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Salute

Meningite: corsa alla vaccinazione anche a Parma

05 gennaio 2017, 06:01

Meningite: corsa alla vaccinazione anche a Parma

Monica Tiezzi

L'allarme è iniziato fra Natale e Capodanno, in coincidenza con il moltiplicarsi di notizie sui casi di meningite. Ma il boom di richieste di vaccinazione contro il meningococco, da parte degli adulti, è scoppiato con la riapertura dell'Ausl dopo le feste: fra lunedì e ieri l'ambulatorio di via Vasari è stato subissato di telefonate (per farsi vaccinare occorre la prenotazione) e già oltre 150 persone hanno fissato l'appuntamento per la «puntura», o l'hanno già fatta. Nel 2016 si sono vaccinate in media 87 persone al mese, 1.043 in tutto l'anno.

L'afflusso straordinario ha costretto il Servizio di igiene e sanità pubblica ad ampliare l’orario del servizio: lo 0521-396439, da chiamare per le prenotazioni, sarà attivo dal lunedì al venerdì oltre che dalle 9 alle 13 anche dalle 14,30 alle 16,30. Una modifica, informa l'Ausl, che sarà mantenuta fino al 12 gennaio.

Le richieste di vaccinazioni non hanno risparmiato neppure gli ambulatori degli altri distretti Ausl della provincia, e tutte le strutture di sanità pubblica della regione e d'Italia: le dosi di vaccino fornite alle Asl sul territorio nazionale sono aumentate del 130% a dicembre 2016.

A Fidenza da lunedì si sono prenotate 80 persone nelle tre sedi (Fidenza, Noceto e San Secondo), nel distretto Sud-Est solo martedì una sessantina di chiamate per informazioni, cui hanno fatto seguito una quarantina di prenotazioni. In aumento le chiamate anche al distretto Valli Taro e Ceno: i primi posti liberi per vaccinarsi sono il 18 gennaio a Borgotaro e metà febbraio a Fornovo.

Tante richieste di chiarimenti anche negli ambulatori pediatrici. Nel distretto di Parma negli ultimi giorni una sessantina di persone sono venute di persona e una settantina hanno telefonato. A Fidenza e nel distretto Valli Taro e Ceno, dove le pediatrie di comunità riapriranno il 9 gennaio, è stata l’igiene pubblica ad essere tempestata di telefonate. Nel distretto Sud-Est una cinquantina le telefonate per informazioni e prenotazioni: i primi posti disponibili per il vaccino sono a marzo.

È un allarme, spiegano all'Ausl, in gran parte ingiustificato. «Non c'è un'emergenza meningite a Parma e neppure in Emilia Romagna - dice Bianca Borrini del servizio di Igiene e sanità pubblica dell'Ausl - Il focolaio è confinato in Toscana, regione che ha già preso provvedimenti». A Parma l'incidenza del meningococco è stata nel 2016 di 0,2 abitanti ogni 100 mila, sotto la media regionale di 0,3 ogni 100 mila abitanti. L'anno scorso in città sono state colpite da malattie invasive batteriche (fra le quali la meningite) 12 persone, di cui una dal meningococco, quattro dal pneumococco e sette da altre batteri. I dati regionali parlano di 139 malati nel 2016 (20 per il meningococco, 19 per l'emofilo, 97 per il pneumococco e 19 per altri batteri) e quelli nazionali di 1.376 persone colpite, di cui 178 da meningococco.

L'Ausl di Parma, seguendo le linee guida sulla malattia, dal 2006 vaccina gratuitamente i nuovi nati, a 13 mesi, e gli adolescenti (la chiamata è a 13 anni). A lungo il meningococco prevalente è stato il C e il vaccino immunizzava da quello. Con il cambiamento dei batteri circolanti, dal 2015 è stato introdotto il vaccino quadrivalente contro i meningococchi A,C,W,Y. Dal 2017 verrà offerto gratis a tutti i nuovi nati anche l'anti-meningococco B. Assieme all'anti-emofilo e all'anti-pneumococco, queste vaccinazioni sono raccomandate, ma non obbligatorie.

Altre categorie di persone per le quali il vaccino contro meningococco, emofilo e pneumococco è raccomandato, e gratuito, sono coloro che viaggiano per lavoro (in Toscana, ad esempio, ma anche in paesi esteri dove la malattia è diffusa) e le persone che soffrono di patologie che le rendono immunodepressi. Al di fuori di questi casi, spiegano all'Ausl, non c'è in questo momento la necessità della «corsa» al vaccino.

Semmai è un altro il dato sul quale si dovrebbe riflettere, alla luce della corsa al vaccino degli ultimi giorni. «La copertura vaccinale a Parma contro il meningococco è dell'89,2%, lontano da quel 95% che garantisce di tenere sotto controllo o debellare certe malattie», spiega Borrini. Alla chiamata vaccinale dei 13 anni hanno risposto nel 2016 meno di 74 ragazzi su cento. Percentuale poi salita perchè fino a 18 anni la vaccinazione è gratuita e molte famiglie hanno aspettato magari un viaggio all'estero del figlio per decidere di immunizzarlo.

AL NIDO SOLO SE IMMUNIZZATI

A un mese dall'approvazione della legge sui servizi educativi per i bambini da 0 a 3 anni, la Regione detta le regole sull’obbligo vaccinale. Destinatari sono i bimbi che, dall'anno 2017-2018, frequenteranno gli asili nido, i servizi integrativi al nido e i servizi ricreativi, sia pubblici che privati. Ribadendo l'importanza delle vaccinazioni Sergio Venturi, assessore regionale alla Salute, ha ricordato che «in Emilia-Romagna si è scesi, da almeno un paio d’anni, sotto la soglia di sicurezza del 95% delle vaccinazioni».

Le linee guida regionali prevedono che i genitori, una volta scelta la struttura pubblica o privata alla quale intendono iscrivere il proprio figlio, debbano impegnarsi a farlo vaccinare. La certificazione delle vaccinazioni effettuate dovrà essere consegnata ai gestori dei servizi educativi e sarà rilasciata dalle Aziende Usl. La direzione della struttura educativa potrà essere autorizzata ad acquisire l'idoneità alla frequenza direttamente dall'Ausl di competenza.

Sarà necessario che il bambino, per quanto riguarda i vaccini obbligatori (antipolio, antidifterica, antitetanica, antiepatite B), abbia eseguito una dose se ha fino a sei mesi di vita, due dosi entro il primo anno, tre dosi entro 18 mesi di vita. Per i bambini che si iscrivono direttamente al 2° e 3° anno, e che non sono mai stati vaccinati, è previsto l’obbligo di iniziare il ciclo vaccinale, ed effettuare almeno le prime due dosi di ciascuna vaccinazione obbligatoria prima di accedere ai servizi. Per i bimbi sotto i sei mesi c’è l’ammissione con riserva, con l’impegno dei genitori di vaccinare il figlio (prima dose) entro il compimento del sesto mese di vita. Nei casi in cui la vaccinazione deve essere omessa o differita, l'esonero sarà certificato dal pediatra di libera scelta e autorizzato dai servizi vaccinali delle Ausl.