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DELITTO DI NATALE

Sopralluogo a Cassio per dare le risposte che mancano

24 gennaio 2017, 06:03

Sopralluogo a Cassio per dare le risposte che mancano

Laura Frugoni

E' passato quasi un mese dall'atroce duplice omicidio di Natale ma gli uomini della Squadra mobile non si sono mai fermati. I presunti colpevoli - Samuele Turco e suo figlio Alessio sono in carcere da settimane, ma l'indagine è tutt'altro che chiusa, la dinamica di questa storia orripilante va ancora scavata, «puntellata» dalle verifiche e dai riscontri.

Questa mattina gli investigatori saliranno su per la statale della Cisa, diretti ancora una volta a Cassio insieme ai colleghi della scientifica e ai consulenti di parte. Toglieranno temporaneamente i sigilli al ristorante-locanda «Al Miglio 76» che Turco gestiva dal 2013, scandaglieranno la sua abitazione e chissà in quanti altri posti andranno a guardare.

Cosa resta da fare? Accertamenti tecnici, la risposta che al profano dice poco o nulla.

Di certo un fronte dell'indagine si concentra sull'arma del delitto, il coltello utilizzato per straziare i corpi di Kelly e di Gabriela Altamirano. Un coltello da cucina, s'è saputo fin dalla sera degli arresti, quando fu Alessio - crollato sotto il pressing degli inquirenti - ad accompagnare i poliziotti fino all'aiuola incastonata tra i palazzi del Montanara. Il coltello è stato disotterrato e recuperato. Una lama da cucina - lunga 18 centimetri - di quelle che s'infilano nei ceppi di legno. Dov'è stato preso quel coltello? Esiste da qualche parte un ceppo da cucina, un set di coltelli con una fessura vuota?

Non è un particolare da poco: nel caso venisse accertato che l'arma del delitto proveniva dal ristorante di Turco, si rafforzerebbe la tesi della premeditazione. Diversa la ricostruzione se l'assassino avesse preso il coltello nel casale di San Prospero: anche lì torneranno gli inquirenti nei prossimi giorni. Sul ruolo di Alessio in questo orrore si sono fatte molte congetture. Qualcuno avrebbe vociferato perfino che Samuele si sarebbe fatto accompagnare dal figlio in qualche uscita «trasgressiva», ipotesi che pare scartata dagli inquirenti. Il giovane Turco non conosceva Luca Manici, mai visto fino a quella notte di sangue. Diverso il legame con l'ex compagna del padre: non mancano le frasi affettuose, le dediche di Gabriela al ragazzo sulle pagine Facebook.

Samuele e Alessio si sono chiusi nel silenzio, ma molto rimane da capire su ruoli e responsabilità, su come e perché sia nato quel patto scellerato tra un padre e un figlio.

Domani (mercoledì 25 gennaio) sulla Gazzetta di Parma in edicola tutti i particolari sul sopralluogo