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Stranieri

Gli immigrati spazzano la Cittadella

30 gennaio 2017, 06:01

Gli immigrati spazzano la Cittadella

Laura Ugolotti

Prendersi cura del proprio quartiere, della città in cui si vive, è la prima arma che abbiamo per combattere il degrado e l’incuria ed è alla portata di tutti, anche se non abbastanza diffusa.

A dare il buon esempio, nel quartiere Cittadella, ci ha pensato un gruppo di immigrati, che si stanno prendendo cura del parco Cittadella. Il progetto è nato in seno al Consiglio dei cittadini volontari del quartiere, più di un anno fa.

«E’ stato un percorso lungo, che ha impegnato molto sia noi che loro, ma di cui andiamo molto fieri», spiega Nadia Buetto, coordinatrice del consiglio.

«Da tempo – racconta – ci siamo organizzati per tenere pulite alcune zone del nostro quartiere: siamo convinti che se ciascuno di noi facesse la sua parte saremmo già a buon punto per curare la città. A una delle nostre riunioni si sono presentati anche alcuni ragazzi stranieri che si sono messi a disposizione: hanno chiesto di potersi rendere utili e hanno dato la loro disponibilità ad aiutarci se e quando fosse stato necessario».

La prima cosa da fare è stato prepararli a questo tipo di collaborazione.

«Per i primi tempi – spiega Nadia – uscivano in gruppo accompagnati da qualcuno di noi. Non conoscendo bene il quartiere né la lingua, era necessaria la nostra presenza. Con il passare del tempo, però, hanno imparato a muoversi, a conoscere le zone, a fare la raccolta differenziata e, visto che abitano vicino proprio alla Cittadella, alla fine hanno deciso in qualche modo di “adottarla” e di occuparsi di tenerla in ordine».

Che il parco cittadino, frequentatissimo da giovani, famiglie e sportivi, abbia bisogno di una maggiore manutenzione ordinaria e di una cura più frequente, sono in tanti a sostenerlo da tempo. Ora se ne stanno occupando loro e, finito «l’apprendistato», lo fanno in completa autonomia. Hanno formato una squadra e si ritrovano una volta alla settimana: sistemano le foglie, raccolgono le cartacce gettate a terra, controllano che tutto sia in ordine o se ci sono interventi da fare, come la rimozione di rami pericolosi e rifiuti ingombranti.

«Tempo fa hanno notato una lavatrice abbandonata - ricorda Nadia - Ce l'hanno segnalato e abbiamo avvertito chi di dovere». Loro - che per ora preferiscono non parlare in prima persona - sono contenti e soddisfatti. «Sono felici di prendersi cura del quartiere in cui vivono e della città che li ha accolti. E’ anche un modo per tenersi occupati e rendersi utili, oltre che un bell’esempio di integrazione e di partecipazione attiva».

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