Sei in Archivio bozze

Il caso

Parrocchie in campo contro le povertà

17 gennaio 2017, 06:03

Parrocchie in campo contro le povertà

Luca Molinari

Accoglienza di persone bisognose e senzatetto, distribuzione di pacchi alimentari alle famiglie disagiate, pagamento di bollette e affitti. Sono tante le attività delle parrocchie per i poveri, nel silenzio e lontano dal clamore. Un’attività costante, supportata da centinaia di volontari o semplici fedeli, che compiono quotidianamente atti di altruismo e solidarietà nei confronti di chi si trova nel bisogno. I parroci parmigiani preferiscono non commentare le parole dell’assessore ai Servizi sociali Laura Rossi, secondo la quale la Diocesi e le parrocchie non farebbero abbastanza per aiutare i senzatetto, ma si limitano a elencare le tante attività portate avanti nella gratuità.

Le parrocchie presenti in Diocesi sono 309, formalmente raggruppate in 56 «nuove parrocchie». In ciascuna sono attivi gruppi Caritas parrocchiali o altre attività di volontariato, come l’armadio del povero o la «San Vincenzo», che si occupano di chi si trova nel bisogno. La parrocchia della Cattedrale ha aperto un centro di ascolto che assiste una cinquantina di persone in difficoltà. «Il centro di ascolto – spiega il parroco monsignor Alfredo Chierici – ci serve per capire i problemi di chi bussa alla nostra porta e valutare come risolverli. Spesso chi si rivolge a noi si trova in difficoltà economica. Si tratta sia di italiani che di stranieri. Normalmente forniamo buoni pasto da 20-30 euro per fare spesa e, in alcuni casi, paghiamo affitti e bollette. Lo scorso anno abbiamo inoltre acquistato una cucina a una famiglia e, con l’aiuto della “San Vincenzo”, pagato gli studi a una donna per diventare operatrice socio sanitaria. Di norma come parrocchia destiniamo circa 10mila euro l’anno per queste attività».

Anche il convento dell’Annunziata è una parrocchia. «La mensa di padre Lino – spiega il padre guardiano Andrea Grossi – offre circa 150 pasti al giorno. Quotidianamente distribuiamo anche pacchi spesa a circa 60 persone. Per chi non ha casa è prevista anche un’accoglienza notturna con dieci posti letto. A questo vanno aggiunti aiuti economici di varia natura». Alla Trasfigurazione (via Sidoli) il punto di riferimento per i bisognosi è il gruppo Caritas. «I volontari conoscono le famiglie in difficoltà e operano in collaborazione con i servizi sociali – spiega il parroco don Enrico Rizzi –. Il nostro intento non è soltanto quello di offrire un aiuto economico, ma anche creare legami con queste persone per non emarginarle, ma aiutarle a rientrare nel tessuto sociale come realtà attive». In parrocchia esiste anche una sorta di «armadio alimentare». «Chi vuole può lasciare liberamente in parrocchia dei prodotti alimentari – prosegue don Rizzi – che vengono distribuiti ogni giovedì alle famiglie bisognose».

La parrocchia di San Paolo Apostolo (via Grenoble) si spende per combattere vari tipi di povertà. «Non c'è solo la povertà economica – spiega don Francesco Rossolini –. Il nostro impegno è su più fronti. Soprattutto con i giovani ci impegniamo a dare risposte a una povertà di tipo educativo, che minaccia la persona nel suo insieme. Per quanto riguarda le famiglie in difficoltà economica, siamo invece in costante contatto con i servizi sociali e ci impegniamo a distribuire pacchi alimentari, pagare bollette e affitti in totale autonomia economica». Da qualche tempo nei locali dell’ex bar della parrocchia di Vicopò è ospitata la Comunità Giovanni XXIII, che accoglie persone in difficoltà. «Abbiamo anche uno stabile da restaurare – aggiunge don Rossolini – che vorremmo trasformare in dormitorio. Attualmente siamo alla ricerca di fondi».

Don Umberto Cocconi, cappellano dell’Università, si occupa di ex carcerati e persone in difficoltà da tanti anni, attraverso l’associazione «San Cristoforo». «Ci occupiamo delle persone che escono dal carcere e non sanno dove andare – dice –. Lo scorso anno abbiamo accolto più di venti detenuti. Accogliamo anche persone con problemi di dipendenze e chi non ha una casa dove dormire. Soprattutto durante l’emergenza freddo, cerchiamo di offrire un'accoglienza decorosa a chi bussa alla nostra porta».

L'esperienza dello Spirito Santo

Venticinquemila euro. È la cifra raccolta dalla parrocchia dello Spirito Santo (strada Sant’Eurosia) per una famiglia sfrattata. Grazie alla generosità dei parrocchiani la famiglia – composta da sei persone – è riuscita a mantenere il proprio alloggio e ora sta lentamente tornando alla normalità. «Per un intero anno – spiega don Giuseppe Mattioli – ci siamo fatti carico delle spese di questa famiglia, che si è trovata in difficoltà dopo la perdita del lavoro del capofamiglia». «Grazie all’altruismo dei parrocchiani – ha aggiunto – siamo riusciti a pagare le rate arretrare dell’affitto, le bollette e le spese per i bambini. Ora il padre è riuscito a trovare un lavoro e stiamo riducendo il nostro aiuto, perché la situazione sta lentamente tornando alla normalità». La parrocchia dello Spirito Santo è attiva su più fronti in ambito caritativo: sono ben 27 le famiglie che ricevono aiuti di varia natura. L. M.

Che cos'è l'Idsc

«Prebenda parrocchiale», «beneficio», «case della parrocchia»: sono parole che da quasi trent’anni non si usano più. Tutti questi beni infatti sono confluiti nell’Idsc (Istituto diocesano per il sostentamento del clero), che li gestisce e fa in modo che producano reddito, per garantire uno stipendio congruo a tutti i sacerdoti della nostra diocesi impegnati in attività pastorali. Terreni, appartamenti, edifici industriali, supermercati, un cinema, una casa di riposo. Sono questi i beni di proprietà dell’Idsc. Chiese, canoniche e oratori rimangono invece alle singole parrocchie.

«Anche la diocesi non ha beni propri – sottolinea il presidente don Rosolo Tarasconi – ad eccezione del palazzo vescovile».

Tutti gli istituti diocesani fanno capo a un Istituto centrale e sono nati dopo il 1984, in seguito al concordato tra Santa sede e Stato italiano. L’ente non gestisce i beni storici e culturali, ma possiede un patrimonio di beni molto diversificato. Il risultato economico conseguito ogni anno viene inviato all’Istituto centrale di Roma, che provvede al pagamento di tutte le retribuzioni dei preti. Il nostro istituto diocesano da oltre quindici anni è guidato da don Tarasconi, assieme all’amministratore delegato Giuseppe Iamiglio e a un cda composto da sacerdoti ed esperti di vari settori (cariche non retribuite).

«L’Idsc – ha spiegato in più occasioni don Tarasconi – ha eliminato le differenze tra parrocchie povere e ricche e quindi tra preti poveri e ricchi, creando una vera e propria rivoluzione». Nel 1990 Parma ha costituto con Idsc di Modena la società «La Ghirlandeina», che opera in campo immobiliare gestendo, tra l’altro edifici industriali e supermercati. L’ente ha inoltre aderito al Consorzio volontario per la valorizzazione della Pineta di Cozzano, al quale ha concesso i propri terreni situati nell’ambito del Parco. Recentemente è stata avviata anche una collaborazione con l’Idsc di Reggio. L. M.

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal