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CALCIO

Il Parma trionfa nel derby

Su Radio Parma "Palla in Tribuna" dalle 14,30. Su TvParma la partita in differita alle 16,30 e alle 22. E alle 20,30 appuntamento con con "Bar Sport"

20 dicembre 2016, 06:00

Il Parma trionfa nel derby

DAL NOSTRO INVIATO

Un Parma straordinario per caparbietà, carattere e cuore ha vinto la partita a cui teneva di più. Dopo quello di Sacchi nell'86 e quello di Scala nel '90 anche il Parma di D'Aversa ha espugnato in gloria Reggio Emilia. Un 2-0 che riflette un gap non tanto nel gioco, che in casa crociata è ancora a sprazzi, quanto proprio nell'atteggiamento in campo.

Il Parma si è «mangiato» la Reggiana sul piano della volontà e della grinta ed è in queste cose che devi essere superiore se vuoi vincere le partite e magari il campionato in Lega Pro.

Le sassate al pullman dei crociati avevano scandito drammaticamente il prepartita di un derby che nella sua ultima edizione, quasi vent'anni fa (pensate, nessuno allora si faceva selfie allo stadio), aveva registrato il lancio dei rubinetti dei bagni dalla curva granata. Come dire che si alternano le generazioni di tifosi ma gli idioti non mancano mai. Ed è un peccato perché il derby è un po' la summa dell'essere tifoso a Parma e Reggio. Se non lotti per Coppe e scudetto, e a Parma da un pezzo abbiamo smesso di farlo mentre oltr'Enza non hanno nemmeno iniziato, allora ti concentri sull'arlia e il campanilismo. Purtroppo il treno dei Boys è arrivato in ritardo e all'ingresso delle squadre in campo la curva Nord presentava ancora larghi vuoti. Molto bella peraltro la coreografia di bandierine granata e bianche che, a sostegno della Reggiana, ha coinvolto gli altri settori dello stadio.

In campo D'Aversa aveva optato per il 3-5-2 caro ad Apolloni, probabilmente per fronteggiare meglio la presenza nelle file avversarie di un trequartista, su cui a turno uno dei centrali potesse accorciare in caso di avanzata. Colucci ha schierato il consueto 4-3-1-2 risolvendo l'unico dubbio, quello del terzino sinistro, in favore di Pedrelli. La serata è gelida, ma almeno la nebbia non c'è.

Si comincia con schermaglie a centrocampo. Qualche rudezza dei crociati irrita i granata che chiedono all'arbitro di usare i cartellini. Il primo giallo arriva comunque all'11' ed è per Benassi, poco lucido nel servire un avversario e poi stenderlo quando avrebbe invece dovuto calciar fuori al palla per consentire i soccorsi a Mazzocchi infortunato a terra. Nei primi venti minuti zero conclusioni verso la porta, e questo racconta già la tensione e l'attenzione che i ventidue mettono in campo. Il Parma passa così al 23' al primo tentativo: cross di Nunzella, Calaiò stacca e incorna di testa mandando la palla sul palo lontano alla destra del portiere che si distende e respinge. Il primo ad arrivare però è Giorgino, proprio l'uomo che ha sempre litigato con il gol, e che invece in questa occasione, ancora di testa, insacca, e va poi a esultare sotto la Nord. Esultanza bissata sei minuti dopo da Baraye, che scatta sul filo dell'off side , si libera di due avversari e saetta in rete sul palo più vicino con un preciso rasoterra. Gran bel gol e panchina gialloblù che esplode di gioia.

L'uno-due sembra far afflosciare la Reggiana e i crociati, spinti dalla verve di Mazzocchi e Baraye, pian piano prendono il sopravvento anche sul piano del gioco. Al 40' ci vuole un regalo di Benassi agli avanti avversari per mandare Nolè al tiro da destra su assist di Manconi, ma Zommers blocca a terra. A questo punto la Reggiana è già passata al 4-3-3 con Nolè a destra nel tridente per cercare di creare più grattacapi alla difesa del Parma.

Si va all'intervallo con un doppio vantaggio che se non è espressione di netta superiorità nel gioco racconta però di un Parma concreto, compatto, concentrato, a cui l'aver messo in discesa la gara ha regalato quella serenità d'animo che ha invece tolto agli avversari.

Nell'intervallo Colucci lascia nello spogliatoio Nolè e Guidone e inserisce Cesarini e Marchi. Al 5' Mogos da fuori chiama Zommers a una parata in tuffo. La Reggiana ora spinge e il Parma fa fatica a ripartire, anche se lodevolmente cerca di farlo palla a terra senza rinvii lunghi. All'8' Simonetti rileva Giorgino e subito dopo Baraye incorna un cross da destra di Mazzocchi chiamando Perilli a una parata in due tempi. Lo stesso Baraye splendidamente imbeccato da Calaiò sfiora, in contropiede, il 3-0 con un bel tiro a giro. Al 12' Rozzio di testa manda di poco alto su punizione dall'out sinistro. Al 14' miracoloso intervento di Zommers che in tuffo toglie dall'angolino una pregevole girata volante di Cesarini.

Lucarelli si accascia in preda ai crampi e pochi minuti dopo chiede il cambio. La situazione per D'Aversa è complicata: esce il capitano entra Messina, con passaggio al 4-4-2. Al 22' su punizione di Corapi il Parma va a un centimetro dal terzo gol. La palla infatti, confezionata come cross, rimbalza in realtà davanti al portiere e schizza sotto l'incrocio dei pali, per poi tornare in campo. La Reggiana però non fora e anche i suoi tifosi a metà ripresa hanno perso la voce: si sentono solo quelli del Parma, che in campo amministra con saggezza il gioco nonostante la contemporanea presenza degli under Saporetti, Simonetti e Messina. La maledizione dei centrali continua quando anche Benassi chiama il cambio. Entra al suo posto Ricci ma intanto siamo già al 41'. Va Nunzella a fare il centrale con Ricci terzino a sinistra. Su corner ancora Rozzio di testa manda la palla fuori di un soffio. Baraye zoppica ma non ci sono più cambi. Il recupero vola via senza sussulti, il triplice fischio accende il tripudio crociato.

I ragazzi di D'Aversa sono stati eroici ma il trionfo del Mapei si offuscherebbe se venerdì non battessero il Modena. Certo, c'è da leccarsi le ferite, far la conta dei superstiti, specie in difesa, ma guai ad accontentarsi di questa pur splendida vittoria. Meglio farne la base per una ripartenza verso l'alto.

L'ANALISI

Un sogno che si realizza. La notte tanto attesa è finita con i fuochi d'artificio, colorati di giallo e di blu. Due pappine alla Reggiana e via andare.

Quella del Parma è stata una partita perfetta, dominata nel primo tempo e poi combattuta in trincea per tutto il secondo. I crociati sono stati più forti delle assenze, degli infortuni (ma della «strage» di problemi muscolari di questo girone di andata bisognerà parlarne e analizzare bene il perché di questa epidemia) e di un avversario che non è mai riuscito a entrare in partita.

Tre tiri, due gol e una traversa: cosa chiedere di più a questa squadra? Tanto più che il gol del vantaggio porta la firma di Giorgino, uno che in un campionato e mezzo con la crociata addosso non aveva mai fatto un gol che fosse uno. E il raddoppio è stato uno show personale di Baraye, il capo cannoniere della scorsa stagione che quest'anno, non si capisce il perché, Apolloni avrebbe voluto trasformare in centrocampista. E invece lui è una punta vera, un uomo con il fiuto del gol come pochi in questa categoria. Uno che salta l'uomo e «vede» la porta. Proprio come ha fatto ieri al Mapei.

Ma in una notte come quella di ieri non si possono fare classifiche. Tutti, da Zommers (prodigiosa la sua parata sulla rovesciata di Cesarini) fino a Calaiò hanno dato tutto quello che avevano per questa vittoria. I crociati sono usciti dal campo stremati, sfiniti, ma vittoriosi. E sono andati a festeggiare sotto la curva una vittoria che resterà per sempre. E che rilancia prepotentemente le ambizioni del Parma. D'Aversa conquista così il suo secondo successo su tre partite e con 7 punti viaggia a una media di 2,3 a partita. Una media da promozione. Il Venezia per ora è ancora lontano, a 6 punti, ma il tempo per recuperare c'è tutto. Venerdì si riparte con il girone di ritorno e un altro derby (ma con la d minuscola) contro il Modena al Tardini.

LE PAGELLE

ZOMMERS 7

Impeccabile, e autore di alcuni interventi risolutivi. In particolare quello sulla rovesciata di Cesarini che poteva riaprire la partita. Sempre sicuro anche con i piedi.

BENASSI 6,5

Prima mezz'ora da brividi, con un cartellino giallo e un paio si servizi ...agli avversari. Poi però si riprende e fin quando riesce a restare in campo è insuperabile al centro della difesa.

LUCARELLI 7

Una grande prova in una partita che sentiva tantissimo perché ormai lui, oltre che capitano, è anche tifoso di questa squadra. Peccato che i crampi, nonostante venisse da due turni di riposo, lo abbiano bloccato a metà ripresa, ma così ci ha fatto rivivere l'epopea di Cardone allo spareggio di Bologna.

MESSINA 6

Entra a freddo, e al freddo, ma riesce ad arginare le sfuriate avversarie.

MAZZOCCHI 7

Nel primo tempo le sue sgroppate hanno tenuto sul chi vive gli avversari, nella ripresa si è sacrificato tantissimo anche perché, a differenza di tanti compagni, aveva birra in corpo.

CORAPI 7

Gara di grande intelligenza e concretezza. Limita il trequartista avversario ma riesce anche a recuperare molti palloni, servendone uno calibratissimo a Baraye per il gol del 2-0.

GIORGINO 7

Vale il discorso fatto per Corapi, con l'aggiunta che nella gara più sentita lui ha trovato il gol che mai gli era riuscito di segnare in maglia crociata. E' però il primo a lasciare il campo.

SIMONETTI 6,5

Entra con calma e grinta, quello che ci voleva ieri sera.

SCAVONE 7

Ha fatto la guerra e l'ha vinta, specie nel recuperare tante seconde palle, aggredire i portatori avversari, chiudere spazi e traiettorie.

NUNZELLA 7

Anche per lui la miglior prestazione in casacca crociata, segno che la pressione a tanti fa bene. Ha spinto e difeso alla grande, e nel finale si è anche accentrato dopo l'ecatombe dei difensori.

CALAIO' 6,5

Senza gol, ma con tanto lavoro per la squadra e lo zampino nella segnatura di Giorgino. Una sua apertura per Baraye è stata tra le cose più belle della partita. E comunque è stato generosissimo.

BARAYE 7,5

Gol, corsa, contrasti, ripartenze, insomma, di tutto. Un uomo ovunque che nella cornice del Mapei si è esaltato toccando i vertici di rendimento a cui tutti lo aspettavano.

All. D'AVERSA 7,5

Chapeau per come ha preparato la gara e per come ha plasmato il giusto atteggiamento nei suoi giocatori. E anche per come ha rimescolato le carte dopo ogni infortunio senza che la squadra perdesse il filo del discorso. Insomma, un condottiero all'altezza dell'occasione. Noi però vogliamo dedicare un pensiero anche a Apolloni, Minotti e Galassi, perché ieri sera si sono esaltati tanti dei ragazzi voluti da loro un anno e mezzo fa e fatti crescere fino al mese scorso. Sono storie di calcio anche queste, e vanno raccontate senza preconcetti.

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