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Fidenza

Meningite, la 14enne è uscita dalla rianimazione: è fuori pericolo

Parla l'infettivologo sul recupero. La madre della ragazza: «Sono felice. Grazie ai medici e a tutti»

20 gennaio 2017, 06:01

Meningite, la 14enne è uscita dalla rianimazione: è fuori pericolo

La studentessa di 14 anni del Paciolo-D'Annunzio di Fidenza colpita da encefalite (tradotto: una forma virale e non batterica, quindi non contagiosa, di meningite) sta molto meglio. E’ uscita dalla Rianimazione, diretta da Maria Luisa Caspani, dell'ospedale Maggiore di Parma e proprio ieri nel primo pomeriggio è stata trasferita nella struttura di Pediatria Generale e d’urgenza, diretta da Paolo Villani, al terzo piano dell’Ospedale dei Bambini. La ragazza in fase di guarigione, resterà ricoverata a Parma ed è seguita dall'infettivologo di riferimento, il dottor Icilio Dodi.

Alla fine, dunque, il tifo dell’intera città ha avuto il sopravvento: la studentessa quattordicenne fidentina che sabato mattina si è sentita male durante l’ora di lezione al Paciolo-D’Annunzio, dove frequenta la prima classe, è stata trasferita dalla Rianimazione in Pediatria.

I sanitari l’hanno svegliata dal coma indotto e non si nasconde un certo ottimismo. Certo il percorso sarà ancora lungo, ma lei, la quattordicenne, piena di voglia di vivere, ormai ce l’ha fatta. Anche la mamma, che non l’ha mai lasciata un istante, è emozionata, mentre ne parla.

Non le sembra vero di vedere la sua ragazza fuori dalla Rianimazione. «Sì, mia figlia ora è stata trasferita in Pediatria e abbiamo tirato tutti un enorme sospiro di sollievo. E’ ancora debilitata certo, ma è giovane e forte e sono sicura che riuscirà a superare questo momento non facile per una ragazzina come lei. Abbiamo vissuto momenti drammatici, ma ormai il peggio sembra essere passato. Sono felice e commossa mentre la guardo, perché per una mamma … Adesso guardiamo avanti, il futuro è tutto per lei che ha combattuto questa battaglia non certamente facile. Cosa volete che vi dica …. Adesso sono solo una mamma felice». Intanto il pensiero di questa mamma, insieme ai familiari va a tutte le persone che hanno espresso loro vicinanza, in un momento non facile della loro vita.

Un grazie di cuore che estende a tutti, ai medici, alla scuola, all’amministrazione, all’intera città che ha pregato, tifato, sostenuto questa piccola grande donna, accompagnandola giorno per giorno, sino al suo dolce risveglio.

Nella prima mattinata di sabato, la studentessa quattordicenne fidentina, che frequenta la prima classe nell’istituto di via Manzoni, era stata colta da un improvviso grave malore con convulsioni. Poi il sospetto che potesse trattarsi di meningite e di qui la paura che si era sparsa subito in città. Ma quando era arrivata la conferma che si trattava di una forma di meningite non contagiosa l’allarme era rientrato. Ieri infine la bella notizia: la giovanissima studentessa sta meglio, è fuori pericolo e fra non molto tornerà a casa e a scuola. s.l.

Parla il medico

«Parla, reagisce, ci risponde. Insomma, sta meglio. Siamo tutti contenti»: il dottor Icilio Dodi, infettivologo al Maggiore di Parma, conferma la buona notizia. La studentessa fidentina colpita da meningite se la caverà. «Sta recuperando bene. Aspettiamo che riprenda le forze, ma intanto possiamo dire che i parametri vitali sono buoni, l'aspetto neurologico-relazionale anche, la ragazzina è orientata, capisce bene».

Quando potrà tornare a casa? «Se tutto va bene, fra una decina di giorni».

E a scuola? «Questo è un filino prematuro dirlo. Potrebbe volerci qualche settimana».

La malattia potrebbe lasciare conseguenze? «Si spera di no. Il follow up non sarà soltanto clinico ma legato anche a una serie di accertamenti strumentali. Tutti gli elementi che abbiamo in mano ora, comunque, lasciano intendere che la ragazza ritorni come era prima di quella drammatica mattina a scuola. I genitori sono più tranquilli ora, si rendono conto che va meglio e giustamente si aspettano che il recupero sia totale. Certo, sono stati giorni difficili...».

Ci si poteva aspettare il peggio? «L'esordio di questo tipo di malattia è sempre acuto, ha sintomi eclatanti, molto preoccupanti, ma fortunatamente il più delle volte se ne esce».

Quanto conta l'età per un recupero pieno? «Conta moltissimo. Gli adolescenti, i soggetti in età pediatrica hanno una capacità di ripresa eccezionale».r.c.