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Ramona, in canoa contro l'handicap

07 gennaio 2017, 06:00

Ramona, in canoa contro l'handicap

Laura Ugolotti

«Impossibile non è una regola, è una sfida. Impossibile non è per sempre». Probabilmente la frase di Muhammad Alì suona retorica ma chi nella vita ha dovuto fare i conti con dei grossi limiti sa che è assolutamente vera. Non a caso è stata scelta come citazione conclusiva del filmato «Impossible is nothing», «Niente è impossibile» realizzato da Daniele Cozzini - medico specialista in Medicina dello sport e responsabile tecnico del settore canoa/kayak per la Polisportiva Gioco Parma – per raccontare la storia di Ramona Broglia. Una storia che guarda all’Olimpiade di Tokyo 2020 come a un traguardo lontano ma possibile e che probabilmente rivoluzionerà per sempre il settore della canoa paralimpica. E’ il 2001, quando Ramona, sorbolese oggi 40enne, rimane vittima di un incidente in moto che le causa la lesione completa del plesso brachiale, ovvero la paralisi della parte superiore destra del corpo: spalla, braccio e mano.

«A 24 anni mi sono ritrovata mancina e assolutamente incapace di gestire la mia vita – racconta -. Avevo perso il mio equilibrio, la mia indipendenza. Non potevo più fare sport, che era sempre stato un elemento fondamentale della mia vita. Poi ho incontrato la Polisportiva Gioco, che si occupa di sport per disabili nel territorio di Parma e provincia da più di trent’anni. Ho capito che la disabilità è un’opportunità e ho cercato di sfruttarla per rimettermi in piedi. Ho ricominciato a fare sport agonistico e ho smesso di pormi limiti». Fino a quando, almeno, non incontra la canoa. «Ramona, che è anche consigliere della nostra Polisportiva, si è avvicinata alla canoa per caso – ci dice il presidente Marco Tagliavini. Veniva dal nuoto paralimpico, dove ha conquistato il titolo italiano a staffetta mista, ma voleva provare qualcosa di nuovo. L’inizio però non è stato semplice». «Mi stancavo subito, non riuscivo a fare più di 2 o 3 movimenti – ricorda Ramona -. Ho pensato di lasciar perdere, sembrava impossibile che potessi pagaiare da sola». E’ a questo punto che il suo cammino incrocia quello di Cozzini che prima la vede allenarsi al lago e poi decide di metterle la sua esperienza a disposizione. «Il primo problema da risolvere era come agganciare la mano alla pagaia – racconta –. Ci è venuto in aiuto Enrico, della ditta Scuderie Campari, di Parma. Dopo tanti tentativi abbiamo ottenuto l’aggancio ottimale, che consente il movimento di rotazione ma anche lo sgancio rapido in caso di emergenza». Dopodiché si è trattato di salire in canoa.

«L’errore grossolano era stato insegnare a Ramona come se fosse destra, mentre era necessario farla diventare mancina, in modo che fosse il lato sinistro del corpo a governare la pagaiata». Ci sono voluti tre anni di lavoro: dagli esercizi di base, in piscina, alle manovre avanzate, come quella dell’Eskimo, che permette di tornare in posizione quando la canoa si capovolge ed è difficile anche per chi può utilizzare entrambe le braccia. «Per noi però era fondamentale garantire prima di tutto la sicurezza di Ramona». E per noi, si intende lo staff al completo che ha seguito Ramona, formato da tecnici, psicologi dello sport, nutrizionisti, preparatori, team manager. Una volta garantita la sicurezza e trovata la canoa adatta, è arrivato il momento, per Ramona di fare il giro del lago, poi di spostarsi in fiume, affrontando le correnti della Parma e della Valstagna. Da sola. «Un’emozione unica – dice -, che è diventata un grande stimolo per andare avanti». L’esperienza con Ramona ha dato tanto anche a Cozzini: «Oltre alla soddisfazione di aiutare una persona a superare i propri limiti, ci è servita per elaborare un nuovo metodo di insegnamento, che ora utilizziamo anche per allenare i normodotati». Il lavoro, gli allenamenti sono stati ripresi da Daniele, che ne ha fatto un video. «Non poteva restare privato, è un messaggio troppo importante. Certo, possono esserci ostacoli pratici, ma i limiti sono solo nella testa delle persone. Nulla si improvvisa e c’è voluto tutto l’impegno, la costanza a la determinazione di Ramona, ma alla fine abbiamo raggiunto quello che sembrava impossibile». E le conquiste di Ramona sono solo all’inizio. Se per Rio 2016 i tempi ancora non erano maturi, forse per Tokyo 2020 ci si può fare un pensierino. «Perché no? – dice Daniele -. Dovremo adattare la canoa, perché Ramona non ha mai usato quelle da gara, ma abbiamo quattro anni a disposizione». Sarà una vera rivoluzione per il mondo della canoa paralimpica. «Intanto, dovremo capire come verrà valutata la mia disabilità, che non ha precedenti nella canoa, in qualche categoria sarò inserita e quindi quali saranno i termini per la qualificazione – chiarisce la sorbolese -. E poi non ho mai fatto gare e non ho idea di che tempi potrei ottenere. Insomma: una cosa alla volta». Prima di tutto gli allenamenti, che il Gruppo Canoa della Polisportiva Gioco potrà portare avanti all’interno del Parco Isola Giarola di Villanova d’Arda. «Il percorso verso Tokyo è lungo e fatto di tanti piccoli passi – conferma Tagliavini -, ma il progetto è nato con l’atteggiamento giusto e se ci sarà da mettere Ramona su quell’aereo, ce la metteremo!». Intanto il filmato «Impossible is nothing» è stato proiettato e premiato come «Migliore filmato promozionale» alla 29esima edizione di «La canoa esplora il mondo», organizzata dal Canoa club Milano all’auditorium san Fedele. Il lunghissimo applauso dei 500 presenti ha accolto il filmato della storia di Ramona. «Per voi provetti canoisti il mio percorso può sembrare una banalità – ha detto rivolta al pubblico - ma per me è stata una grande soddisfazione aver raggiunto questo livello, grazie alle persone che mi hanno sostenuto in questo percorso, Daniele in primis. Mi ritengo speciale, non disabile e spero di far conoscere la mia esperienza a tutte quelle persone speciali che si pongono dei limiti e per non combatterli si rinchiudono tra le mura di casa. Il nostro progetto sta prendendo forme che mai avrei immaginato. Sempre avanti senza paura». A breve il video sarà reso visibile sul sito della polisportiva www.giocopolisportiva.it.

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