loro obiettivo e sono approdati nella sala delle slot machine del Match bar. Sono entrati senza dare nell’occhio, bucando la parete con trapano e seghetto, con un taglio perfetto. Poi si sono dedicati in tutta calma alle slot, al cambiamonete, alle sigarette e ai gratta e vinci.

L’altro mese erano entrati da una finestra, rialzata e stretta, prima ancora, quando c’era un’altra gestione del bar, avevano distrutto la vetrina affacciata sulla via principale, a Cascinapiano. Questa volta hanno utilizzato un metodo particolare, per agire indisturbati, e hanno sorpreso tutti. Si sono fatti strada dal retro, bucando il muro. Hanno razziato tutti i soldi che erano dentro le slot, hanno portato via il cambiamonete, poi sono entrati nel bar, sono riusciti a portare via alcune stecche di sigarette e gratta e vinci. Hanno fatto un bel danno. Dalle telecamere si vede che sono le stesse sagome del precedente furto: due persone, una con il passamontagna bianco, l’altro con la sciarpa bianca, tutte e due robuste, una alta e l’altra più bassa. L’altra volta non erano due, ma tre. Si sono mossi decisi, senza alcun tentennamento. «è come se sapessero tutto della zona, quando sono entrati l’altra sera non si sono nemmeno guardati intorno, per vedere dove erano le telecamere all’interno del locale, sono andati dritti verso quella che era posizionata sopra le slot e l’hanno rotta. - spiegano dal bar -. Uno lavorava sulle macchinette, l’altro guardava se arrivava qualcuno dall’ingresso principale». I ladri hanno parcheggiato l’auto nel giardino di fianco al locale (dopo il furto sono stati trovati i segni delle ruote), hanno tagliato la rete, e si sono messi in azione. I ladri sono entrati di notte, in pratica senza lasciare segno all’esterno, hanno lavorato per svuotare le slot machine. Ci hanno impiegato diverso tempo perché erano macchine protette da un pistone e per questo erano più difficili da scassinare. Hanno aggiunto al bottino altri soldi anche portandosi via il cambiamonete. «Non se ne può più – dicono i titolari, con amarezza, pensando anche ai rischi che poteva correre la barista: - Alle 4.30 è arrivata la ragazza che lavora qui per aprire il bar. Cosa succedeva se se li ritrovava davanti?».

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