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Palanzano

Nuovi profughi in arrivo

31 gennaio 2017, 06:00

Nuovi profughi in arrivo

Beatrice Minozzi

Sei uomini, provenienti dalla Nigeria e dal Ghana, saranno ospitati a Celso, piccola frazione palanzanese a circa due chilometri da Ranzano, in una casa privata affittata alla cooperativa Biricca, la stessa che si occupa dei profughi ospitati a Prato Spilla. Proprio da Prato Spilla arriveranno i sei secondo quanto comunicato dal sindaco di Palanzano, Lino Franzini, che però ammette di non avere molte altre informazioni. «Non so neppure quanto si fermeranno - conferma -, anche perché io stesso ho saputo del loro arrivo quando era stato ormai deciso».

Franzini tiene poi a fare alcune considerazioni, visto anche le perplessità che l’arrivo dei profughi sta sollevando nella popolazione residente. «Queste persone in Italia ci sono e chiunque deve capire che vanno sistemati - esordisce Franzini - poi si potrà discutere se sono profughi o clandestini, aventi diritto o meno di restare in Italia, dove ospitarli, quanto costano agli Italiani, sono venuti o qualcuno è andato a prenderli, se dietro tutto questo c’è più o meno un business da parte di qualcuno e tanto altro. Ma dal momento che sono in Italia una soluzione va trovata».

Importante, secondo il primo cittadino di Palanzano, sarebbe «mettere un limite al numero di arrivi in base alla demografia del paese che li ospita: sarebbe assurdo che in una frazione ci fossero più profughi rispetto agli abitanti, un cittadino non si sentirebbe più nel proprio paese ma nel paese dei profughi».

Franzini sottolinea poi l’importanza di informare i residenti dell’arrivo di queste persone «e a farlo dovrebbe essere l’Amministrazione Comunale o la Prefettura» precisa il sindaco, che poi aggiunge «sarebbe importante sapere chi arriva e da dove, chi si occupa di loro e del loro stato educativo ma anche quali lavori possono essere loro richiesti e da chi».

Da evitare, invece, la «tentazione» di «portare questo argomento sul piano politico - prosegue Franzini - attira sicuramente tantissimi consensi da parte di chi non comprende la realtà o fa finta di non comprenderla: dire «io non li voglio» in questo momento storico è la cosa più facile e più semplice da dirsi, al bar o in piazza. Ma bisogna capire che la Prefettura è l’organo maggiormente in difficoltà in quanto è in prima linea ad affrontare questo problema e i sindaci in questi arrivi contano nulla».

Nulla toglie, secondo Franzini, che «i sindaci abbiano ragione di protestare se non sono correttamente informati dell’arrivo dei profughi sul territorio: un sindaco deve essere al corrente delle problematiche e delle difficoltà che questi inserimenti potrebbero comportare. Tutte domande lecite che un sindaco si deve fare e a cui deve dare delle risposte anche per correttezza nei confronti dei suoi cittadini».

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